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Il ghiaccio dell’Arena Santagiulia ha tremato sotto i colpi di due giganti, ma alla fine la legge della Foglia d’Acero ha prevalso. In un quarto di finale che resterà scolpito nella memoria di Milano Cortina 2026, il Canada piega la resistenza eroica della Cechia per 4-3 al termine di un’overtime vietato ai deboli di cuore. Una battaglia totale, durata oltre sessanta minuti di pura adrenalina, che proietta i maestri nordamericani verso la zona medaglie e condanna i cechi a una sconfitta che brucia quanto il freddo di un palazzetto olimpico.

Fuoco nel primo periodo: botta e risposta celebrativo

L’avvio è un manifesto dell’hockey moderno: velocità d’esecuzione e impatto fisico devastante. Il Canada mette subito le cose in chiaro dopo appena tre minuti: Macklin Celebrini, il golden boy della nuova generazione, sblocca il risultato capitalizzando un’azione corale travolgente. Ma la Cechia, squadra temprata da mille battaglie, non si scompone. Con la pazienza di un predatore, attende il varco giusto e lo trova all’08:34 con Sedlak, abile a freddare Binnington per l’1-1.

La disciplina diventa però il fattore chiave. Proprio Celebrini commette l’ingenuità di finire in panca puniti, aprendo la strada al micidiale powerplay ceco. Al 14:49, il “chirurgo” David Pastrnak si fa trovare nell’ufficio giusto: un tocco vellutato sotto misura e sorpasso completato. La Cechia chiude la prima frazione in vantaggio, lasciando il Canada frastornato e nervoso.

L’assedio canadese e il giallo Crosby

Il secondo periodo è un monologo nordamericano, una tempesta di dischi che si abbatte sulla porta europea. Il pareggio arriva al 32:16, quasi per una legge del contrappasso: questa volta è Kempny a sedersi nel box dei cattivi, e Nathan MacKinnon non perdona. Il suo missile impatta il fondo della rete per il 2-2.

Le statistiche del parziale sono impietose: 17 tiri a 5 per i canadesi. Eppure, nonostante il dominio territoriale, il tabellone resta inchiodato sul pari. A peggiorare il clima in casa canadese arriva però un’ombra inquietante: Sidney Crosby abbandona il ghiaccio per un sospetto infortunio. Senza il suo capitano e leader carismatico, il Canada deve affrontare l’ultimo atto orfano del suo centro di gravità permanente.

Pathos nel finale: Suzuki salva la patria

Il terzo tempo è una partita a scacchi giocata a 40 km/h. Il Canada spinge, la Cechia resiste con una disciplina tattica ferrea. Al 52:18, il dramma sportivo sembra compiersi per i nordamericani: una splendida combinazione Hertl-Necas libera Palat, che firma il 2-3. Con meno di otto minuti sul cronometro, il Canada vede l’abisso dell’eliminazione.

Ma nel DNA della Foglia d’Acero la parola “resa” non esiste. Al 56:33, Nick Suzuki si carica il peso di una nazione sulle spalle: entra in zona, arma il braccio e scaglia un tracciante che buca la difesa cecca per il 3-3. Il finale è vietato ai cardiopatici: a settanta secondi dalla sirena, Necas ha il disco della semifinale, ma Jordan Binnington compie un miracolo che spedisce la contesa ai supplementari.

TABELLINO: CANADA – CECHIA 4-3 (OT)

PeriodoMarcatoriPunteggioNote
Celebrini (CAN), Sedlak (CZE), Pastrnak (CZE)1-2Powerplay decisivo per CZE
MacKinnon (CAN)2-2Canada domina i tiri (17-5)
Palat (CZE), Suzuki (CAN)3-3Suzuki salva il Canada al 56′
OTMitch Marner (CAN)4-3Gol al minuto 08:38

Overtime: il ricamo di Marner vale l’oro

Il supplementare a 3 contro 3 trasforma l’Arena Santagiulia in un oceano di ghiaccio dove ogni errore è fatale. La Cechia parte forte, Binnington è costretto ancora agli straordinari, ma l’inerzia cambia improvvisamente. Su un ribaltamento di fronte magistrale, il disco finisce sulla stecca di Mitch Marner.

Il fuoriclasse dei Maple Leafs non trema: disegna una traiettoria arcuata, quasi impossibile, che si infila all’incrocio dei pali allo scoccare degli 08:38 dalla fine del primo OT. È il golden goal. È la fine dell’incubo e l’inizio della festa. Il Canada si unisce alla Slovacchia nel club delle semifinaliste, confermandosi la corazzata da battere, mentre la Cechia esce tra le lacrime di chi è andato a un centimetro dall’immortalità.