Fonte: Instagram: milanomarathon https://www.instagram.com/p/DXBehY9DRci/

Milano non è più solo la città che corre verso il futuro; oggi è la città che ha corso, e lo ha fatto con il respiro di 31 mila persone. La 24ª Wizz Air Milano Marathon, andata in scena domenica 12 aprile 2026, ha consegnato agli annali un’edizione destinata a rimanere nella memoria collettiva non solo per i riscontri cronometrici, ma per una metamorfosi scenografica che ha ridefinito il rapporto tra l’atletica d’élite e il tessuto urbano.

La rivoluzione del tracciato: dal Sempione al Duomo

Il cambiamento più radicale è stato visibile sin dai primi passi. Addio alla rassicurante ma talvolta monotona configurazione ad anello: l’edizione 2026 ha scelto la sfida del percorso in linea. Una scelta coraggiosa che ha trasformato la gara in un lungo abbraccio alla metropoli.

La partenza, nobilitata dalla maestosità dell’Arco della Pace in Corso Sempione, ha proiettato i runner verso un avvio fluido e velocissimo. I primi 13 chilometri, completamente ridisegnati, hanno offerto agli atleti (e alle telecamere) scorci inediti di una Milano che sa essere tanto moderna quanto storica. Ma è stato il finale a togliere il fiato: non più un anonimo rettilineo, ma l’approdo trionfale in Piazza del Duomo, con le guglie a fare da traguardo a una fatica durata 42,195 chilometri.

La legge del Kenya: Vitalis Kibiwott domina l’asfalto

Nella prova maschile, il verdetto della strada è stato inappellabile. Il Kenya ha ribadito la propria egemonia sulla distanza, ma lo ha fatto con una prova di forza che ha premiato l’intelligenza tattica di Vitalis Kibiwott. Il vincitore ha saputo leggere le correnti d’aria tra i palazzi milanesi, sferrando l’attacco decisivo nel momento di massima tensione agonistica.

Kibiwott ha chiuso in 2h06:35, un tempo che conferma Milano come una delle maratone più veloci d’Europa. Alle sue spalle, è stato un monologo kenyano: Amos Kiplagat e Laban Kiplimo hanno completato un podio che parla solo swahili, distanziati rispettivamente di 1’39” e 1’48”. Una supremazia fisica che ha lasciato poco spazio alle velleità dell’etiope Dinkalem Ayele Adane, quinto al traguardo e apparso meno brillante rispetto alle attese della vigilia.

Xavier Chevrier: il lampo azzurro sotto le due ore e dodici

Mentre davanti i “marziani” degli altipiani si contendevano la corona, il cuore del pubblico milanese batteva per Xavier Chevrier. Il valdostano ha interpretato la gara perfetta. Senza farsi trascinare da ritmi suicidi nei primi chilometri, Chevrier ha costruito la sua prestazione con la precisione di un orologiaio.

Il suo arrivo in Piazza del Duomo in 2h11:50 non è solo un nono posto di prestigio in un cast stellare; è la conferma che il mezzofondista azzurro ha completato la sua mutazione in maratoneta di caratura internazionale. Abbattere il muro delle 2 ore e 12 minuti sul nuovo percorso milanese è un biglietto da visita pesante per i prossimi appuntamenti in maglia nazionale.

Dominio Etiopia: Yeshi Kalayu Chekole e la parata delle 2h30

Se tra gli uomini il Kenya ha dettato legge, la gara femminile è stata un feudo esclusivo dell’Etiopia. Yeshi Kalayu Chekole ha vinto e convinto, fermando il cronometro su un eccellente 2h20:15. Una prova solida, solitaria per lunghi tratti, che ha visto il podio completarsi con le connazionali Eebbisee Addunyaa Ideessaa e Sintayehu Tilahun Getahun.

L’aspetto più impressionante della gara femminile, tuttavia, è stata la densità tecnica: per la prima volta a Milano, le prime dieci atlete hanno concluso tutte sotto la barriera delle 2 ore e 30 minuti, segnale di un livello medio che continua a innalzarsi vertiginosamente.

Classifica Maschile – Top 10 Milano Marathon 2026

Pos.AtletaNazionalitàTempoDistacco
1Vitalis KibiwottKEN2h06:35
2Amos KiplagatKEN2h08:14+1:39
3Laban KiplimoKEN2h08:23+1:48
4Elkana KipropKEN2h08:42+2:07
5Dinkalem Ayele AdaneETH2h08:46+2:11
6Naman KipyegoUGA2h10:28+3:53
7Ilham Tanui OzbilenTUR2h10:47+4:12
8Stanley Kiprotich BettKEN2h10:55+4:20
9Xavier ChevrierITA2h11:50+5:15
10Kelvin Kimutai MaruKEN

Non solo élite: la festa della Relay Marathon

La maratona di Milano, però, non è stata solo cronometro. Il successo della UniCredit Relay Marathon ha confermato che la formula della staffetta è il vero motore della partecipazione popolare. Sedicimila persone divise in quattromila squadre hanno invaso la città, correndo non per un record personale, ma per sostenere i progetti benefici delle oltre cento organizzazioni non profit coinvolte.

Tra l’agonismo dei professionisti e il sudore degli amatori, Milano ha celebrato la sua domenica più bella: quella in cui la fatica si trasforma in solidarietà e l’asfalto cittadino diventa il palcoscenico di un’unica, grande storia sportiva.