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Verona cancella i fantasmi del passato e torna nell’Olimpo della pallacanestro italiana. Sconfiggendo per 3-1 la Rinascita Rimini in un’infuocata serie di finale, la Scaligera stacca il pass per la Serie A 2026-2027. Il club veneto festeggia così il dodicesimo gettone di presenza nella massima serie della propria storia, completando il quadro delle promozioni al fianco di Scafati. Per la piazza veronese si tratta di un riscatto atteso tre lunghi anni, necessari per dimenticare la dolorosa e immediata retrocessione patita al termine dell’annata 2022-2023.

Dalle sabbie mobili al capolavoro: la svolta firmata Ramagli

La cavalcata della Tezenis è stata un’autentica montagna russa emotiva. La prima parte del campionato ha visto i veneti viaggiare a fari spenti, alternando exploit d’alta classifica (con tanto di primato solitario temporaneo) a brusche frenate. Il momento più buio si è materializzato a metà febbraio, quando una preoccupante emorragia di risultati ha fatto scivolare il roster fuori dai piazzamenti per la post-season.

Di fronte al baratro, la dirigenza ha optato per la terapia d’urto: esonero di Demis Cavina e ritorno in panchina del timoniere Alessandro Ramagli. Una mossa azzeccatissima che ha rigenerato il gruppo. Sotto la nuova gestione, la compagine veneta ha cambiato radicalmente marcia, incassando appena due sconfitte nel resto della regular season e blindando la quarta piazza con un record di 24 vittorie e 12 ko.

Playoff da dominatori: Brindisi, Bologna e l’atto finale con Rimini

Il vero capolavoro della Scaligera ha preso forma nei playoff. Ai quarti di finale è caduta la resistenza di Brindisi (battuta 3-1), una squadra logorata da una seconda parte di stagione in netto calo. La semifinale si è trasformata in un capolavoro tattico: un perentorio 3-0 ai danni della Fortitudo Bologna, stesa da due battaglie di nervi e da un terzo round dominato sul piano fisico, che ha fatto implodere l’ambiente biancoblu.

In finale l’ostacolo era la sorprendente Rinascita Rimini, arrivata all’atto conclusivo dopo le maratone vincenti contro Pesaro e Cividale. La Tezenis ha messo subito le cose in chiaro vincendo i primi due atti casalinghi (84-74 e 84-76). Dopo aver fallito il primo match point in Romagna (82-70), Verona ha chiuso i conti in gara-4, trascinata dalle fiammate di Tyrus McGee, Lorenzo Ambrosin, Riccardo Bolpin e di un celestiale Federico Zampini.

I numeri del trionfo e il roster dei campioni

Le statistiche dei playoff certificano il cambio di gerarchie nei momenti chiave: Federico Zampini si è elevato a leader offensivo della post-season con una media stratosferica di 17.2 punti a partita, ben supportato dai 14.4 punti di McGee e dai 9.2 del giovane Andrea Loro. In stagione regolare i pesi erano invertiti, con McGee a quota 15.4 e Zampini a 12, a testimonianza di una cooperativa del canestro che ha visto andare in doppia cifra anche Loro (10.3) e Justin Johnson (10), potendo contare su percentuali dall’arco costantemente superiori al 35%.

Questo il gruppo storico che ha firmato l’impresa agli ordini di coach Alessandro Ramagli: Filippo Baldi Rossi, Andrea Loro, Federico Poser, Riccardo Bolpin, Lorenzo Ambrosin, Federico Zampini, Justin Johnson, Tyrus McGee, Diego Monaldi e Michele Serpilli. Un nucleo solido integrato dai giovani d’oro Davide Pittana, Mattia Mecenero, Petar Kuzmanic e dalla coppia d’arte formata da Massimo e Francesco Frosini.