New York, USA. La Maratona di New York 2025 non è stata solo l’ultima Major della stagione, ma una vera e propria celebrazione della superiorità keniana e un capitolo riscritto nella storia della corsa su strada. Hellen Obiri, l’atleta che compirà 36 anni a dicembre, ha dominato la finale femminile, conquistando la vittoria e, soprattutto, frantumando il record della corsa che resisteva dal 2003, con un sensazionale 2h19:51.
La gara si è trasformata in un drammatico duello africano, culminato negli ultimi esigenti chilometri di Central Park, ma la grande notizia per il mondo dell’atletica è il crollo inatteso della Campionessa Olimpica Sifan Hassan.
Il Ponte della rottura: il cedimento di Sifan Hassan
Il momento chiave della gara è arrivato attorno al venticinquesimo chilometro, sul Ponte di Queensboro. Tradizionalmente uno snodo cruciale per la sua altimetria impegnativa, il ponte ha fatto da trampolino per lo scatto decisivo.
Le tre grandi favorite keniane – Sheila Chepkirui (vincitrice 2024), Sharon Lokedi (vincitrice 2022) e la stessa Hellen Obiri (vincitrice 2023) – hanno operato uno strappo perentorio. L’attacco congiunto ha immediatamente messo alle corde l’olandese Sifan Hassan, Campionessa Olimpica di Parigi 2024 e fresca vincitrice della Maratona di Sydney.
Hassan ha provato a reagire con la tenacia che la contraddistingue, ma il passo imposto dalle keniane era insostenibile. L’olandese ha dovuto cedere il contatto prima di approcciare la Fifth Avenue, lasciando il terzetto africano a giocarsi la vittoria e stabilendo di fatto le sorti del podio.
Duello con Lokedi e lo strappo finale della veterana
Dopo aver lasciato Hassan indietro, le tre vincitrici delle ultime tre edizioni hanno intensificato l’azione. L’accelerazione decisiva è arrivata negli ultimi cinque chilometri, con il terzetto che viaggiava ampiamente sotto le proiezioni del record della connazionale Margaret Okayo (2h22:31, 2003).
Sharon Lokedi ha preso l’iniziativa, mettendo in crisi Chepkirui e riducendo la lotta a un testa a testa con Obiri. Il duello si è fatto incandescente sugli ondulati saliscendi che caratterizzano la parte finale del percorso all’interno di Central Park.
Negli ultimi due chilometri, con le due atlete spalla a spalla, Obiri ha trovato un’incredibile riserva di energie. A soli 800 metri dal traguardo, la keniana ha piazzato una “rasoiata” micidiale, in una frazione decisiva e inaspettata. Lokedi, già al limite, non è stata in grado di rispondere a questo esigente strappo.
Obiri nella Leggenda: un tempo demolitore
Hellen Obiri non solo ha conquistato la sua seconda vittoria nella Grande Mela (dopo il successo del 2023), ma lo ha fatto con un tempo che distrugge il primato precedente. Il crono finale di 2h19:51 è ben 2 minuti e 40 secondi sotto il vecchio record, una prestazione che la colloca di diritto tra le più grandi maratonete della storia moderna.
Il podio finale è interamente keniano, a testimonianza di una supremazia imbarazzante:
| Posizione | Atleta | Nazione | Tempo |
| 1 | Hellen Obiri | KEN | 2h19:51 (RECORD DELLA CORSA) |
| 2 | Sharon Lokedi | KEN | 2h20:07 |
| 3 | Sheila Chepkirui | KEN | 2h20:24 |
| 4 | Fiona O’Keeffe | USA | 2h22:49 |
| 5 | Annie Frisbie | USA | 2h24:12 |
| 6 | Sifan Hassan | NED | 2h24:43 |
La corsa celebra la tenacia di Obiri, bronzo in maratona alle Olimpiadi di Parigi 2024 e doppia Campionessa del mondo sui 5000 metri, che chiude una carriera già stellare con un altro trionfo memorabile.

