Fonte: Instagram: volleyballworld https://www.instagram.com/p/DPJfslujJBN/?img_index=1

PASAY CITY, Filippine – L’Italia del volley maschile si conferma in vetta al mondo. Con un trionfo travolgente nella finale contro la Bulgaria, gli Azzurri hanno difeso con successo il titolo conquistato nel 2022, scrivendo un’altra pagina d’oro nella storia sportiva nazionale. Il verdetto è inappellabile: 3−1 (25−21;25−17;17−25;25−10) il punteggio che ha fatto risuonare l’Inno di Mameli a Pasay City, Manila, per la seconda edizione consecutiva.

È il quinto titolo mondiale per l’Italia (dopo 1990,1994,1998 e 2022), un’impresa che consolida il secondo posto nell’Albo d’Oro e porta la nuova generazione ad affiancare, idealmente, la leggendaria “Generazione dei Fenomeni” degli anni Novanta. Un gruppo spumeggiante, giovane, tecnico e affamato, plasmato dalla visione di Ferdinando De Giorgi, un uomo che il trionfo mondiale lo ha vissuto prima da giocatore e ora da Commissario Tecnico.

La doppia magia di De Giorgi: dalla Polonia all’Asia

Il successo di Manila è l’ennesimo capolavoro di coach Ferdinando De Giorgi, l’eroe dei due Mondi. Dopo aver fatto parte del memorabile trittico vincente negli anni Novanta, “Fefè” ha orchestrato la rinascita azzurra da CT. Il trionfo in terra asiatica, arrivato dopo la perentoria vittoria in semifinale contro la Polonia di Wilfredo Leon, è la ciliegina sulla torta di un ciclo vincente iniziato con l’Europeo e culminato con la difesa del titolo mondiale.

La Bulgaria, guidata da Chicco Blengini (ex CT azzurro, medaglia d’argento a Rio 2016), ha provato in tutti i modi a rovesciare il pronostico, affidandosi al fenomenale bomber Aleksandar Nikolov. Tuttavia, la coesione e il cinismo italiani sono stati superiori alla distanza.

La Finale: i momenti chiave del trionfo

Il match contro la Bulgaria è stato un’altalena di emozioni, ma con l’Italia sempre in controllo del proprio destino nei momenti cruciali.

Primo Set: l’Italia rompe l’equilibrio (25-21)

L’inizio è stato combattuto. L’Italia ha trovato subito un break grazie al mani fuori di Yuri Romanò e al muro di Roberto Russo, consolidato da una pipe di Mattia Bottolo (5−3). La Bulgaria, tuttavia, è rimasta in scia, trovando il pareggio a quota 6 con un gran contrattacco di Nikolov.

Dopo una fase punto a punto, la Bulgaria ha piazzato un contro-break (9−11), spingendosi avanti fino al 12−10. Ma è qui che i Campioni del Mondo hanno mostrato il loro spessore: primo tempo di Simone Anzani, ace di Bottolo, diagonale di Romanò, e infine il muro di Simone Giannelli su Asparuhov per il 17−14. Nonostante un breve riavvicinamento bulgaro (21−20), la chiusura è stata decisa: un micidiale uno-due di Romanò e il sigillo finale di Bottolo.

Secondo Set: lo show Iride di Romanò (25-17)

Il secondo parziale è stato spaccato da una incredibile serie al servizio. Inizialmente, l’Italia ha costruito il vantaggio grazie ai colpi di Romanò e Michieletto (9−5). La reazione bulgara, guidata da un ispirato Nikolov, ha portato al pareggio a quota 11.

Gli Azzurri hanno ristabilito subito le distanze (15−11), ma il momento cruciale è arrivato sul 18−16, dopo una monumentale pipe di Michieletto. A quel punto, è salito in cattedra un surreale Yuri Romanò: l’opposto ha messo a segno una serie di ben cinque ace consecutivi che hanno letteralmente frantumato l’incontro, portando il punteggio sul 23−16. Con il parziale ormai segnato, un primo tempo di Anzani e un ace di Bottolo hanno chiuso il set sul 25−17.

Terzo Set: la reazione Bulgara (17-25)

Con le spalle al muro, la Bulgaria ha risposto con orgoglio. Aumentando l’aggressività in attacco e al servizio, i ragazzi di Blengini hanno messo in difficoltà la ricezione azzurra. Dopo un avvio equilibrato (8−8), la Bulgaria ha trovato il break con due splendide stoccate di Atanasov (9−11).

Quando Nikolov è tornato a far valere il suo braccio pesante e Bottolo è stato murato, l’Italia è uscita mentalmente dal match. L’ace di Atanasov (15−10) ha segnato il punto di non ritorno. La Bulgaria ha dominato il finale del parziale, prolungando la contesa e riaprendo momentaneamente i giochi.

Quarto Set: l’apoteosi finale (25-10)

La pausa tra i set ha permesso all’Italia di resettare e ritrovare la concentrazione. Il quarto parziale è stato un monologo azzurro fin dalle prime battute: parallela di Romanò ed errore bulgaro per il 5−3. Michieletto e Bottolo si sono scatenati, portando rapidamente il vantaggio a +5 (8−3).

Il muro di Giannelli per il 9−3 ha certificato la fuga. Da lì in poi, la strada è stata tutta in discesa. Bottolo ha firmato il block-out del 16−9 e ha preso la linea dei nove metri, regalando un altro show di battute: quattro ace consecutivi hanno portato l’Italia a un passo dal titolo. Il punto della vittoria, un primo tempo di Simone Anzani, è stato solo il sigillo di un trionfo sacrosanto.

I protagonisti: le statistiche del trionfo

La vittoria è figlia di una prestazione corale, ma con picchi individuali di assoluto livello mondiale.

  • Yuri Romanò è stato l’MVP dell’attacco azzurro con 22 punti e l’incredibile cifra di 5 ace, decisivi nel secondo set.
  • Il capitano Simone Giannelli ha orchestrato la squadra con maestria, chiudendo con 3 punti, ma soprattutto mandando in doppia cifra i suoi attaccanti.
  • Mattia Bottolo ha brillato in tutti i fondamentali, realizzando 18 punti e piazzando la surreale serie di 6 ace nel parziale finale, che ha annientato la Bulgaria.
  • Alessandro Michieletto ha contribuito con 11 punti.
  • I centrali Simone Anzani (8 punti) e Roberto Russo (4 punti) sono stati fondamentali sia a muro che in primo tempo.
  • Il libero Fabio Balaso ha gestito la difesa e la ricezione con la consueta impeccabilità.

Alla Bulgaria non è bastata la prova monstre del suo bomber Aleksandar Nikolov (23 punti), sotto la regia del fratello Simeon, e nemmeno i 11 punti di Atanasov.

Un trionfo che scaccia le ombre e guarda a Los Angeles 2028

Questa vittoria mondiale non è solo un titolo: è un riscatto potente. L’apoteosi di Manila scaccia via le delusioni per le sconfitte nelle finali degli Europei 2023 e della Nations League (entrambe contro la Polonia), e il rammarico per il quarto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024.

L’Italia conclude la stagione da numero 1 del ranking FIVB e si lancia con rinnovato entusiasmo verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028, con i primi pass a cinque cerchi che saranno in palio già nel prossimo anno, durante la rassegna continentale.

Il volley azzurro rafforza così la sua seconda posizione nell’Albo d’Oro dei Mondiali, portandosi a una sola lunghezza dall’Unione Sovietica (6 titoli) e staccando definitivamente Brasile e Polonia (ferme a 3). L’Italia è sul tetto del mondo: magicamente, unicamente, splendidamente Campione.