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MADRIDNon è bastata la “wild card”, non è bastato il cuore, e non è bastata nemmeno la follia di un secondo set che ha sfidato ogni logica tennistica. Federico Cinà saluta il Masters 1000 di Madrid al primo turno, sconfitto dal danese Elmer Møller con il punteggio di 6-4 7-6(4). In un’ora e 57 minuti di gioco, il giovane talento siciliano ha vissuto una montagna russa emozionale che, purtroppo, si è fermata nel punto più basso, lasciando l’amaro in bocca per una gestione dei momenti chiave apparsa ancora acerba.

La sconfitta di Cinà non è però un caso isolato, ma l’emblema di un mercoledì da dimenticare per il tennis italiano: un bilancio parziale drammatico che recita cinque incontri disputati e zero vittorie, con l’aggravante di non aver strappato nemmeno un set agli avversari.

Il primo set: l’equilibrio della precarietà

L’avvio del match è stato lo specchio di due tennisti contratti, più impegnati a non perdere che a vincere. Nel game d’apertura, Møller è stato costretto ad annullare due palle break, imitato pochi minuti dopo da un Cinà altrettanto falloso ma capace di risalire la china. Per gran parte del parziale, il punteggio ha seguito l’ordine dei servizi, ma con una sensazione costante di fragilità.

Il break decisivo è maturato sul 4-3 per il danese. Cinà ha tentato di opporsi con la prima di servizio, annullando una prima chance, ma alla seconda occasione ha pagato dazio alla propria imprecisione. Troppi errori con il rovescio, colpo che oggi è parso tradire il siciliano nei momenti di massima pressione, hanno consegnato il set a Møller dopo 49 minuti di un tennis poco spettacolare e molto nervoso.

Montagne russe nel secondo set: la sagra delle occasioni mancate

Se il primo parziale è stato lineare, il secondo è stato un manifesto dell’imprevedibilità. Sotto 4-2 dopo aver mandato lungo l’ennesimo rovescio, Cinà sembrava ormai rassegnato a una rapida uscita di scena. Ma il tennis, si sa, è lo sport del diavolo.

Sul 5-3, Møller ha accusato il “braccino” tipico di chi vede il traguardo troppo vicino. L’azzurro ne ha approfittato, annullando un match point e strappando il servizio al danese tra lo stupore del pubblico. Da lì in poi, è saltato ogni schema:

  1. Møller ha avuto altri due match point nel decimo game, sprecati con errori banali di dritto.
  2. Cinà ha risalito la corrente, ha strappato nuovamente il servizio (grazie a un doppio fallo dell’avversario sul 5-5) e si è trovato a servire per il set sul 6-5.
  3. Il dramma finale: l’italiano non ha sfruttato due set point, facendosi trascinare al tie-break.

In un tie-break iniziato sotto i migliori auspici (4-2 per il siciliano), Cinà ha subito il ritorno di Møller, che ha ritrovato la profondità dei colpi proprio nel momento decisivo, chiudendo i conti con una risposta vincente di dritto al quinto match point complessivo.

Analisi tecnica: quando i gratuiti superano il talento

Le statistiche post-partita sono una condanna senza appello per il gioco espresso oggi dall’azzurro. In un match durato quasi due ore, Cinà ha messo a referto un saldo negativo tra vincenti ed errori gratuiti da brividi: 16-41. Produrre oltre quaranta errori non forzati in due set rende quasi impossibile la vittoria a questi livelli, specialmente contro un avversario come Møller che, pur non essendo un “bombardiere”, ha mantenuto un equilibrio maggiore (28-34).

Anche la resa sulla prima di servizio ha giocato a sfavore dell’italiano. Nonostante abbia messo in campo più prime palle rispetto al rivale (63% contro 55%), Cinà ha portato a casa solo il 66% dei punti, contro un solido 78% del danese. Questa discrepanza evidenzia come Møller sia riuscito a essere molto più incisivo una volta iniziato lo scambio, neutralizzando spesso le difese del siciliano.

Prospettive: Møller verso Diallo, Cinà verso il lavoro

Mentre Elmer Møller si prepara a una sfida proibitiva contro il canadese Gabriel Diallo (testa di serie n. 22 e quartofinalista uscente), Federico Cinà deve guardare al bicchiere mezzo pieno: l’esperienza accumulata in un tabellone principale di un Masters 1000 è preziosa, ma la strada per la continuità è ancora lunga. Il talento c’è, la grinta non manca, ma la gestione tattica del rovescio e il controllo dei gratuiti restano i nodi principali da sciogliere per poter competere stabilmente nel circuito maggiore.

Tabellino Tecnico: Masters 1000 Madrid – 1° Turno

StatisticaFederico Cinà (ITA)Elmer Møller (DEN)
Punteggio Finale4-6, 6-7(4)Vincitore
Vincenti / Errori Gratuiti16 / 4128 / 34
Punti vinti sulla 1ª66%78%
Prime palle in campo63%55%
Match Point annullati40
Durata Match1h 57min