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Svanisce ai quarti di finale il sogno californiano di Andrea Vavassori. In coppia con l’austriaco Erler, l’azzurro cede al duo Bhambri-Goransson in due set. Un’ora e mezza di lotta che non basta a ribaltare le gerarchie di un match nato sotto una cattiva stella.

Il deserto californiano di Indian Wells si conferma terra insidiosa per i colori azzurri nel tabellone di doppio. Nel primo Masters 1000 della stagione, si interrompe la corsa di Andrea Vavassori, che quest’anno ha dovuto fare a meno del compagno storico Simone Bolelli, sostituito dall’austriaco Alexander Erler. La strana coppia italo-austriaca ha alzato bandiera bianca di fronte alla solidità del duo composto dall’indiano Yuki Bhambri e dallo svedese Andre Goransson, capaci di imporsi con il punteggio di 6-3 7-6(2) in poco più di un’ora e mezza di gioco.

Un avvio in salita: il break che spacca il set

L’approccio al match di Vavassori ed Erler è apparso sin da subito contratto. Se i primi due game avevano lasciato presagire una sfida d’equilibrio, il terzo gioco ha rappresentato il primo vero scossone: un turno di battuta perso a 30 ha consegnato il vantaggio tattico e psicologico a Bhambri e Goransson. Il cosiddetto deciding point sull’1-2 è stato il crocevia fallito dalla coppia europea, che da quel momento è rimasta costantemente all’inseguimento.

Nonostante un sussulto sul 2-4, dove l’azzurro e l’austriaco sono stati bravi a risalire da una situazione di 15-40 salvando palle break pesantissime, il set è scivolato via inesorabile. Sul 3-5, un nuovo passaggio a vuoto al servizio ha permesso alla coppia indiano-svedese di sigillare il parziale sul 6-3, evidenziando una maggiore reattività nelle fasi di transizione a rete.

Reazione e rimpianti: il tie-break è fatale

Il secondo set ha seguito un copione più vibrante, ma non meno sofferto per Vavassori. Dopo aver mancato la chiusura di due game finiti al killer point sul 40 pari, il duo italo-austriaco si è ritrovato nuovamente con le spalle al muro: sotto 1-2 e 0-40, il break sembrava aver messo la parola fine all’incontro. Qui, però, è arrivata la scossa d’orgoglio. Per la prima volta nel match, Bhambri e Goransson hanno mostrato qualche crepa, cedendo il servizio a 30 e permettendo a Vavassori ed Erler di rimettersi in scia.

L’inerzia della gara è scivolata così fino al tie-break, la naturale conclusione di un parziale giocato sui nervi. Tuttavia, nel momento della verità, la lucidità è venuta meno: Bhambri e Goransson hanno preso immediatamente il largo, dominando il gioco decisivo fino al definitivo 7-2. Un epilogo amaro che premia la maggiore intesa di una coppia che ora vedrà all’orizzonte la sfida contro i “cugini” Arthur Rinderknech e Valentin Vacherot.

Analisi tecnica: il servizio fa la differenza

A leggere i numeri della sfida, emerge chiaramente dove sia stata vinta la partita. Entrambe le coppie non sono state impeccabili con la prima di servizio (62% per i vincitori contro il 56% di Vavassori/Erler), ma è stata l’efficacia della palla in campo a premiare il duo indiano-svedese. Bhambri e Goransson hanno totalizzato un impressionante 83% di punti vinti con la prima (30/36), un dato che ha reso quasi impossibile per l’azzurro e l’austriaco trovare varchi in risposta.

Il bilancio tra ace e doppi falli (3-3 per il duo italo-austriaco, 5/6 per gli avversari) racconta di una partita giocata costantemente sul filo della tensione, dove ogni seconda palla è stata aggredita con ferocia. Per Vavassori resta comunque un torneo positivo, giocato con un partner occasionale, ma la sensazione è che senza il feeling automatico con Bolelli, nei momenti chiave sia mancata quella coordinazione necessaria per scardinare difese di alto livello come quella odierna.

TABELLINO E STATISTICHE INDIAN WELLS 2026

StatisticaVavassori / ErlerBhambri / Goransson
Punteggio Finale3-6 / 6-7 (2)6-3 / 7-6 (2)
Durata Match1h 36min1h 36min
Ace / Doppi Falli3 / 35 / 6
Prime in campo (%)56%62%
Punti vinti con la 1ª71%83%