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BANGKOK, THAILANDIA – In un torneo che ha visto il Brasile affrontare la ferocia dell’Italia in semifinale, l’ultima battaglia per il bronzo contro il Giappone è stata l’atto finale di un’odissea fatta di resilienza e cuore. Sul parquet di Bangkok, le ragazze di coach Zé Roberto hanno scritto un’altra pagina della loro gloriosa storia, conquistando la medaglia di bronzo in un confronto al cardiopalma, concluso con un epico 3-2 (25-12; 25-17; 19-25; 27-29; 18-16). Questa non è stata solo una vittoria, ma una dimostrazione di carattere, guidata dalla mano ferma e dal talento inarrestabile della loro fuoriclasse, Gabi.

Un inizio da maestra, un ritorno da guerriera

La partita è iniziata come una chiara dimostrazione di forza da parte del Brasile. Dopo la battaglia campale in semifinale, le verdeoro sono entrate in campo con una concentrazione e un’aggressività che hanno annichilito le avversarie nei primi due parziali, chiusi in modo netto con i punteggi di 25-12 e 25-17. Sembrava che il match fosse destinato a una rapida conclusione.

Ma le giapponesi, guidate dalla verve delle loro attaccanti, hanno mostrato la tempra di una squadra che non si arrende mai. Hanno iniziato una lenta, inesorabile rimonta, conquistando il terzo set e mettendo in crisi la ricezione brasiliana. Il quarto parziale è stato un concentrato di pura follia. Il Brasile è partito forte, issandosi su un comodo 5-0, ha avuto addirittura un match-point sul 26-25, ma ha perso la lucidità, permettendo al Giappone di trascinare la sfida al tie-break, in un’esplosione di grinta e disperazione.

L’epica del Tie-Break e il trionfo di Gabi

Il tie-break è stato il culmine di una sfida leggendaria. Punto dopo punto, le due squadre si sono affrontate in una prova di nervi e resistenza. Il Giappone ha avuto persino un paio di match-point a suo favore, momenti in cui l’inerzia sembrava ormai pendere dalla parte delle asiatiche. Ma è stato qui che la grandezza di Gabi si è manifestata in tutta la sua potenza. L’attaccante brasiliana ha annullato i pericoli con la freddezza di un killer, difendendo il sogno della sua squadra e, nel finale, ha regalato il punto decisivo per il match-point. Il trionfo è arrivato con un muro spettacolare, simbolo di una difesa che ha saputo resistere fino alla fine.

Gabi ha chiuso il match con 35 punti, portandosi in testa alla classifica marcatrici del Mondiale con 142 punti, un punto in più della capitana giapponese Ishikawa (141). Una prestazione monumentale che ha permesso al Brasile di conquistare la sua sesta medaglia iridata, un bronzo che vale come un oro. Al Giappone, nonostante la prestazione eroica di Yoshino (34 punti), non è bastato per tornare sul podio dopo quindici anni. Il sipario si chiude con il Brasile che sale sul gradino più basso del podio, pronto a guardare la finale per il titolo tra Italia e Turchia, con il cuore pieno di gioia per una vittoria strappata con le unghie e con i denti.