Il rombo dei motori che squarcia l’aria di Misano Adriatico non è solo un suono; è il battito cardiaco della MotoGP, una sinfonia di potenza e precisione che, in questo venerdì romagnolo, ha avuto un solo, inequivocabile solista: Marc Marquez. Il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini 2025, sedicesimo appuntamento di una stagione che lo vede saldamente in testa alla classifica, si è aperto con una dimostrazione di forza che ha l’eco di una sentenza. L’otto volte campione del mondo ha stampato il miglior crono assoluto nelle pre-qualifiche, non semplicemente dominando la sessione, ma inviando un messaggio glaciale ai suoi rivali: la caccia al nono titolo è più vicina che mai, e lui è il favorito d’obbligo.
Un solo pugno per stendere gli avversari: la lezione di Marc Marquez
Chi si aspettava una battaglia all’ultimo millesimo si è dovuto ricredere. Marc Marquez ha giocato a scacchi, mentre gli altri correvano una partita a dama. Il suo time-attack è stato un capolavoro di pragmatismo e velocità. Dopo aver studiato a lungo i dettagli della pista, ha montato una singola gomma soft al posteriore e, con un’unica, magistrale tornata, ha fermato il cronometro su un tempo stratosferico: 1’30″480. Un colpo secco, preciso, che gli ha garantito la vetta della classifica e un posto in prima fila nella cruciale Q2 di domani. La cosa più impressionante non è tanto il crono in sé, ma il fatto che non ha nemmeno avuto bisogno di montare una seconda gomma per migliorarsi, a differenza di molti avversari che hanno lottato fino all’ultimo respiro.
Il suo giro, a meno di mezzo secondo dal record assoluto del tracciato, dimostra la sua ritrovata simbiosi con la Ducati. Dopo averne domato la potenza e averne compreso i segreti, il “samurai di Cervera” ha trasformato la sua moto in un’arma letale, un’estensione della sua volontà. La sua performance non è solo una questione di velocità pura, ma di strategia, di gestione, di una fiducia in sé stesso che sembra inesauribile. Ha costretto tutti gli altri a correre per recuperare, mettendoli sotto pressione fin dal primo giorno e confermando il suo status di principale candidato al titolo, un destino che sembra ormai inevitabilmente segnato.
La reazione Italiana: un trio in cerca di risposte
Se Marquez ha sferrato il pugno, la risposta del contingente italiano non si è fatta attendere, anche se è stata una reazione piuttosto che un’iniziativa. A guidare il tricolore è stato Marco Bezzecchi, che con la sua Aprilia ha conquistato un eccellente secondo posto. Il romagnolo ha dimostrato che il suo passaggio alla casa di Noale è stato una scelta vincente, trovando subito un feeling che lo ha reso un protagonista. Il suo distacco di soli 147 millesimi dalla vetta è un segnale incoraggiante, una conferma della crescita di Aprilia e della sua abilità nel portarla al limite.
Subito dietro di lui, a chiudere un podio virtuale tutto italiano, ci sono le due Ducati di Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia. Morbidelli, in terza posizione, continua a sorprendere. La sua metamorfosi è stata una delle storie più belle di questa stagione, passando da un pilota in difficoltà a un serio contendente per le posizioni di vertice. La sua Ducati sembra finalmente obbedirgli, e il suo terzo posto è il giusto premio per la costanza e la dedizione.
E poi c’è Pecco Bagnaia, il campione in carica, che ha chiuso al quarto posto. Nonostante il crono sia stato solido, il suo distacco di 230 millesimi da Marquez e, soprattutto, il fatto di essere stato battuto da Morbidelli, lo pongono in una situazione di sottile pressione. Per Bagnaia, ogni sessione è un duello, non solo contro gli avversari, ma anche contro le aspettative. La sensazione è che il suo venerdì sia stato prudente, una base da cui costruire, ma il gap con Marquez è un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
Le lame del destino: chi sale, chi scende e l’appuntamento con la Q1
La top 10 ha riservato altre sorprese e conferme. Alex Marquez ha piazzato un’altra Ducati in quinta posizione, dimostrando la sua abilità nel trovare l’assetto giusto, specialmente dopo la vittoria a Barcellona. Ma la vera sorpresa è arrivata da Honda, che ha piazzato ben due moto nei primi dieci. Joan Mir e Luca Marini, rispettivamente sesto e settimo, hanno dato un segnale di risveglio della casa giapponese, nonostante una scivolata nel finale per Mir. È un piccolo, ma importante, passo avanti che potrebbe dare ai due piloti la fiducia necessaria per il resto del weekend.
A completare la lista dei qualificati ci sono Jorge Martin, che ha sfruttato la scia di Bezzecchi per entrare di forza in top 10, Pedro Acosta con la KTM e Fabio Di Giannantonio, decimo a 435 millesimi dalla vetta. Tutti loro hanno evitato l’inferno del Q1, una sessione in cui il tempo a disposizione è poco e la pressione è altissima. L’unico pilota azzurro a dover affrontare questa sfida è Enea Bastianini. Il suo 17° posto è stato un duro colpo, un risultato inaspettato per un pilota che a Misano gioca in casa e che ora dovrà rincorrere per sperare in un buon piazzamento in griglia.
Il venerdì di Misano ha dunque chiarito le gerarchie, ma ha anche aperto la strada a nuove, affascinanti incognite. Se Marc Marquez ha già dimostrato di essere il padrone del tempo, la vera battaglia per il podio e per la gloria è appena cominciata.
| Pos | Numero | Pilota | Nazionalità | Team | Moto | Tempo | Giri | Distacco 1° | Distacco Prec. | Velocità Max |
| 1 | 93 | Marc MARQUEZ | SPA | Ducati Lenovo Team | DUCATI | 1’30.480 | 22 | – | – | 298.3 |
| 2 | 72 | Marco BEZZECCHI | ITA | Aprilia Racing | APRILIA | 1’30.627 | 26 | 0.147 | 0.147 | 300.0 |
| 3 | 21 | Franco MORBIDELLI | ITA | Pertamina Enduro VR46 Racing Team | DUCATI | 1’30.673 | 22 | 0.193 | 0.046 | 297.5 |
| 4 | 63 | Francesco BAGNAIA | ITA | Ducati Lenovo Team | DUCATI | 1’30.710 | 22 | 0.230 | 0.037 | 298.3 |
| 5 | 73 | Alex MARQUEZ | SPA | BK8 Gresini Racing MotoGP | DUCATI | 1’30.752 | 24 | 0.272 | 0.042 | 295.8 |
| 6 | 36 | Joan MIR | SPA | Honda HRC Castrol | HONDA | 1’30.819 | 22 | 0.339 | 0.067 | 299.1 |
| 7 | 10 | Luca MARINI | ITA | Honda HRC Castrol | HONDA | 1’30.848 | 25 | 0.368 | 0.029 | 300.0 |
| 8 | 1 | Jorge MARTIN | SPA | Aprilia Racing | APRILIA | 1’30.857 | 22 | 0.377 | 0.009 | 297.5 |
| 9 | 37 | Pedro ACOSTA | SPA | Red Bull KTM Factory Racing | KTM | 1’30.889 | 23 | 0.409 | 0.032 | 300.0 |
| 10 | 49 | Fabio DI GIANNANTONIO | ITA | Pertamina Enduro VR46 Racing Team | DUCATI | 1’30.915 | 20 | 0.435 | 0.026 | 296.7 |
| 11 | 5 | Johann ZARCO | FRA | CASTROL Honda LCR | HONDA | 1’31.068 | 20 | 0.588 | 0.153 | 299.1 |
| 12 | 20 | Fabio QUARTARARO | FRA | Monster Energy Yamaha MotoGP Team | YAMAHA | 1’31.090 | 26 | 0.610 | 0.022 | 293.4 |
| 13 | 33 | Brad BINDER | RSA | Red Bull KTM Factory Racing | KTM | 1’31.166 | 20 | 0.686 | 0.076 | 300.8 |
| 14 | 12 | Maverick VIÑALES | SPA | Red Bull KTM Tech3 | KTM | 1’31.249 | 24 | 0.769 | 0.083 | 294.2 |
| 15 | 25 | Raul FERNANDEZ | SPA | Trackhouse MotoGP Team | APRILIA | 1’31.487 | 15 | 1.007 | 0.238 | 295.8 |
| 16 | 43 | Jack MILLER | AUS | Prima Pramac Yamaha MotoGP | YAMAHA | 1’31.500 | 21 | 1.020 | 0.013 | 296.7 |
| 17 | 23 | Enea BASTIANINI | ITA | Red Bull KTM Tech3 | KTM | 1’31.572 | 6 | 1.092 | 0.072 | 297.5 |
| 18 | 54 | Fermin ALDEGUER | SPA | BK8 Gresini Racing MotoGP | DUCATI | 1’31.616 | 21 | 1.136 | 0.044 | 297.5 |
| 19 | 7 | Augusto FERNANDEZ | SPA | Yamaha Factory Racing Team | YAMAHA | 1’31.678 | 18 | 1.198 | 0.062 | 289.5 |
| 20 | 42 | Alex RINS | SPA | Monster Energy Yamaha MotoGP Team | YAMAHA | 1’31.682 | 27 | 1.202 | 0.004 | 295.8 |
| 21 | 79 | Ai OGURA | JPN | Trackhouse MotoGP Team | APRILIA | 1’31.688 | 23 | 1.208 | 0.006 | 296.7 |
| 22 | 88 | Miguel OLIVEIRA | POR | Prima Pramac Yamaha MotoGP | YAMAHA | 1’32.369 | 16 | 1.889 | 0.681 | 298.3 |
| 23 | 35 | Somkiat CHANTRA | THA | IDEMITSU Honda LCR | HONDA | 1’32.516 | 21 | 2.036 | 0.147 | 293.4 |

