Fonte: Instagram: cyclinglegend https://www.instagram.com/p/DX36gNUiB8n/

ANKARA – Si è abbassato il sipario sulla sessantunesima edizione del Giro di Turchia, una rassegna che ha celebrato il trionfo della regolarità sulla potenza pura. A sollevare il trofeo più prestigioso sul traguardo di Ankara è stato l’australiano Sebastian Berwick, portacolori della Caja Rural – Seguros RGA, capace di scrivere una pagina di storia personale e sportiva con una gestione di gara impeccabile.

Berwick: un successo nel segno della regolarità

A 26 anni, Sebastian Berwick ha centrato la prima vittoria in una corsa a tappe della sua carriera professionistica. La particolarità del suo successo risiede nel percorso compiuto: l’australiano è riuscito a imporsi nella classifica generale senza aver alzato le braccia al cielo in nessuna delle otto frazioni disputate.

Il segreto della maglia turchese è stato il piazzamento costante nei momenti chiave. Berwick ha costruito il suo primato grazie a due pesanti secondi posti ottenuti nella terza e nella sesta tappa, i giorni in cui il gruppo ha affrontato le maggiori difficoltà altimetriche. Questa strategia difensiva e d’attacco al contempo gli ha permesso di chiudere con un margine di soli cinque secondi sul colombiano Ivan Ramiro Sosa (Equipo Kern Pharma), che nonostante il successo parziale nella terza tappa si è dovuto accontentare della piazza d’onore. Il podio è stato completato dal belga Kamiel Bonneu (Solution Tech NIPPO Rali), staccato di 59 secondi.

L’ultima firma di Tom Crabbe ad Ankara

Se Berwick è stato il signore della generale, il belga Tom Crabbe è stato indubbiamente il re delle volate. Il corridore del Team Flanders – Baloise ha messo il suo terzo sigillo personale proprio nell’ultima frazione, una tappa di poco più di cento chilometri caratterizzata da un profilo altimetrico semplice e ideale per le ruote veloci.

Nello sprint finale ad Ankara, Crabbe ha fatto valere la sua esplosività battendo il connazionale Jelle Vermoote (Tarteletto – Isorex), che aveva tentato una mossa d’anticipo per sorprendere i velocisti puri. Il terzo posto è andato al polacco Stanislaw Aniolkowski della Cofidis.

Il bilancio azzurro: Fancellu nella Top 10

L’Italia esce dal Giro di Turchia con indicazioni positive, pur senza il guizzo finale nell’ultima giornata. Il miglior rappresentante nella classifica generale è stato Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort), che ha chiuso con un solido sesto posto a 1’20” da Berwick.

Per quanto riguarda l’ultima tappa, i colori azzurri sono stati ben rappresentati nella volata conclusiva: Davide Ballerini, reduce dal successo di ieri, ha chiuso in quinta posizione, seguito da Stefano Oldani al settimo posto. La top 10 di giornata ha visto anche la presenza dei giovani Dario Igor Belletta e Gabriele Raccagni, rispettivamente nono e decimo sul traguardo finale.