Fonte: Instagram: ferminaldeguer_54 https://www.instagram.com/p/DPJtFULjfYY/?img_index=1

I motori della classe regina tornano a ruggire sull’asfalto magiaro per gli ultimi collaudi prima del momento della verità. Nella mattinata di oggi, domenica 7 giugno, Fermin Aldeguer ha siglato il punto esclamativo nel warm-up del Gran Premio d’Ungheria, ottava tappa del motomondiale 2026. Nei dieci minuti conclusivi concessi alle squadre per sciogliere i dubbi legati alle mescole da utilizzare sulla lunga distanza, il portacolori del team Ducati Gresini ha trovato il giro perfetto, fermando le lancette su un ottimo 1:37.680. Sfruttando al meglio una combinazione di pneumatici a doppia mescola media, lo spagnolo ha distanziato di ben 320 millesimi il connazionale Pedro Acosta, secondo su KTM con l’opzione media all’anteriore e soffice al posteriore.

La sessione ha confermato l’ottimo stato di forma delle moto di Noale sul circuito del Balaton Park. Il terzo miglior riscontro cronometrico porta la firma di Marco Bezzecchi, staccato di 569 millesimi dalla vetta in sella alla sua Aprilia ufficiale, anch’essa equipaggiata con due gomme medie. Subito dietro si è inserito come sorpresa di giornata il brasiliano Diogo Moreira, ottimo quarto sulla Honda del team LCR, capace di tenersi alle spalle un sornione Marc Marquez: il poleman del sabato ha chiuso in quinta piazza sulla Ducati ufficiale, concentrandosi prevalentemente sul passo gara. Sesto tempo, nonostante una scivolata senza conseguenze fisiche nei secondi finali, per l’altra Aprilia del leader iridato Jorge Martin.

La Top 10 del mattino e le difficoltà dei big italiani

Il resto dei primi dieci piazzamenti vede una folta rappresentanza di moto nate a Borgo Panigale e Noale. Fabio Di Giannantonio ha issato la sua Ducati VR46 in settima posizione, tallonato a un solo millesimo di distanza dall’Aprilia Trackhouse di Raul Fernandez. La scuderia Gresini festeggia anche il nono posto di Iker Lecuona, mentre l’ultimo slot della top 10 viene occupato dalla KTM targata Tech3 di Enea Bastianini.

La nota dolente della sessione mattutina riguarda l’andamento delle altre guide italiane. Francesco Bagnaia non è andato oltre la dodicesima piazza, accusando un ritardo di oltre un secondo dal vertice; il pilota della Ducati Factory sembra ancora alla ricerca del bandolo della matassa per cucirsi addosso il setup ideale della sua GP26. Poco più indietro si sono attestati Franco Morbidelli, quattordicesimo sulla seconda moto di Valentino Rossi, e Luca Marini, quindicesimo con la Honda ufficiale.

Conto alla rovescia per il semaforo verde: caccia ai 25 punti

Spenti i motori del turno di prova, l’intera carovana del paddock si proietta ora verso il main event del fine settimana. Meccanici e ingegneri analizzeranno i dati raccolti sul consumo delle coperture nelle prossime ore per congelare le strategie. Il semaforo verde del Gran Premio scatterà puntuale alle ore 14:00 italiane: sul piatto ci saranno i pesantissimi 25 punti riservati al vincitore, un bottino che potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri della classifica mondiale.