Fonte: www.lunarossachallenge.com

Il team italiano si sdoppia per portare avanti una complessa operazione logistica e sportiva tra Sardegna e Campania. Sinergia totale per raccogliere dati preziosi in vista delle regate del 2027

La strada che conduce ai grandi palcoscenici della vela internazionale non si misura soltanto in nodi di velocità sull’acqua, ma anche nella capacità di orchestrare una macchina organizzativa senza la minima sbavatura. In questa calda estate, il consorzio italiano di Luna Rossa si trova ad affrontare una vera e propria prova di forza strutturale, sdoppiando i propri sforzi e le proprie risorse umane e tecniche su due fronti simultanei. Se il quartier generale di Cagliari rimane il fulcro nevralgico per lo sviluppo e le uscite in mare del mastodontico AC75, il golfo di Napoli è diventato il teatro operativo per le sessioni di allenamento dei due scafi più piccoli, gli AC40, dedicati ai progetti giovanili e femminili.

Si tratta di un meccanismo ad altissima precisione in cui ogni singolo ingranaggio, dai timonieri fino agli addetti ai trasporti e alla cambusa, deve muoversi in perfetta sincronia con gli altri per non rallentare i rispettivi piani di lavoro.

Il miracolo logistico all’ombra del Vesuvio e il ruolo del vivaio

Il trasferimento della flotta minore in Campania ha rappresentato il primo grande ostacolo superato a pieni voti. Il tecnico Jacopo Plazzi Marzotto ha voluto spendere parole di profondo elogio per i ragazzi e le ragazze del progetto Youth & Women. Questo gruppo di giovani promesse, lavorando fianco a fianco con il personale di terra e sotto lo sguardo attento dei preparatori Guido Gallinaro e Rocco Falcone, si è fatto carico della cura e del successivo riallestimento dei due AC40. Un impegno logistico gravoso che ha consentito alle imbarcazioni di toccare l’acqua e iniziare a navigare fin dalle prime ore successive allo sbarco nel porto partenopeo.

Un contributo fondamentale per la riuscita dell’operazione è arrivato anche dal personale stanziato a Bagnoli. Nonostante la priorità fosse l’allestimento della nuova base operativa locale, i tecnici campani hanno approntato le strutture necessarie per rendere il cantiere degli AC40 immediatamente operativo. Queste prime settimane di uscite nello specchio d’acqua napoletano si stanno rivelando cruciali. L’obiettivo principale dei tecnici, che fanno la spola con la Sardegna, è quello di analizzare le risposte dei mezzi in base alle specifiche condizioni meteo-marine della zona, accumulando dati fondamentali per gli appuntamenti agonistici di settembre e, in prospettiva, per le sfide cruciali del 2027. Oltre all’aspetto puramente tecnico, la trasferta si sta distinguendo per l’incredibile calore della città, sancito dalle visite di benvenuto delle istituzioni cittadine e di campioni dello sport del calibro di Fabio Cannavaro.

Un incastro perfetto per far convivere due programmi d’eccellenza

A delineare i contorni della complessa architettura organizzativa è intervenuto Gilberto Nobili, figura chiave della gestione tecnologica e delle operazioni della squadra. Portare avanti due agende così fitte senza che l’una cannibalizzi le risorse dell’altra richiede una programmazione blindata, in cui i blocchi dedicati alla navigazione e quelli destinati ai controlli strutturali in officina devono incastrarsi al millimetro. La pianificazione estiva prevede la permanenza stabile dei team giovanili e femminili in Campania, mentre i velisti della formazione maggiore faranno la spola tra le due isole per prendere parte alle sessioni collettive di match race a due barche a Napoli, senza mai perdere di vista l’avanzamento dei test sull’AC75 a Cagliari.

Autonomia e prontezza: lo shore team si sdoppia per essere efficiente al 100%

Scendendo nei dettagli della vita da banchina, il responsabile della manutenzione Michele Cannoni ha evidenziato la grande maturità dimostrata dal gruppo dei più giovani, ormai capaci di muoversi in totale autogestione. All’interno del sito napoletano sono stati posizionati due container appositamente attrezzati che fungono da officina meccanica e veleria mobile. Questa configurazione permette ai responsabili dei due scafi minori, i giovani boat captain Stefano Dezulian e Pietro De Luca, di intervenire tempestivamente su qualsiasi imprevisto strutturale o avaria.

Il sistema a specchio funziona in modo alternato: mentre i timonieri titolari si spostano a Napoli per le simulazioni di regata, l’AC75 a Cagliari viene fermato per i necessari aggiornamenti e controlli ordinari. In questo modo, la scuderia riesce a mantenere costantemente attivi due reparti di ingegneri, tecnici e addetti alla sicurezza perfettamente indipendenti, garantendo la massima efficienza su entrambi i campi di battaglia.