ROMA, Italia – Giornata di alta emozione e riconoscimento istituzionale per la pallavolo italiana. Le Nazionali Azzurre maschile e femminile, fresche della doppia e storica vittoria ai Mondiali 2025, sono state ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’incontro ha celebrato non solo i successi sportivi, ma anche i valori di inclusione e dedizione che il volley italiano incarna.
Il Presidente Mattarella ha rivolto parole di profonda ammirazione e gratitudine ai due team per le emozioni regalate all’intero Paese. I Campioni del Mondo, guidati dai CT Julio Velasco e Ferdinando De Giorgi, hanno risposto sottolineando l’importanza dello sport come modello di convivenza democratica.
Il ringraziamento del Presidente: emozioni e time out
Il Capo dello Stato ha espresso il suo orgoglio per le imprese compiute dalle due squadre, ricordando in particolare la tensione e l’entusiasmo delle finali.
“Siete state e siete stati formidabili. Tutto il Paese vi ha seguito, e vi è riconoscente. Le finali sono state emozionanti,” ha esordito il Presidente Mattarella.
Ha poi voluto rendere omaggio alla calma dei due tecnici nei momenti più concitati:
“Ringrazio le due guide, Velasco e De Giorgi, e ammiro la loro serenità nel dare i consigli nei momenti più concitati, ai time out.”
Analizzando il percorso delle due squadre, Mattarella ha notato come la Nazionale femminile abbia affrontato una sfida più difficile del previsto nelle fasi finali, nonostante un inizio impeccabile.
“Quello delle ragazze sembrava un percorso netto, invece semifinale e finale sono state sofferte per il livello delle avversarie. In quel momento avete dovuto spendere molte energie dal punto di vista fisico e mentale.”
Non è mancata una battuta sulla Nazionale maschile e la sua capacità di reazione:
“I ragazzi, fortunatamente, li ho seguito dai quarti e mi sono perso la sconfitta col Belgio. Complimenti per come vi siete ripresi, in finale nel terzo set con la Bulgaria mi è sembrato che volevate rendere la finale meno scontata….”
Velasco: la diversità è la nostra forza democratica
Il Commissario Tecnico della Nazionale femminile, l’argentino Julio Velasco, ha colto l’occasione per trasformare il successo sportivo in un messaggio sociale potente, focalizzandosi sul tema dell’inclusione e della diversità come elemento di forza.
“In un tempo in cui le divisioni vanno per la maggiore, lo sport può dire la sua per una cultura democratica, per accettare le idee degli altri e convivere nella diversità,” ha dichiarato Velasco.
Ha poi portato l’esempio tangibile della sua squadra, un vero e proprio mosaico culturale:
“La nostra nazionale femminile è un modello da ammirare, abbiamo molta diversità, che riescono a vincere insieme, senza rinunciare o abdicare alle proprie identità. Nella nostra squadra, a partire da me, che vengo dall’Argentina, ci sono giocatrici e membri dello staff con origini diverse, chi dalla Germania, chi dalla Costa d’Avorio. Nessuno le rinnega, ma ciò che più conta è che alla fine tutte e tutti abbiamo lottato per la bandiera italiana.”
Il suo discorso si è concluso con un doveroso ringraziamento a chi lavora dietro le quinte:
“Un pensiero anche a tutti i volontari che rendono possibile la crescita del nostro sport.”
De Giorgi: le tre parole magiche e la battuta finale
Ferdinando “Fefé” De Giorgi, CT della Nazionale maschile, ha ringraziato il Presidente e, in un momento di leggerezza, ha rivelato i principi cardine che hanno guidato gli Azzurri alla vittoria, concludendo con una nota umoristica sulla longevità del suo mandato e quello di Mattarella.
“L’ultima volta che ci siamo visti, signor Presidente, le avevo confidato il motto della nostra squadra. Ora voglio rivelarle altro, le tre parole simbolo che abbiamo detto prima di semifinale e finale, ‘divertitevi, lottate e resistete’,” ha spiegato De Giorgi. “Non bisogna mai perdere la parte fanciullesca dello sport, al tempo stesso si deve tirare fuori il carattere.”
Infine, la battuta finale che ha stemperato l’emozione:
“A lei mancano ancora molti anni di mandato, a me meno. Spero di rivederla ancora.”
L’incontro è stato suggellato dalla capitana femminile Anna Danesi, che ha parlato del ruolo sociale dello sport per i giovani, e dal vice-capitano maschile Simone Anzani (in sostituzione di Simone Giannelli, impegnato con Perugia in Giappone), che ha consegnato a Mattarella le medaglie, le maglie ufficiali e il pallone autografato. Un tributo che ha riconosciuto il volley non solo come eccellenza sportiva, ma come esempio di civiltà per l’intera nazione.

