A Tokyo, il sipario si è alzato sulla gara di qualificazione del lancio del martello femminile con una tensione palpabile, ma per l’Italia la giornata ha avuto un esito liberatorio. Sara Fantini ha saputo fare la differenza quando contava di più, conquistando l’accesso alla finale e mettendo il sigillo su un’impresa che vale più di un semplice risultato. Per la terza volta consecutiva, l’azzurra sarà tra le dodici migliori del mondo, un traguardo che conferma la sua inarrestabile ascesa dopo il quarto posto a Eugene 2022 e il sesto a Budapest 2023. Sullo stesso suolo che le aveva regalato un dodicesimo posto alle Olimpiadi, Fantini ha trovato il modo di rialzarsi e di dire che lei è tornata per essere protagonista.
Un pass conquistato al primo tentativo
La pressione era alta, ma Sara Fantini ha dimostrato di avere nervi d’acciaio. La sua strategia è stata impeccabile: ha messo tutto in un unico, decisivo tentativo. Con il suo primo lancio, ha spedito l’attrezzo a 71.06 metri, una misura che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutta la delegazione italiana. Sebbene non sia riuscita a migliorarsi nei successivi tentativi, il suo primo lancio è stato un capolavoro di efficacia e precisione, un segnale che la forma è quella giusta e che il suo feeling con la pedana è ritrovato. Quel 71.06 rappresenta la sua quarta miglior prestazione stagionale, a testimonianza della sua costanza di rendimento in questa annata.
Il brivido dell’attesa e la riconferma tra le grandi
La qualificazione non è stata un percorso privo di brividi. Dopo la sua prova, Fantini ha dovuto osservare le atlete del gruppo B che si presentavano in pedana. Per lunghi minuti, la sua posizione ha oscillato, con l’ansia che saliva a ogni lancio delle avversarie. Ma alla fine, il verdetto è stato un atto di giustizia: la sua misura è rimasta tra le dodici migliori, concedendole un pass per la finale. Il decimo posto finale è un risultato solido, una prova di carattere che la proietta in un palcoscenico di prestigio. Fantini ha dimostrato, ancora una volta, di essere un punto di riferimento per l’atletica italiana e che la sua determinazione, dopo anni di infortuni, è più forte che mai.
Camryn Rogers e il resto del Mondo: una Finale di fuoco
La finale si preannuncia come una battaglia tra giganti. La canadese Camryn Rogers, Campionessa Olimpica e del Mondo in carica, ha lanciato una chiara sentenza a tutte le avversarie, dominando le qualificazioni con un impressionante 77.52 metri. Con lei, hanno superato agevolmente la norma di qualifica anche la finlandese Silja Kosonen e l’americana DeAnna Price, a dimostrazione del livello stellare della competizione. Sara Fantini, forte del suo “pass di prestigio”, ora proverà a guadagnarsi un posto tra le prime otto, un risultato che le darebbe un’ulteriore conferma della sua statura internazionale. La caccia alla medaglia è aperta, e l’azzurra sarà pronta a dare il massimo per sognare in grande.

