Il sipario cala sull’O2 Arena di Praga, ma l’eco delle lame azzurre promette di risuonare a lungo nel cuore degli appassionati. I Campionati Mondiali 2026 di pattinaggio di figura si chiudono con un bilancio che va ben oltre il semplice conteggio delle medaglie. In una rassegna iridata segnata da pesanti assenze forzate, l’Italia ha saputo trasformare l’emergenza in opportunità, trovando in Lara Naki Gutmann e Daniel Grassl due fari capaci di illuminare la notte ceca e confermare la salute di un movimento che non smette di sognare.
Lara Naki Gutmann: l’eleganza che profuma di leggenda
C’è un filo invisibile che lega la Praga del 2026 alla Milano del 2018. Quel filo si chiama eccellenza azzurra. Con una prestazione monumentale, Lara Naki Gutmann ha centrato un quinto posto che ha il sapore dell’impresa. Non è solo il piazzamento a stupire, ma il modo in cui è arrivato: una personalità straripante, un carisma sofisticato e una pulizia tecnica che hanno lasciato a bocca aperta la giuria internazionale.
Il suo nuovo record personale di 205.12 punti è lo specchio di una stagione perfetta. Dopo il bronzo europeo e il podio olimpico a squadre di Milano-Cortina 2026, Lara ha messo il sigillo definitivo sulla sua maturità agonistica. Ottenere la quinta piazza mondiale significa riportare il tricolore femminile nell’élite assoluta otto anni dopo l’ultima recita iridata di Carolina Kostner. La Gutmann non è più solo una promessa; è la realtà di un pattinaggio che abbina la forza atletica a un’eleganza d’altri tempi.
Daniel Grassl: l’arte del quadruplo incontra l’interpretazione
Nel comparto maschile, Daniel Grassl ha confermato di essere un patrimonio del ghiaccio internazionale. Il suo piazzamento in top 10 è la conferma di una tenuta mentale invidiabile in un contesto dal livello tecnico spaventoso. Se le doti acrobatiche di Daniel non sono mai state in discussione, a Praga abbiamo ammirato un atleta nuovo sotto il profilo delle components.
L’interpretazione, il core del programma, è salita vistosamente di giri, strappando consensi unanimi. Certo, resta da limare qualche dettaglio sulle rotazioni dei salti quadrupli, un piccolo neo che ha sporcato un libero comunque di altissimo profilo, ma la strada tracciata verso il futuro appare radiosa. Grassl ha dimostrato di poter competere con i maestri della disciplina, lavorando su quel mix tra tecnica estrema e sensibilità artistica che è la chiave per il podio mondiale.
Spirito di sacrificio: Frangipani e le coppie azzurre
Oltre alle punte di diamante, il Mondiale ceco ha raccontato storie di resilienza. Gabriele Frangipani, chiamato a sostituire l’infortunato Matteo Rizzo all’ultimo respiro, ha onorato la maglia azzurra con una prova di enorme dignità. Nonostante i mesi difficili alle spalle e la mancanza di una preparazione specifica per l’evento iridato, Gabriele ha lottato su ogni salto, dimostrando un attaccamento alla causa ammirevole.
Nelle coppie di artistico, Irma Caldara e Riccardo Maglio hanno centrato l’obiettivo minimo: la qualificazione al programma libero. Sebbene nel secondo segmento qualche errore di troppo abbia fatto perdere loro posizioni, il cammino di crescita resta coerente con le aspettative della vigilia. Più complicata la situazione nella danza, dove Victoria Manni e Carlo Roethlisberger, insieme ai debuttanti Giulia Isabella Paolino e Andrea Tuba, non sono riusciti a superare lo sbarramento della rhythm dance. In un settore dove il livello medio è diventato stellare, per i nostri danzatori Praga rappresenta un punto di partenza necessario per comprendere la distanza dai vertici e le aree su cui intervenire nel prossimo quadriennio.
Prospettive future: un movimento in salute
L’Italia esce da Praga “a mezzo servizio” per le defezioni, ma con la consapevolezza di avere una profondità di squadra invidiabile. Il quinto posto della Gutmann sposta l’asticella delle ambizioni e regala al pattinaggio italiano una nuova consapevolezza: il post-Kostner è ufficialmente iniziato, e ha il volto radioso di Lara Naki. Con Grassl pronto a rifinire i suoi diamanti tecnici e un gruppo di giovani affamati, il ghiaccio azzurro non è mai stato così solido.
Classifica Finale Individuale Femminile – Top 5
| Posizione | Atleta | Nazione | Punteggio Totale |
| 1 | Kaori Sakamoto | JPN | 228.45 |
| 2 | Loena Hendrickx | BEL | 219.10 |
| 3 | Isabeau Levito | USA | 212.18 |
| 4 | Mone Chiba | JPN | 208.30 |
| 5 | Lara Naki Gutmann | ITA | 205.12 (PB) |

