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New York, USA. Dopo la gara femminile che ha riscritto il record, la Maratona di New York 2025 ha regalato un epico thriller nella competizione maschile, culminato con il fotofinish più ravvicinato della storia della corsa. Benson Kipruto, il bronzo olimpico di Parigi 2024, ha conquistato la sua terza Major in carriera, superando il connazionale Alexander Mutiso in una volata al cardiopalma.

Entrambi gli atleti sono stati accreditati dello stesso tempo, 2h08:09, con Kipruto formalmente vincitore per soli 3 centesimi di secondo – un margine che stabilisce un nuovo record di vicinanza tra primo e secondo classificato.

L’accelerazione finale e la caduta dei favoriti

La prima metà della gara è stata insolitamente lenta, una tregua tattica che ha permesso a un folto gruppo di rimanere compatto. Ma, come spesso accade a New York, la selezione finale è arrivata con una violenza improvvisa.

L’accelerazione perentoria è stata lanciata da Benson Kipruto e Alexander Mutiso quando mancavano solo cinque chilometri al traguardo. Il duo keniano ha operato una rottura decisiva, lasciando sul posto gli altri contendenti, tra cui il connazionale Albert Korir, il britannico Hillary Bor e lo statunitense Patrick Dever.

La notizia più clamorosa, tuttavia, è stata l’assenza dalle battaglie finali dei due nomi più illustri al via: le icone del fondo Eliud Kipchoge e Kenenisa Bekele. Entrambi i campionissimi non sono riusciti a essere protagonisti, confermando come la 42 km newyorkese, con il suo percorso insidioso, resti la Major più difficile da domare per i neofiti del percorso.

Il duello d’inferno nei saliscendi di Central Park

Il vero spettacolo è andato in scena nel cuore di Central Park. I celeberrimi saliscendi del parco, che avevano indirizzato pochi minuti prima la gara femminile in favore di Hellen Obiri, sono diventati il terreno di scontro finale tra i due keniani.

Kipruto ha tentato il primo strappo decisivo a due chilometri dall’arrivo, ma Mutiso ha risposto con grande ardore. La benzina, accumulata grazie alla prima metà di gara lenta, non mancava a nessuno dei due. Kipruto ha provato un secondo forcing sull’ultimo strappetto di rilievo, ma ancora una volta Mutiso non ha mollato.

Il terzo forcing e il fotofinish storico

Il terzo tentativo è stato quello risolutore, anche se ha portato a un finale di gara al limite dell’incredibile. A soli 400 metri dal traguardo, Kipruto ha piazzato la stoccata finale, guadagnando una decina di metri che sembravano sufficienti per il trionfo solitario.

Ma le energie, usate per i due strappi precedenti, sono venute meno negli ultimissimi metri: Kipruto si è “piantato” in prossimità del traguardo, permettendo al connazionale di recuperare. Il risultato è stato un arrivo in volata incertissimo, vinto da Kipruto per un soffio. I 3 centesimi che hanno separato i due atleti (dopo una revisione che ha corretto un iniziale ritardo di 16 centesimi) entrano di diritto nella leggenda della maratona.

Terza Major per Kipruto e onore a Meucci

Per il 34enne Benson Kipruto, questa vittoria è la terza Major in carriera, dopo i successi a Boston nel 2021 e a Tokyo nel 2024. Il 29enne Alexander Mutiso, già terzo a Londra, deve accontentarsi della piazza d’onore.

Il podio è stato completato dall’altro keniano Albert Korir (2h08:57). Ottime performance per il britannico Patrick Dever (2h08:58) e lo svizzero Matthias Kyburz (2h09:55).

L’Italia festeggia la prova caparbia di Daniele Meucci, che chiude in un lusinghiero undicesimo posto con il tempo di 2h10:40, confermando la sua regolarità a livello internazionale.