L’etiope Fotyen Tesfay riscrive la storia della maratona nella capitale catalana. Al suo esordio assoluto sui 42,195 km, ferma il cronometro a 2h10:51: è la seconda prestazione di sempre. Delusione azzurra: Giovanna Epis costretta al ritiro per un problema fisico.
Barcellona non dimenticherà facilmente la mattinata odierna. Le strade della metropoli spagnola sono state il teatro di una delle imprese più strabilianti nella storia dell’atletica leggera moderna. Fotyen Tesfay, 28 anni, ha scelto la maratona della città del Gaudí per presentare al mondo il suo biglietto da visita sulla distanza regina. E non è stato un semplice esordio: è stata una rivoluzione.
Un debutto da brividi: Tesfay nella storia
Il tempo stampato sul traguardo, 2h10:51, ha dell’incredibile. Tesfay è diventata ufficialmente la seconda donna più veloce di ogni epoca sulla distanza, fermandosi a soli 55 secondi dal primato mondiale stabilito dalla keniana Ruth Chepngetich. Ciò che impressiona non è solo il crono, ma la facilità di corsa mostrata dall’etiope, già nota per essere la terza atleta di sempre sulla mezza maratona (1h03:21).
Dopo i piazzamenti di prestigio in pista (settima ai Giochi di Parigi e ottava ai Mondiali sui 10.000 metri), Tesfay sembra aver trovato la sua vera dimensione sull’asfalto. Il muro delle 2h10′, un tempo considerato inavvicinabile per il settore femminile, ora vacilla sotto i colpi di un’atleta che possiede la velocità della pista e la resistenza delle grandi stradiste.
Il calvario di Giovanna Epis: il ritorno si spezza al 31° km
Se Barcellona ha celebrato l’ascesa di una stella globale, ha purtroppo assistito anche al momento amaro di Giovanna Epis. La carabiniera azzurra, attesa a un rientro di spessore dopo i problemi muscolari che l’avevano tenuta lontana dai Mondiali, ha visto i suoi sogni infrangersi al trentunesimo chilometro.
Fino a quel momento, la gara della Epis era stata solida e regolare. Il passaggio al 25° chilometro (1h26:23) faceva presagire una chiusura intorno alle 2h26′, esattamente l’obiettivo fissato con lo staff tecnico. Tuttavia, un fastidio improvviso al polpaccio l’ha costretta ad alzare bandiera bianca, una precauzione necessaria per non compromettere ulteriormente una stagione già complicata dai recenti infortuni al bicipite femorale.
Korir vince tra gli uomini, luci e ombre per i valdostani
In campo maschile, la vittoria è andata al keniano Jonathan Samanayo Korir, autore di una prova magistrale chiusa in 2h05:27. Korir ha gestito il ritmo con autorità, staccando la concorrenza nella fase finale e confermando la tradizione vincente del Kenya sulle strade catalane.
Per i colori italiani, si registra il 19° posto di René Cuneaz, che ha tagliato il traguardo in 2h15:06 portando a termine una prova di sostanza. Destino diverso, invece, per Xavier Chevrier: il valdostano, specialista della corsa in montagna prestato alla strada, si è dovuto arrendere al 25° chilometro, chiudendo anzitempo una prova che era iniziata sotto buoni auspici.
IL PODIO E I RISULTATI CHIAVE
| Categoria | Atleta | Nazione | Tempo |
| Donne | Fotyen Tesfay | Etiopia | 2h10:51 (2ª All-Time) |
| Uomini | Jonathan Korir | Kenya | 2h05:27 |
| Italiani | René Cuneaz | Italia | 2h15:06 (19° posto) |

