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Il futuro della marcia italiana ha sfilato tra le strade di Alessandria, ma l’eco del passato ha quasi rubato la scena. Il debutto dei Campionati Italiani della mezza maratona di marcia (21,097 km), la distanza che riscriverà i canoni della disciplina verso Los Angeles 2028, ha consegnato agli annali il trionfo solido di Riccardo Orsoni e l’ascesa inarrestabile di Sofia Fiorini. Tuttavia, la cronaca non può prescindere dal ritorno — e dal successivo crollo tecnico — di Alex Schwazer.

Il ritorno di Schwazer: dal forcing al ritiro

C’era un’attesa quasi elettrica per il rientro del quarantunenne altoatesino. Dopo otto anni di squalifica, l’oro di Pechino 2008 ha rimesso il pettorale tricolore, cercando di dimostrare che il motore è ancora quello dei giorni migliori. Schwazer ha interpretato la gara con il piglio del protagonista, restando incollato al duo Orsoni-Picchiottino per oltre due terzi del percorso.

La tensione agonistica ha però tradito la fluidità del gesto tecnico. Già gravato da due ammonizioni, Schwazer ha tentato il tutto per tutto a sei chilometri dal termine: un attacco rabbioso per sfoltire la testa della corsa. I giudici, inflessibili, hanno ravvisato un’irregolarità quasi immediata, condannandolo a tre minuti di sosta forzata nella penalty lane. Ripartito con il morale ormai compromesso, l’altoatesino ha marciato per un altro chilometro prima di alzare bandiera bianca e imboccare la via del ritiro.

Orsoni mette il turbo: è lui il primo “mezzomaratoneta”

Libero dalla sagoma ingombrante di Schwazer, Riccardo Orsoni ha preso in mano le redini del campionato. Il ventiseienne mantovano, reduce dalle fatiche di Parigi 2024, ha dimostrato una tenuta atletica superiore. A tre chilometri dall’arrivo, Orsoni ha cambiato marcia, lasciando sul posto Picchiottino con un’azione perentoria e stilisticamente impeccabile.

Il crono finale di 1h24:30 gli regala il titolo di primo campione italiano sulla distanza dei 21 km. Alle sue spalle, il podio è stato completato da un generoso Gianluca Picchiottino (1h25:27) e da Michele Antonelli (1h29:07), mentre il giovane Giuseppe Disabato ha chiuso al quarto posto, confermando le ottime impressioni della vigilia.

Sofia Fiorini: una marcia trionfale verso il futuro

Se tra gli uomini la battaglia è stata tattica, la gara femminile ha avuto un’unica, indiscussa dominatrice. Sofia Fiorini, classe 2004, ha confermato di essere il nuovo volto del “tacco e punta” nazionale. La giovane azzurra ha rotto gli indugi a metà gara, innestando una velocità di crociera insostenibile per il resto del gruppo.

Fiorini ha tagliato il traguardo in 1h34:20, aggiungendo un altro titolo prestigioso a una bacheca che già scotta dopo i recenti primati indoor. Il distacco inflitto alle inseguitrici è abissale: Alexandrina Mihai ha conquistato l’argento con oltre due minuti di ritardo, seguita da Michelle Canto.

TABELLINO PODI – ALESSANDRIA 2026

CategoriaOroArgentoBronzo
UominiRiccardo Orsoni (1h24:30)G. Picchiottino (1h25:27)M. Antonelli (1h29:07)
DonneSofia Fiorini (1h34:20)A. Mihai (1h36:45)M. Canto (1h38:52)

Con Alessandria si apre ufficialmente l’era della mezza maratona di marcia, un test fondamentale per tarare la preparazione in vista dei prossimi impegni internazionali.