Nella giornata conclusiva della rassegna iridata in Norvegia, lo svizzero firma una rimonta d’autore conquistando l’oro tra i rapidisti. Gli Stati Uniti dominano la top 10 con quattro atleti, mentre gli azzurrini faticano a trovare il ritmo sul pendio scandinavo.
Il sipario sui Campionati Mondiali Junior 2026 di Narvik cala nel segno della Svizzera e di una rimonta che resterà negli annali della manifestazione. Sulla tecnica pista norvegese, l’ultima medaglia d’oro dello slalom maschile finisce al collo di Giuliano Fux, capace di trasformare una prima manche d’attesa in un trionfo costruito con una seconda frazione rasente la perfezione.
Il ribaltone elvetico e il dramma dei Carrick-Smith
La gara ha vissuto momenti di altissima tensione emotiva, ruotando attorno alla parabola dei fratelli britannici Carrick-Smith. Luca, il maggiore, aveva illuso tutti chiudendo la prima manche in testa e pregustando un titolo storico. Tuttavia, la pressione o forse un eccesso di foga lo hanno tradito nella seconda discesa: un’uscita di scena che ha spianato la strada a Fux, risalito dalla settima posizione fino al gradino più alto del podio con un distacco complessivo di 33 centesimi su Freddy Carrick-Smith. Per la famiglia britannica resta la consolazione di una medaglia d’argento, ma l’amaro in bocca per l’oro sfumato è palpabile. Il podio è stato completato dallo statunitense Maximilien Hoder, solido nel difendere il terzo posto a 45 centesimi dalla vetta.
Valanga a stelle e strisce: dominio USA in classifica
Se l’oro è andato in Svizzera, il dato tecnico più rilevante della giornata è la prova di forza corale degli Stati Uniti. Il “Team USA” ha piazzato ben quattro atleti nelle prime otto posizioni: oltre al bronzo di Hoder, spiccano il quarto posto di Jevin Palmquist (+0.59), il sesto di Stanley Buzek (+0.66) e l’ottavo di un incredibile John Kerbaugh. Quest’ultimo è stato l’autore della prestazione di giornata in termini di recupero, risalendo ben 21 posizioni nella seconda manche e fermando il cronometro a 1.15 dal vincitore.
In mezzo a tanta densità nordamericana, hanno provato a resistere le scuole scandinava e austriaca, con Alexander Ax Swartz (7°) e Asaja Sturm (7°) che hanno limitato i danni in una top 10 che ha visto anche il nono posto di Moritz Zudrell.
Azzurri nelle retrovie: Castlunger salva l’onore
Per la spedizione italiana, l’ultima giornata a Narvik ha confermato le difficoltà di adattamento a un pendio che ha premiato la reattività pura. L’unica nota lieta arriva da David Castlunger, capace di artigliare una decima posizione (+1.21) che salva il bilancio di squadra, confermando la sua appartenenza all’élite giovanile della specialità.
Molto più attardati gli altri rappresentanti del Belpaese: Jakob Franzelin ha concluso in 17ª piazza, accusando un ritardo superiore ai due secondi (+2.09), mentre Lorenzo Gerosa non è andato oltre il 23° posto (+2.75). Risultati che impongono una riflessione sul gap tecnico da colmare rispetto alle potenze svizzera e statunitense in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.

