MADRID – La Caja Mágica si conferma un terreno ostico per Matteo Berrettini. In un pomeriggio segnato da una condizione atletica ancora lontana dai giorni migliori, il tennista romano è uscito di scena al primo turno del Mutua Madrid Open 2026. A sbarrargli la strada è stato il diciannovenne croato Dino Prizmic, n. 87 del mondo, capace di imporsi con un solido 6-3 6-4 in poco più di un’ora e mezza. Per l’azzurro, attualmente n. 92 del ranking, una battuta d’arresto che brucia, non solo per il risultato, ma per le sensazioni di pesantezza negli spostamenti che hanno condizionato l’intera sfida.
Il piano tattico di Spalato: Prizmic domina sulla diagonale di rovescio
Fin dai primi scambi è apparso chiaro che il classe 2005 di Spalato avesse le idee chiarissime su come scardinare il gioco dell’italiano. Prizmic ha impostato una ragnatela difensiva asfissiante, costringendo sistematicamente Berrettini a colpire una palla in più. La chiave del primo parziale è stata l’intelligenza tattica del croato: pressione costante sul rovescio di Matteo per poi aprirsi il campo e punire con accelerazioni di dritto.
Dopo un quarto game in cui Berrettini era riuscito a salvare il servizio con i denti, il crollo è arrivato nel sesto gioco. Statico e incapace di generare spinta con le gambe, l’azzurro ha subito il break decisivo, consegnando il set a un Prizmic quasi impeccabile nel contenimento (6-3).
Occasioni perdute e il calo fisico del secondo set
Il tennis, si sa, è sport di inerzia e momenti. Nel secondo set, Berrettini ha provato a scuotersi, trovando una palla break nel secondo game che avrebbe potuto cambiare il volto del match. Tuttavia, la mancata conversione del punto ha immediatamente innescato la legge più antica del circuito: nel gioco successivo, è stato Prizmic a strappare la battuta, approfittando di un dritto largo di un Berrettini apparso visibilmente svuotato di energie.
Il romano ha dato un segnale di orgoglio nel quinto game, risalendo da uno 0-40 che sapeva di sentenza anticipata, ma è stato un lampo isolato. Il croato non ha concesso spiragli nei propri turni di battuta, gestendo con la maturità di un veterano la pressione dei match point finali e chiudendo la pratica sul 6-4.
I numeri della crisi: la resa della seconda di servizio
Le statistiche post-match sono una fotografia spietata del momento di Berrettini. A preoccupare maggiormente è il rendimento sulla seconda di servizio, dove Matteo ha raccolto appena il 37% dei punti, contro un solido 62% del rivale. Un dato che evidenzia come, senza l’ausilio della prima palla, l’azzurro fatichi enormemente a proteggere lo scambio da fondo campo.
Anche il saldo tra vincenti ed errori gratuiti (19/28) testimonia una mancanza di lucidità nei momenti clou. Mentre Prizmic si prepara ora a sfidare la testa di serie n. 4 Ben Shelton in un match che promette scintille, Berrettini dovrà tornare al lavoro per ritrovare quella brillantezza atletica necessaria per tornare a ruggire sui grandi palcoscenici. Madrid resta amara, il cammino della risalita è ancora in salita.
Tabellino Tecnico: Masters 1000 Madrid
| Voce Statistica | Matteo Berrettini (Ita) | Dino Prizmic (Cro) |
| Risultato Finale | 3-6, 4-6 | Vincitore |
| Vincenti / Errori Gratuiti | 19 / 28 | 19 / 23 |
| Punti vinti sulla 2ª | 37% | 62% |
| Palle Break salvate | 3 / 5 | 1 / 1 |

