Fonte: Instagram: matteogigantee https://www.instagram.com/p/DMx7VUIgvUt/?img_index=1

CINCINNATI, Stati Uniti – Niente da fare per Matteo Gigante. Il tennista romano si è fermato al primo turno delle qualificazioni del Masters 1000 di Cincinnati, sconfitto dall’americano Patrick Kypson, wild card del torneo, con il punteggio di 6-3, 6-2. In un’ora e 17 minuti di gioco, Gigante non è riuscito a trovare le contromisure al gioco più aggressivo del suo avversario, che si è dimostrato più a suo agio sul cemento.

La partita: un dominio americano fin dall’Inizio

La partita si è messa subito in salita per Gigante. Nel primo set, il tennista romano si è costruito due occasioni per andare avanti di un break, ma non è riuscito a sfruttarle. Poco dopo, ha perso il servizio, concedendo a Kypson lo strappo decisivo. L’americano ha continuato a giocare in modo aggressivo, rischiando qualcosa solo nel settimo game, ma Gigante non è riuscito a convertire la palla break in suo favore. Il set si è chiuso sul 6-3 per Kypson.

Nel secondo set, la situazione non è cambiata. Gigante ha perso subito il servizio, commettendo troppi errori. Kypson, forte del vantaggio, ha continuato a giocare con grande fiducia, non concedendo nessuna palla break al suo avversario. Nel settimo game, il romano ha subito un altro break, e ogni speranza di rimonta è svanita. Il match si è chiuso sul 6-2, con la vittoria di Kypson.

Le statistiche: un servizio debole e tanti errori

La sconfitta di Gigante è il risultato di una prestazione poco brillante, soprattutto al servizio. Il tennista romano ha commesso ben sei doppi falli e ha faticato a vincere punti con la seconda di servizio. Un altro dato che ha inciso negativamente è il rapporto tra vincenti e gratuiti: Gigante ha chiuso con 27 vincenti, ma ha commesso ben 33 errori non forzati, un bilancio decisamente peggiore rispetto a quello del suo rivale (18 vincenti e 20 errori).

Ora Gigante dovrà tornare ad allenarsi duramente per prepararsi ai prossimi impegni, con l’obiettivo di ritrovare la fiducia e la solidità che lo contraddistinguono.