Il cuore non è bastato. Flavio Cobolli saluta gli Internazionali d’Italia 2026 al terzo turno, vittima di una serata storta e di un avversario, Thiago Augustin Tirante, apparso in uno stato di grazia assoluto. Davanti al pubblico di casa, il romano non è riuscito a sciogliere le catene della tensione, cedendo sotto i colpi dell’argentino con il punteggio di 6-3, 6-4 in un’ora e diciotto minuti di gioco. Per il numero 12 del mondo svanisce così l’occasione d’oro di sfidare Daniil Medvedev in un ottavo di finale che avrebbe infiammato il Centrale.
Il servizio argentino è un fattore: Cobolli sotto scacco
La cronaca del match racconta di un dominio tecnico e statistico che non lascia spazio a grandi recriminazioni. Tirante ha trasformato il proprio turno di battuta in una fortezza inespugnabile, conquistando l’88% dei punti con la prima di servizio, contro un modesto 58% dell’azzurro.
Mentre l’argentino martellava con il diritto (18 vincenti totali), Cobolli è apparso spesso in apnea, incapace di trovare la consueta solidità da fondo campo. A pesare come un macigno sul bilancio finale sono stati i 26 errori non forzati del romano, quasi il doppio rispetto ai 15 commessi da un Tirante chirurgico in ogni fase dello scambio.
Primo set: reazione azzurra, ma Tirante scappa via
L’avvio di partita è stato subito in salita per l’azzurro. Già nel secondo game, Cobolli si è trovato a fronteggiare tre palle break, capitolando sulla terza a causa di un errore di diritto. Sostenuto dal tifo incessante degli spalti, il numero 12 del ranking ha tentato la scossa immediata, trovando il controbreak grazie a un diritto a sventaglio millimetrico che ha pizzicato la riga.
L’equilibrio è rimasto però precario. Nell’ottavo game, Tirante ha alzato nuovamente il ritmo, portandosi sullo 0-40. Dopo aver annullato la prima chance, Cobolli ha dovuto soccombere alla pressione asfissiante dell’argentino, che ha poi sigillato la frazione sul 6-3 senza sbavature.
Secondo set: la tensione tradisce il romano
Chi si aspettava un cambio d’inerzia nel secondo parziale è rimasto deluso. Il copione è rimasto invariato: un Tirante impeccabile da una parte e un Cobolli troppo nervoso e falloso dall’altra. Il “turning point” definitivo è arrivato nel settimo game: il romano è sprofondato ancora sullo 0-40 e, proprio come nel primo set, il diritto lo ha tradito nel momento del bisogno.
Ottenuto il break del 4-3, Tirante non si è più voltato indietro. A suon di “sportellate” di diritto, l’argentino ha gestito il vantaggio con una maturità impressionante, chiudendo la pratica sul 6-4. Cobolli lascia il torneo con il rimpianto di non aver espresso il suo miglior tennis nell’appuntamento più sentito, mentre Tirante vola agli ottavi di finale confermandosi come la mina vagante del tabellone romano.

