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Il Centrale del Foro Italico si conferma il giardino di casa di Jannik Sinner. Per il secondo anno consecutivo, il numero uno del mondo iscrive il proprio nome nell’atto conclusivo degli Internazionali d’Italia, superando l’ostacolo Daniil Medvedev al termine di una maratona spezzata in due tronconi dalla pioggia. Il tennista azzurro bissa così la finale conquistata nel 2025, regalando al pubblico romano un lieto fine intriso di sofferenza e classe cristallina, sigillato dal punteggio di 6-2 5-7 6-4.

La ripartenza lampo e i brividi del finale

La ripresa del match, interrotto nella giornata precedente, ha visto i due contendenti rientrare in campo in un’atmosfera di massima tensione. Medvedev ha provato subito a scuotere l’incontro ripartendo con un ace fulmineo, lasciando di fatto che le ostilità si riaccendessero sul parziale di 4-3 con Sinner al servizio. L’azzurro non si è lasciato intimorire: grazie a una prima di servizio micidiale e a due insoliti gratuiti di rovescio da parte del moscovita, si è issato rapidamente sul 40-0, blindando poi il game del 5-3 con una traiettoria centrale imprendibile.

Il vero dramma sportivo si è consumato nel nono gioco. Complici i troppi errori di un Medvedev falloso da fondocampo, Sinner è volato sul 15-40, procurandosi i primi due match point. Con le spalle al muro, il russo ha sfoderato la reazione del campione: ha annullato entrambe le opportunità con altrettante prime di servizio esterne, ha trovato un dritto chirurgico e ha accorciato le distanze sul 5-4.

Chiamato a servire per il match, Jannik ha dovuto fare i conti con una prima di servizio che ha faticato a entrare. Sul 15-15, l’altoatesino ha inventato un dritto agganciato difensivo di rara bellezza, tenendo miracolosamente la pallina in campo. Sul 30-30, la combinazione servizio-dritto ha regalato a Sinner la terza palla match. L’ultimo scambio è stato un manifesto della difesa disperata di Medvedev, capace di rimettere in gioco l’impossibile, prima di capitolare definitivamente di fronte al rovescio incrociato definitivo dell’italiano.

Sulle tracce dei miti: Pietrangeli e Palmieri superati dopo settant’anni

Il cronometro si è fermato a due ore e 37 minuti di gioco effettivo. Al di là dell’analisi tecnica della breve appendice odierna, il successo proietta Sinner in una dimensione storica d’altri tempi per il tennis nostrano. Due finali consecutive a Roma, nell’Era Open, non erano mai state conquistate da un giocatore italiano. Per ritrovare una simile impresa bisogna riavvolgere il nastro della memoria fino al biennio 1957-1958, quando a firmare la doppietta fu una leggenda del calibro di Nicola Pietrangeli. Ancor prima di lui, negli anni Trenta, ci riuscì soltanto Giovanni Palmieri (1934 e 1935). Inoltre, la striscia di vittorie consecutive nei tornei Masters 1000 per il fuoriclasse di Sesto Pusteria si allunga a quota 33 successi.

Domani la sfida a Ruud: un copione tutto da scrivere

L’ultimo ostacolo tra Sinner e il trofeo degli Internazionali d’Italia si chiama Casper Ruud. L’appuntamento sul Centrale è fissato per domani pomeriggio alle ore 17:00. È evidente che il confronto di quest’anno non potrà minimamente ricalcare la sfida andata in scena nei quarti di finale del 2025, quando l’azzurro inflisse al norvegese un severissimo e quasi umiliante 6-0 6-1 in quella che rimase una delle sue più spaventose dimostrazioni di forza.

Oggi Ruud è un giocatore rigenerato, tornato stabilmente a esprimersi ai suoi massimi livelli sulla terra battuta. Per Sinner sarà un esame di maturità tattica e fisica, l’ultimo passo per completare un’opera d’arte iniziata dodici mesi fa.