Mentre i petali dei fiori di Sanremo iniziano a schiudersi, il grande ciclismo torna a respirare l’aria salmastra della Liguria. Domani, mercoledì 4 marzo, andrà in scena la 63ª edizione del Trofeo Laigueglia, secondo atto della Coppa Italia delle Regioni. Non è solo una corsa di inizio stagione; è un rito di passaggio, una sfida muscolare tra i muretti a secco e il mare che segna ufficialmente l’ingresso nel vivo del calendario tricolore.
Un percorso rinnovato: l’ombra della Cipressa
I corridori partiranno da Albenga per affrontare una maratona di 192 chilometri e un dislivello complessivo di ben 2900 metri. La novità che ha fatto sobbalzare gli appassionati è l’inserimento della Cipressa nelle fasi iniziali: sebbene lontana dal traguardo, la sua presenza funge da monito e da omaggio alla “Classicissima” che si correrà tra pochi giorni.
La selezione vera avverrà però nella fase centrale, con la sequenza senza respiro tra Testico e Cima Paravenna. Ma è nel gran finale che il Laigueglia sprigiona il suo fascino brutale: il circuito conclusivo, con le ascese di Colla Micheri e Capo Mele, trasformerà la corsa in un’eliminazione naturale. Chi vorrà alzare le braccia al cielo sul lungomare dovrà avere gambe da scalatore e il cinismo del finisseur.
Scacchiere internazionale: i pretendenti al trono
Nonostante l’assenza del detentore Juan Ayuso, la startlist brilla di luce propria. I riflettori sono puntati su Richard Carapaz (EF Education – EasyPost): l’ecuadoriano, campione olimpico di Tokyo, trova in Liguria il terreno ideale per le sue rasoiate in salita. Accanto a lui, occhi aperti sullo scalatore australiano Michael Storer (Tudor) e sul colombiano Santiago Buitrago (Bahrain – Victorious), entrambi pronti a infiammare la corsa quando le pendenze si faranno a doppia cifra.
Attenzione però agli “uomini da classiche” di nuova generazione. Il francese Romain Grégoire (Groupama – FDJ United) e il prodigio portoghese António Morgado (UAE Team Emirates) rappresentano la minaccia più concreta in caso di arrivo in un gruppetto ristretto: hanno velocità, fondo e un’incoscienza tattica che spesso scardina i piani dei favoriti.
L’orgoglio Azzurro: Tiberi e Scaroni per spezzare il tabù
L’Italia vive un digiuno che dura dal 2020, un’eternità per una corsa storicamente amica dei corridori di casa. Le speranze di riportare il tricolore sul gradino più alto del podio sono affidate a due punte di diamante.
- Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious): reduce da un UAE Tour da protagonista, il laziale sembra aver trovato la maturità definitiva. La sua capacità di tenere sulle ascese lunghe e di spingere rapporti importanti lo rende il pericolo pubblico numero uno.
- Christian Scaroni (XDS Astana): il bresciano ha un conto aperto con questa corsa dopo il secondo posto della passata edizione. La sua condizione fisica attuale è eccellente e conosce ogni centimetro del Capo Mele; la sua sarà una gara d’attacco, volta a migliorare di un solo gradino quel podio sfiorato dodici mesi fa.
I dettagli della 63ª edizione
| Parametro | Dettaglio |
| Partenza | Albenga |
| Arrivo | Laigueglia |
| Distanza | 192 km |
| Dislivello | 2900 m |
| Salite chiave | Cipressa, Testico, Colla Micheri |

