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Il Foro Italico si prepara a vivere la sfida che tutto il mondo del tennis sognava. Sarà Daniil Medvedev a sfidare Jannik Sinner nella semifinale degli Internazionali d’Italia 2026. Il russo, già trionfatore a Roma nel 2023, ha dovuto però sudare le proverbiali sette camicie per piegare la resistenza della rivelazione del torneo, lo spagnolo Martin Landaluce.

Una maratona di due ore e ventitré minuti ha consegnato al pubblico romano un verdetto arrivato solo al fotofinish: 1-6 6-4 7-5 il punteggio finale in favore del numero uno di Russia, capace di risalire dall’abisso di un primo set dominato dall’avversario. Per Landaluce si chiude una favola partita dalle qualificazioni e proseguita grazie al ripescaggio come lucky loser, un cammino che lo ha portato a un passo dal mandare al tappeto uno dei giganti del circuito.

L’incubo iniziale e la lezione di Landaluce

L’avvio di match è stato, per usare un eufemismo, traumatico per Medvedev. Un Landaluce privo di timore reverenziale ha letteralmente aggredito il campo, trovando il break immediato già nel secondo game grazie a un errore di rovescio del russo. Lo spagnolo ha poi dilagato, strappando nuovamente il servizio nel quarto gioco con una serie di palle corte chirurgiche.

Mentre Medvedev faticava a trovare le misure del campo e il ritmo dei colpi, Landaluce ha viaggiato spedito come un treno, archiviando il primo parziale con un pesantissimo 6-1 in soli ventisei minuti. Un set in cui il russo è apparso l’ombra di se stesso, incapace di arginare l’esuberanza tecnica dello spagnolo.

Pioggia e colpi di scena: la riscossa del russo

Il secondo set ha segnato il ritorno in partita di Medvedev, ma non senza scossoni. Dopo aver trovato il break del 3-1, il russo è stato immediatamente riagganciato dal controbreak di Landaluce. Sul 40-30 del sesto game, un improvviso scroscio di pioggia ha costretto gli organizzatori a sospendere il gioco.

Alla ripresa, la sfida è diventata un corpo a corpo fatto di break e controbreak. Medvedev ha allungato nuovamente nell’ottavo game, ma lo spagnolo ha risposto con una risposta fulminante sulla seconda debole del russo per il 5-4. Nel momento decisivo, però, l’esperienza del campione è venuta a galla: sul set point nel decimo game, Medvedev ha forzato l’errore di dritto di Landaluce, pareggiando i conti sul 6-4.

Terzo set: un finale vietato ai deboli di cuore

La frazione decisiva è stata un compendio di emozioni. Medvedev ha iniziato concedendo subito il servizio con un clamoroso doppio fallo, ma è riuscito a rientrare nel sesto gioco grazie a una risposta vincente d’autore. Landaluce ha mostrato un carattere d’acciaio, annullando tre palle break nell’ottavo gioco e salvando altrettanti match point nel decimo game, aiutato anche da un pizzico di fortuna con un dritto steccato finito sulla riga.

Sul 5-5, il russo ha dovuto salvare a sua volta una pericolosissima palla break prima di salire sul 6-5. Nell’ultimo game, la pressione è diventata insostenibile per il giovane spagnolo: Medvedev è volato sullo 0-40 e ha azzannato il primo match point utile, chiudendo sul 7-5.

I numeri del match: solidità contro esuberanza

Le statistiche finali offrono la fotografia perfetta di una sfida giocata sul filo dell’equilibrio. Landaluce ha chiuso con più vincenti (34 a 27), ma è stato tradito dai troppi errori non forzati (39 contro i 24 del russo) e dagli otto doppi falli complessivi. Medvedev, pur soffrendo sulla seconda palla (vinta solo nel 38% dei casi), ha fatto valere la solidità della prima di servizio (72% di punti vinti contro il 59% dell’avversario) e la consueta capacità di restare mentalmente nel match anche nei momenti più bui.

Domani, contro Jannik Sinner, servirà una versione ancora più continua del russo, ma il Foro Italico è già pronto per l’ennesima battaglia tra due dei più grandi interpreti del tennis moderno.