Fonte: Instagram: fifaworldcup https://www.instagram.com/p/DagmlEhilww/

La lotteria dagli undici metri premia la selezione elvetica dopo oltre due ore di totale equilibrio a reti bianche. Decisivi i riflessi del portiere Kobel e la freddezza di Vargas nell’ultimo penalty.

La griglia delle migliori otto formazioni del pianeta è finalmente completa. L’ultimo passaporto valido per l’accesso ai quarti di finale della Coppa del Mondo 2026 viene timbrato dalla Svizzera, che supera la Colombia al termine di una vera e propria maratona calcistica risolta soltanto ai calci di rigore per 4-3, dopo che i tempi regolamentari e i successivi prolungamenti si erano chiusi sul punteggio di 0-0. Questo soffertissimo trionfo proietta la compagine europea verso un quarto di finale di altissimo fascino, dove incrocerà i tacchetti con l’Argentina.

La prima frazione di gioco ha visto l’undici sudamericano partire con un piglio più aggressivo. Al ventunesimo minuto di gioco si registra la prima nitida occasione del match con Puerta, la cui conclusione ravvicinata trova però la pronta risposta di Kobel, autore di un vero e proprio miracolo di puro istinto. La reazione della Svizzera si materializza intorno alla mezz’ora con una sventagliata di Rieder, ma la traiettoria centrale non impensierisce l’estremo difensore avversario, congelando il punteggio di parità fino al duplice fischio che manda le squadre negli spogliatoi.

Le proteste elvetiche e la traversa nei supplementari

Il secondo tempo si apre subito con un episodio da moviola all’interno dell’area sudamericana. Al quarantanovesimo, la panchina elvetica scatta in piedi reclamando la massima punizione per un contatto sospetto ai danni di Ndoye, ma il fischietto dell’incontro lascia correre tra le proteste, senza che la sala Var ritenga necessario un ulteriore approfondimento. Pochi minuti dopo è ancora Rieder a spaventare i tifosi avversari con una punizione dal limite dell’area che però sorvola la traversa. La stanchezza e la paura di subire la rete decisiva bloccano i ritmi di gioco, traghettando la sfida ai tempi supplementari.

Nel primo prolungamento la sorte bacia la retroguardia svizzera: al novantanovesimo, uno stacco aereo perentorio di Lucumi si stampa clamorosamente sulla traversa a portiere battuto. Successivamente ci prova Campaz dalla lunga distanza, trovando un Kobel molto attento, mentre sul ribaltamento di fronte il neoentrato Amdouni impegna Vargas in una parata plastica. Nell’ultimo quarto d’ora l’unica fiammata porta ancora la firma di Campaz, ma il pallone si spegne sul fondo, rimandando il verdetto agli undici metri.

La sequenza decisiva dagli undici metri

La sequenza dei rigori viene inaugurata dalle realizzazioni impeccabili di Quintero e Xhaka. Il primo sussulto arriva con l’errore del colombiano Sanchez, che colpisce in pieno il legno, permettendo ad Amdouni di firmare il sorpasso elvetico. Campaz rischia grosso ma gonfia la rete, mentre lo svizzero Akanji fallisce il colpo del ko spedendo il pallone in curva. Sul punteggio nuovamente in parità, Kobel sale in cattedra ipnotizzando Hernandez, prima che Itten riporti avanti i suoi. Diaz mantiene in vita le speranze dei caffècoltori, ma l’ultimo penalty pesante viene trasformato con freddezza glaciale da Vargas, che fissa il definitivo 4-3 e scatena la festa svizzera.

Tabellino della sequenza dei calci di rigore

Ordine di battutaRigoristi selezione ColombiaEsito del tiroRigoristi selezione SvizzeraEsito del tiro
Prima serieQuinteroGolXhakaGol
Seconda serieSanchezTraversaAmdouniGol
Terza serieCampazGolAkanjiFuori
Quarta serieHernandezParatoIttenGol
Quinta serieDiazGolVargasGol (qualificata)