Fonte: Instagram: matteo_borsa_ https://www.instagram.com/p/CvfgvcoN31l/?img_index=1

Le frecce della spedizione azzurra si sono fermate a un passo dal podio. A Gwangju, in Corea del Sud, l’avventura dell’Italia ai Mondiali 2025 di tiro con l’arco si è conclusa con un giorno d’anticipo, lasciando dietro di sé un’emozione agrodolce e la consapevolezza di aver assistito alla nascita di una nuova stella. Il protagonista indiscusso è stato il giovanissimo Matteo Borsani, che al suo debutto assoluto a un Mondiale Senior ha incantato il pubblico con una serie di prestazioni mozzafiato, superando giganti della disciplina e arrendendosi solo all’ultimo respiro.

Un percorso da Gigante: l’incredibile scalata di Borsani

Il cammino di Borsani è stato un’escalation di imprese, iniziata con un derby italiano dal sapore di un simbolico passaggio di consegne: la vittoria allo shoot-off contro il veterano Mauro Nespoli. Ma è stato nel Day-6 che il 22enne lombardo ha mostrato il suo talento cristallino, con una lucidità e una freddezza da campione consumato. Prima ha dominato lo spagnolo Pablo Acha con un netto 6-2, poi ha firmato il capolavoro della sua carriera.

Contro il fuoriclasse statunitense Brady Ellison, campione del mondo 2019 e vice-campione olimpico, Borsani non ha tremato. Il match è stato un’altalena di emozioni, culminato in un’adrenalina pura allo spareggio. Con la freccia decisiva, l’azzurro ha dimostrato un nervo d’acciaio, scoccando un 10 più vicino al centro rispetto a quello dell’americano e conquistando così un posto nelle semifinali. Era un’impresa da brividi, un segnale inequivocabile che una nuova promessa stava bussando con forza alla porta dei grandi.

Il sogno infranto a un passo dal podio

La corsa verso la finale per l’oro si è infranta contro la solidità del brasiliano Marcus D’Almeida, numero tre del ranking mondiale. Il match è stato un vero e proprio scontro tra titani, terminato 6-4 in favore del sudamericano, ma con parziali che raccontano di un equilibrio quasi perfetto e di una battaglia all’ultimo punto. Borsani ha ceduto con l’onore delle armi, consapevole di aver dato tutto contro un avversario di primissima fascia.

La delusione più grande, però, è arrivata nella sfida per il bronzo. Contro il padrone di casa Kim Je Deok, l’italiano ha lottato con tutte le sue forze, ma ha ceduto per 7-3. Nonostante l’amarezza di aver mancato il podio per un soffio, il quarto posto finale di Matteo Borsani è un risultato che profuma di futuro. Un piazzamento che in pochi avrebbero potuto pronosticare per un debuttante e che, nel contesto di una competizione dominata dal sorprendente spagnolo Andres Temiño Mediel, vincitore dell’oro in una finale senza coreani, fa ben sperare per il futuro del tiro con l’arco italiano.

L’Italia saluta i Mondiali con il rammarico per una medaglia sfumata, ma con la certezza di avere un talento cristallino su cui puntare per i prossimi anni. Il sogno di Borsani è solo all’inizio.