C’è un momento nella carriera di ogni fenomeno in cui il talento smette di essere un’esibizione muscolare e diventa intelligenza pura. Quel momento, per Ilia Malinin, è arrivato sul ghiaccio dei Campionati Mondiali 2026. Dopo il trauma sportivo vissuto alle recenti Olimpiadi di Milano-Cortina, dove l’ossessione per l’impossibile lo aveva tradito, lo statunitense è tornato sul tetto del mondo per la terza volta consecutiva. Non lo ha fatto alzando l’asticella del rischio, ma abbassandola quanto bastava per diventare imbattibile.
La metamorfosi del “Quad God”: meno Axel, più oro
Il pubblico accorso all’O2 Arena si aspettava il solito spartito: il Quadruplo Axel tentato come un guanto di sfida alle leggi della fisica. Invece, Malinin ha sorpreso tutti con la scelta più difficile per un atleta della sua indole: la semplificazione. Cassato il quadruplo axel (eseguito solo triplo) e ridimensionata la combinazione con il quadruplo flip, l’americano ha pattinato un libero “di gestione”, mandando paradossalmente in tilt il pannello tecnico, che per un attimo è parso smarrito di fronte a un Malinin così insolitamente prudente.
Tuttavia, parlare di prudenza con uno score tecnico da 123.07 è quasi un paradosso. Il suo libero da 218.11 è stato comunque un bombardamento di precisione: quadruplo lutz, quadruplo flip e combinazioni micidiali nella seconda parte del programma, come la sequenza quadruplo lutz/euler/triplo salchow. Con un totale di 329.40, Ilia ha dimostrato che quando il “Dio dei quadrupli” decide di usare anche la testa, per il resto del mondo cala il buio.
Il risveglio dei Samurai: Kagiyama e Sato sul podio
Alle spalle del re, il Giappone si conferma la superpotenza del pattinaggio artistico. Yuma Kagiyama, già argento olimpico, ha messo in scena una prova di rara eleganza e qualità esecutiva. Il suo argento (306.67) è il manifesto di un pattinaggio totale, dove i tre quadrupli (un salchow e due toeloop) si fondono con trottole e passi da antologia.
Il bronzo è andato invece a un solidissimo Shun Sato (288.54). Come già accaduto proprio in questo palazzetto in passato, Sato ha saputo approfittare degli errori altrui — su tutti quelli del francese Adam Siao Him Fa, crollato dal terzo al quinto posto — presentando un programma libero pulitissimo, privo di sbavature e premiato con un punteggio tecnico di alto spessore (106.12).
Italghiaccio: Daniel Grassl blinda il futuro Azzurro
In casa Italia, la missione può dirsi compiuta. Daniel Grassl ha lottato con i denti per confermarsi nell’élite mondiale, chiudendo con un’ottima ottava posizione. Nonostante qualche incertezza nelle rotazioni del quadruplo lutz e del quadruplo loop, e un “buco” sul quadruplo salchow (chiuso solo doppio), l’allievo di Edoardo De Bernardis non ha perso la bussola.
La sua capacità di portare a casa il resto del layout, inclusa una solida sequenza triplo axel/doppio axel/doppio axel, gli ha permesso di raccogliere 254.94 punti totali. Un risultato fondamentale non solo per il prestigio personale, ma per la squadra: grazie a questa top 10, l’Italia potrà schierare due atleti nella prossima edizione dei Mondiali. Serata complicata invece per Gabriele Frangipani, ventitreesimo al termine di un libero infarcito di cadute e imprecisioni che lo hanno tenuto lontano dai suoi standard abituali.
I verdetti del ghiaccio: Classifica Finale Individuale Maschile
| Pos. | Atleta | Nazione | Totale |
| 1 | Ilia Malinin | USA | 329.40 |
| 2 | Yuma Kagiyama | JPN | 306.67 |
| 3 | Shun Sato | JPN | 288.54 |
| 4 | Stephen Gogolev | CAN | 281.04 |
| 5 | Adam Siao Him Fa | FRA | 271.56 |
| 6 | Aleksandr Selevko | EST | 270.42 |
| 7 | Kevin Aymoz | FRA | 269.13 |
| 8 | Daniel Grassl | ITA | 254.94 |
| 9 | Lukas Britschgi | SUI | 251.90 |
| 10 | Andrew Torgashev | USA | 249.41 |
| 11 | Nika Egadze | GEO | 248.62 |
| 12 | Jacob Sanchez | USA | 241.74 |
| 13 | Kyrylo Marsak | UKR | 234.67 |
| 14 | Vladimir Samoilov | POL | 233.41 |
| 15 | Adam Hagara | SVK | 230.29 |
| 16 | Yudong Chen | CHN | 225.02 |
| 17 | Andreas Nordeback | SWE | 224.66 |
| 18 | Tamir Kuperman | ISR | 224.40 |
| 19 | Donovan Carrillo | MEX | 219.74 |
| 20 | Francois Pitot | FRA | 218.75 |
| 21 | Deniss Vasiljevs | LAT | 211.54 |
| 22 | Georgii Reshtenko | CZE | 207.16 |
| 23 | Gabriele Frangipani | ITA | 207.07 |
| 24 | Genrikh Gartung | GER | 192.31 |
Il sipario sui Mondiali 2026 calerà questa sera con la free dance, dove però non saranno presenti coppie azzurre. L’Italia chiude comunque con il sorriso di Grassl e la consapevolezza di essere ancora nel salotto buono del pattinaggio mondiale.

