Il verdetto delle prime undici tappe della Corsa Rosa parla chiaro: il dominatore assoluto ed emozionale di questa prima metà del Giro d’Italia 2026 risponde al nome di Jhonatan Narváez. L’ecuadoriano della UAE Team Emirates – XRG sta letteralmente monopolizzando la scena e oggi sul traguardo ligure di Chiavari ha firmato un capolavoro memorabile.
Presentatosi ai blocchi di partenza della frazione odierna come l’uomo più atteso e marchiato a vista dai rivali in una giornata dichiaratamente adatta ai cacciatori di tappe, il ventinovenne sudamericano non ha tradito le attese della vigilia. Dopo i sigilli già messi a segno a Cosenza e Fermo, Narváez ha calato un tris d’autore grazie a una straordinaria azione di classe. Si tratta del quarto trionfo parziale in questo Giro per la compagine emiratina, capace di compattarsi e fare quadrato nonostante un organico ridotto ai minimi termini dopo i duri ritiri per caduta avvenuti in Bulgaria. Chi può sorridere senza affanni è invece il portoghese Afonso Eulálio (Bahrain – Victorious), che ha trascorso una giornata relativamente tranquilla mantenendo saldamente sulle proprie spalle l’iconica Maglia Rosa.
Follie d’avvio e contrattacco strategico: la dinamica della corsa
La cronaca della frazione ha vissuto una prima parte caratterizzata da ritmi nevrotici e velocità folli, con continui scatti e controscatti per centrare il tentativo buono. In un primo momento sembrava che il drappello decisivo fosse composto da una dozzina di corridori — tra cui gli italiani Ciccone, Scaroni e Pinarello —, ma la reazione rabbiosa del plotone ha annullato il gap. Poco dopo, un nuovo e massiccio tentativo ha preso il largo comprendendo atleti del calibro di Bettiol, Ulissi, Vlasov, Stuyven, Leknessund e Bais.
Il gruppo principale, tuttavia, non ha concesso il via libera. È stata proprio la UAE Team Emirates – XRG a mettersi in testa a tirare, ricucendo le distanze con il preciso intento strategico di catapultare i propri leader nel vivo dell’azione. La mossa ha innescato un secondo nucleo di contrattaccanti che è riuscito a agganciare la testa della corsa: un treno di lusso dentro cui si sono inseriti, oltre allo stesso Narváez, nomi pesanti come Enric Mas, Lennert Van Eetvelt, Filippo Zana e Alessandro Tonelli.
La salita decisiva e la volata a due: Mas si arrende a Narváez
Una volta stabilizzato il quadro dei battistrada, il plotone si è finalmente rialzato, lasciando che i fuggitivi si contendessero il successo parziale. La corsa ha perso tre possibili protagonisti — Zana, Van Eetvelt e Scaroni — a causa di una rovinosa caduta collettiva, ma la vera miccia si è accesa lungo le rampe della salita di Colla dei Scioli.
Su pendenze severe, lo scalatore spagnolo Enric Mas ha sferrato l’attacco decisivo, trovando la pronta risposta del solo Narváez. La coppia ha guadagnato un margine di sicurezza inscalfibile su tutti gli inseguitori, presentandosi sul rettilineo d’arrivo di Chiavari per giocarsi la gloria in un faccia a faccia ravvicinato. Nello sprint a due, Narváez ha fatto valere il suo spunto veloce, regolando l’iberico senza alcuna difficoltà.
Il podio di giornata è stato completato dall’ottimo terzo posto di Diego Ulissi (XDS Astana Team), mentre la pattuglia italiana ha raccolto altri due piazzamenti nella top ten grazie al sesto posto del reattivo Christian Scaroni e al settimo di Ludovico Crescioli. Nessuna scossa, infine, tra gli uomini d’alta classifica: il gruppo guidato dalla Maglia Rosa è transitato sotto lo striscione d’arrivo con un ritardo superiore ai 3 minuti dai battistrada, archiviando la tappa in totale calma piatta.

