Non è la proiezione di un desiderio nostalgico, né un’illusione ottica modellata dai ricordi. Matteo Berrettini è tornato ufficialmente tra i primi otto giocatori del Roland Garros 2026. Sul rosso dello Slam transalpino, la realtà odierna assume contorni gloriosi che al tennista romano sfuggivano da ben cinque anni all’ombra della Torre Eiffel, e da tre stagioni e mezzo se si allarga lo sguardo all’intero panorama dei Major (l’ultimo acuto risaliva infatti agli US Open del 2022).
Il pass per i quarti di finale è arrivato al termine di una prova di enorme spessore caratteriale, con la quale l’azzurro ha disinnescano le ultime resistenze dell’argentino Juan Manuel Cerundolo, piegato con il punteggio di 6-3 7-6(2) 7-6(6). Si interrompe così la striscia più sorprendente della carriera del sudamericano, mentre per il gigante capitolino si spalancano per la settima volta in assoluto le porte della seconda settimana in un torneo del Grande Slam. Un traguardo dorato che proietta Berrettini direttamente verso un derby tutto italiano contro Matteo Arnaldi, reduce dal successo epico contro Frances Tiafoe. Un incrocio storico che garantisce al tennis italiano una presenza certa nelle semifinali parigine.
Primo set: le scorie del terzo turno e la fiammata Azzurra
I primi scambi dell’incontro rendono immediatamente evidente come entrambi i contendenti debbano fare i conti con i pesanti residui fisici delle maratone disputate nel turno precedente. L’avvio è subito un test ad alta tensione per Berrettini: il game d’apertura si protrae per nove minuti complessivi di autentica sofferenza sportiva, durante i quali l’azzurro è costretto a cancellare una pericolosa palla break affidandosi al suo marchio di fabbrica, la combinazione servizio-dritto. Archiviato il pericolo, il romano si scuote immediatamente e nel gioco successivo aggredisce il rivale. Il rovescio di Berrettini si trasforma in un fattore inaspettato, propiziando un vincente chirurgico e due errori forzati del tennista albiceleste che valgono il break.
Consolidato il vantaggio sul 3-0 dopo un altro game risolto ai vantaggi, Berrettini flirta con il colpo del ko immediato, issandosi sullo 0-40 complici i numerosi gratuiti di un Cerundolo falloso in manovra. L’argentino ha però il merito di risorgere dal baratro grazie a tre ace pesantissimi che sigillano il suo primo game. La reazione del sudamericano si fa sentire nel sesto gioco, ma Berrettini neutralizza lo spauracchio dello 0-30 con una provvidenziale discesa a rete, due prime tonanti e un fulmine di dritto. Il parziale non offre ulteriori scossoni ed è un solido 6-3 a premiare l’efficacia del romano.
Secondo set: la trincea dei servizi e il capolavoro al tie-break
La seconda frazione si sviluppa lungo i binari di un equilibrio quasi totale, pur con un netto cambio di strategia da parte di Cerundolo, che comincia a fare affidamento quasi esclusivo sulla propria battuta per accorciare gli scambi. Sul punteggio di 2-2, Berrettini intravede lo spiraglio per la fuga: un lob millimetrico e una risposta bloccata mandano in totale tilt il rovescio dell’argentino, regalando al romano lo 0-30. Tre imperfezioni consecutive in spinta azzannano però le chance dell’azzurro, consentendo a Cerundolo di rifugiarsi nell’ennesimo ace per mantenere la testa avanti.
I brividi si trasferiscono sul fronte opposto nel corso dell’ottavo game, quando Berrettini scivola sotto 0-30. La reazione del romano è da campione navigato: un serve&volley coraggioso, un tracciante di dritto, una nuova incursione a rete e la consueta combinazione battuta-sventaglio blindano il 4-4. Senza ulteriori sussulti si approda a un tie-break che Berrettini decide di dominare militarmente. Dal 2-1, propiziato da una sbandata di dritto dell’avversario, l’italiano sale in cattedra: prima griffa il 6-2 con un’accelerazione terrificante, poi disegna una splendida controsmorzata di rovescio che vale il 7-2 e il raddoppio nel computo dei set.
Terzo set: il brivido del break e la zampata d’autore
Dopo un’interruzione medica richiesta da Cerundolo per un fastidio alla coscia, il match riprende senza che l’argentino lasci trasparire evidenti limitazioni motorie. Al contrario, sul 2-2, Berrettini accusa l’unico vero passaggio a vuoto dell’incontro, smarrendo l’efficacia del servizio e cedendo la battuta per la prima volta nella sfida a quota 15. Il tennista sudamericano difende il tesoretto con le unghie fino al 5-4, momento in cui è chiamato a servire per allungare la contesa.
Nel momento di massima pressione, tuttavia, Cerundolo smarrisce la lucidità tattica, abusando di palle corte leggibili che esaltano la sensibilità a rete e il dritto di Berrettini. Il controbreak azzurro a 15 ristabilisce la parità sul 5-5, traghettando la frazione verso un nuovo tie-break. Qui l’argentino scappa per primo sul 2-2 sfruttando un errore di rovescio dell’azzurro, per poi allungare sul 6-3 grazie anche a un tocco fortunoso del nastro. Con tre set point da difendere, Berrettini compie il miracolo: neutralizza i primi due coprendo la rete con riflessi felini, impatta sul 6-6 comandando lo scambio di dritto e si procura il match point trovando una traiettoria esterna pazzesca che pizzica l’ultimo millimetro di riga. Sulla seconda palla dell’avversario, Berrettini scaglia un missile di dritto terra-aria definitivo che Cerundolo può solo guardare.
Tabellino dei Numeri Chiave | Berrettini vs Cerundolo
| Statistica | Matteo Berrettini (ITA) | J.M. Cerundolo (ARG) |
| Colpi Vincenti | 51 | 35 |
| Errori Gratuiti | 36 | 27 |
| Scambi Corti (1-4 colpi) Vinti | 59 | 40 |
| Ace Refertati | 5 | 16 |
| Punti Vinti sulla Prima | 84% | 80% |
| Punti Vinti sulla Seconda | 71% | 55% |
La rinascita nei numeri e il ritorno in classifica
L’analisi tecnica delle due ore e trentadue minuti di battaglia evidenzia come la strategia degli scambi brevi abbia premiato la verticalità di Berrettini, capace di imporsi per 59 a 40 nei punti risolti entro i primi quattro colpi. Nonostante il dato quasi paradossale degli ace, che vede l’argentino primeggiare per 16 a 5, il romano ha fatto la differenza con la resa complessiva della prima palla (84% di punti vinti contro l’80% rivale) e con un bilancio vincenti-errori speculare (51-36 contro 35-27).
Al di là dei freddi dati numerici, la terra di Parigi certifica la resurrezione sportiva di un atleta che si riprende il palcoscenico che gli compete. Questo piazzamento ai quarti di finale garantisce a Berrettini il rientro ufficiale nella top 50 mondiale, assestandosi virtualmente alla piazza numero 47. Una base di partenza per sognare una seconda parte di stagione senza più confini.

