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Il Centrale del Foro Italico si è trasformato, ancora una volta, nel giardino di casa di Jannik Sinner. In una sessione che doveva rappresentare un test verso la seconda settimana degli Internazionali d’Italia 2026, il numero uno del mondo ha invece messo in scena una vera e propria lezione di tennis. A farne le spese è stato un impotente Alexei Popyrin, liquidato con un impietoso 6-2, 6-0 in appena un’ora e cinque minuti di gioco. Con questa vittoria, Sinner non solo vola agli ottavi di finale, dove lo attende un inedito e affascinante derby contro Andrea Pellegrino, ma entra definitivamente nella leggenda statistica del circuito.

Trenta lode: Sinner eguaglia il primato di Djokovic

La vittoria contro l’australiano non è solo un passaggio di turno, ma una pietra miliare. Jannik ha infatti inanellato la sua 30ª vittoria consecutiva nei tornei Masters 1000, eguagliando la striscia record stabilita da Novak Djokovic nel biennio 2014-2015. Ora, nel mirino dell’altoatesino, c’è il primato assoluto del 2011, fermo a quota 31 successi.

Il pubblico romano ha tributato al fuoriclasse di Sesto Pusteria un’ovazione incessante, ricambiata con il consueto sorriso di chi, pur essendo in cima al mondo, non smette di godersi l’affetto della propria gente. “Il viaggio continua”, sembra suggerire l’atteggiamento di un Sinner apparso oggi in una delle versioni più scintillanti di questo 2026.

La cronaca: un monologo Azzurro dall’inizio alla fine

Il match di Popyrin è durato, di fatto, solo pochi istanti: quelli necessari per trovarsi in vantaggio 30-15 nel primo game. Da quel momento, il Centrale ha visto un solo giocatore in campo. Jannik ha subito aggredito il servizio dell’avversario, beneficiando di un doppio fallo dell’australiano per portarsi immediatamente avanti di un break.

L’unico sussulto di Popyrin è arrivato nel quarto game, quando tre errori di diritto del numero uno hanno offerto all’aussie la palla del controbreak. Sinner ha però spento ogni velleità con un serve&volley d’autore, confermando una varietà tattica ormai totale, per poi chiudere il punto del 3-1 con un rovescio fulminante. Il copione si è ripetuto identico poco dopo: altro doppio fallo di Popyrin sulla palla break e set incanalato verso un rapido 6-2.

Il secondo set: un “rebus” insolubile per l’australiano

Se nel primo parziale c’era stata una parvenza di partita, la seconda frazione è stata un dominio brutale. Sinner ha deciso di alzare i giri del motore, privando l’avversario di qualsiasi punto di riferimento. Popyrin è apparso smarrito, incapace di risolvere i mille dilemmi tattici proposti da un Jannik che alternava accelerazioni da fondo a variazioni millimetriche.

Il punteggio finale di 6-0 riflette perfettamente l’andamento del set: una marcia trionfale verso gli ottavi condotta con una fretta quasi chirurgica, volta a minimizzare lo sforzo e a massimizzare l’efficacia. Le statistiche parlano chiaro: Sinner ha vinto 18 punti su 23 con la prima di servizio (73%) e ha chiuso con un bilancio di 20 vincenti a fronte di soli 12 errori gratuiti. Al contrario, Popyrin è affondato sotto il peso di 21 errori non forzati, trovando solo 7 vincenti in tutto il match.

Adesso il derby: la sfida contro la sorpresa Pellegrino

Archiviata la pratica australiana, l’attenzione del Foro Italico si sposta ora sulla prossima sfida, che promette di infiammare ulteriormente il tifo locale. Negli ottavi di finale ci sarà infatti un derby tutto italiano tra Sinner e Andrea Pellegrino.

Se da una parte c’è il re del ranking che viaggia a ritmi da record, dall’altra c’è la “favola” del tennista pugliese, capace di scalare il tabellone partendo dalle qualificazioni e di eliminare Tiafoe. Sarà una sfida generazionale e geografica, che unirà idealmente la Puglia e l’Alto Adige sulla terra rossa di Roma. Sinner parte ovviamente con i favori del pronostico, ma in un’edizione degli Internazionali così ricca di sorprese, il pubblico è pronto a godersi ogni scambio di questo scontro tricolore.