BOLOGNA, Italia – La MotoGP si prepara a riaccendersi con il Gran Premio d’Austria, dando il via alla seconda metà di una stagione dominata, ancora una volta, dalla Ducati. Nonostante il predominio non sia così schiacciante come nel 2024, il marchio di Borgo Panigale rimane la forza trainante del campionato. Alla vigilia dell’appuntamento di Spielberg, il direttore generale di Ducati Corse, Luigi Dall’Igna, ha svelato i retroscena tecnici e le scelte strategiche che hanno portato la Desmosedici a essere la moto più ambita e vincente del circus.
GP25 vs. GP24: sviluppo continuo, nessuna rivoluzione
Intervistato da speedweek.com, Dall’Igna ha risposto a una delle domande più frequenti tra addetti ai lavori e appassionati: quali sono le differenze tra la GP25 e la GP24? E perché il modello “vecchio” sembra ancora così competitivo? Il manager italiano ha spiegato che la filosofia di sviluppo non è stata quella di stravolgere un progetto già vincente.
“Questo inverno, prima ancora dei test di Sepang, alla presentazione del nostro team ho sottolineato come le differenze tra la Desmosedici GP25 e la GP24 fossero minime“, ha dichiarato Dall’Igna. “Consapevoli di avere già per le mani una moto dominante, abbiamo deciso di non apportare alcuna evoluzione significativa. Abbiamo optato per non correre rischi, sapendo che la GP24 non era perfetta, ma offriva ampi margini di miglioramento in termini di stabilità ed equilibrio.”
Un vantaggio tecnologico di un anno
La vera differenza, ha continuato Dall’Igna, è che la GP25 ha intrapreso un percorso di sviluppo più specifico, concentrandosi principalmente su aerodinamica e telaio. Questo ha fornito ai piloti della GP25, come Marc Marquez, più opzioni di messa a punto rispetto a chi guida il modello precedente. Tuttavia, ha sottolineato il manager, la GP24 è tutt’altro che obsoleta.
“La GP24 non sta venendo aggiornata, ma è un modello che offre moltissime possibilità e non ha ancora raggiunto il suo limite”, ha spiegato. “Il processo di apprendimento continua ancora oggi ed è possibile migliorarne la competitività grazie alle regolazioni e alla ricerca dell’assetto più efficace”.
Queste parole non solo spiegano il perché piloti come Alex Marquez stiano ottenendo ottimi risultati con la GP24, ma rivelano anche un aspetto cruciale del successo Ducati: un vantaggio tecnologico di almeno un anno sulla concorrenza. Le scelte fatte oggi, infatti, proiettano la casa di Borgo Panigale come favorita anche per il 2026, prima che la rivoluzione dei regolamenti del 2027 rimetta in discussione tutto.

