Se la prova maschile aveva lasciato l’amaro in bocca, quella femminile non ha purtroppo invertito la rotta. Il Grand Prix di Budapest 2025-2026 si trasforma in una trasferta da dimenticare per la scherma italiana: nessuna delle spadiste convocate dal CT è riuscita a strappare il pass per la Top 16, decretando una debacle collettiva che vede l’intera pattuglia azzurra fuori dai giochi già ai sedicesimi di finale.
Quattro azzurre ai sedicesimi: un muro invalicabile
Il punto più alto – si fa per dire – della domenica ungherese è stato raggiunto da un quartetto di atlete che ha visto svanire il sogno degli ottavi di finale proprio sul più bello. Alberta Santuccio ha provato a tenere alto il vessillo tricolore, ma si è arresa per 15-13 sotto i colpi della neutrale Hana Bekmurzova. Destino ancora più beffardo per la veterana Rossella Fiamingo: in un assalto tattico e povero di stoccate, l’azzurra è stata beffata dalla cinese Li Shanshan con il punteggio di 11-10.
Non è andata meglio alle altre due rappresentanti arrivate al secondo turno del tabellone principale. Alessandra Bozza ha subito una durissima lezione di scherma dalla sudcoreana Sera Song, capace di chiudere la contesa con un netto 15-2 che non ammette repliche. Sulla stessa falsariga il match di Roberta Marzani, travolta dall’altra sudcoreana Taehee Lim con un perentorio 15-6.
Le uscite premature: una mattinata di sofferenza
Ancor prima del crollo collettivo ai sedicesimi, il tabellone di Budapest aveva già iniziato a mietere vittime illustri tra le file italiane. L’esordio era stato traumatico per Giulia Rizzi, letteralmente dominata dalla padrona di casa Lotti Horvath (15-1). Anche Sara Maria Kowalczyk non è riuscita a trovare il ritmo giusto, uscendo sconfitta per 15-11 contro la lettone Sofia Prosino.
A completare il quadro delle eliminazioni al primo turno è stata Lucrezia Paulis, protagonista di un match fotocopia a quello della Fiamingo: anche per lei la “bestia nera” è stata la cinese Li Shanshan, capace di imporsi per 10-9 al termine di un assalto di estrema sofferenza tattica.
Analisi e riscatto: la rotta si sposta in Colombia
Quella di Budapest è stata una prova incolore, dove la squadra femminile è parsa priva di quella brillantezza necessaria per contrastare la fisicità delle scuole asiatiche e la solidità delle spadiste dell’est. Un campanello d’allarme che dovrà essere analizzato velocemente dallo staff tecnico per correggere il tiro in vista dei prossimi impegni internazionali.
L’occasione per voltare pagina arriverà tra poche settimane oltreoceano. Il circus della scherma mondiale si trasferirà infatti in Sudamerica per il Grand Prix di Medellin. In Colombia, da venerdì 8 a domenica 10 maggio, le azzurre saranno chiamate a riscattare il flop ungherese in una tappa che, per clima e fuso orario, metterà nuovamente a dura prova la tenuta fisica e mentale di un gruppo che ha estremo bisogno di ritrovare il podio.
IL RIEPILOGO DELLE ELIMINAZIONI AZZURRE
| Turno di uscita | Atleta | Avversaria | Risultato |
| Sedicesimi | Alberta Santuccio | H. Bekmurzova (AIN) | 13-15 |
| Sedicesimi | Rossella Fiamingo | Li Shanshan (CHN) | 10-11 |
| Sedicesimi | Alessandra Bozza | Sera Song (KOR) | 2-15 |
| Sedicesimi | Roberta Marzani | Taehee Lim (KOR) | 6-15 |
| Primo Turno | Giulia Rizzi | Lotti Horvath (HUN) | 1-15 |
| Primo Turno | S.M. Kowalczyk | Sofia Prosino (LAT) | 11-15 |
| Primo Turno | Lucrezia Paulis | Li Shanshan (CHN) | 9-10 |

