Fonte: Instagram: 89jorgemartin https://www.instagram.com/p/DLpuRTVq9by/?img_index=1

Valencia, Spagna – La stagione 2025 della MotoGP, un anno che doveva celebrare il passaggio di Jorge Martín in Aprilia come campione in carica, si è invece trasformata in un vero e proprio calvario sportivo. Un’odissea di infortuni e sfortuna che ha tenuto il talento spagnolo fuori dai giochi per un numero impressionante di Gran Premi.

Ora, in vista dell’ultimo appuntamento stagionale, il Gran Premio della Comunitat Valenciana, Martín si prepara a compiere l’ennesimo, difficile comeback. La speranza è quella di un ultimo ruggito in pista per chiudere un ciclo tormentato e ripartire con slancio verso il 2026.

Il “Martínator” ferito: un anno di catastrofi

La sfortuna si è abbattuta su Jorge Martín fin dai primi test precampionato, dove una brutta caduta aveva già compromesso la sua preparazione. Ma il vero dramma si è consumato con l’inizio della stagione: dopo un breve e difficile rientro in Qatar, un secondo, più grave incidente gli ha causato fratture multiple alle costole e uno pneumotorace, tenendolo fermo per mesi.

Il culmine di questo anno maledetto è arrivato nella Sprint del GP del Giappone, dove un contatto sfortunato con il compagno di squadra, Marco Bezzecchi, gli ha procurato la frattura scomposta della clavicola destra, richiedendo un intervento chirurgico. Questo ennesimo stop ha portato il totale delle gare saltate a ben quattordici in una singola stagione.

Nonostante l’enorme stress fisico e mentale (il pilota stesso aveva parlato di momenti difficili dopo il trauma al polmone), Martín è un combattente. Ha scelto di recarsi a Valencia con l’obiettivo di provare a correre.

Giovedì l’ultimo ostacolo: il parere dei medici

Il rientro di Martín non è affatto scontato. Prima di poter salire in sella alla sua RS-GP, il pilota dovrà superare l’esame della delegazione medica del Motomondiale, guidata dal Dottor Ángel Charte, nella giornata di giovedì.

La decisione dei medici sarà cruciale: concedere l’idoneità fisica per un weekend di gara, per quanto breve possa essere, significa garantire che la clavicola operata sia sufficientemente solida da sopportare le sollecitazioni estreme della MotoGP. L’obiettivo dello spagnolo è mettere un punto finale in pista, per dimostrare innanzitutto a sé stesso di aver superato quest’annata da incubo.

L’Aprilia vola sulle ali di Bezzecchi

Paradossalmente, l’anno “maledetto” di Martín ha coinciso con la stagione dell’affermazione definitiva dell’Aprilia come potenza del paddock. Nonostante l’assenza forzata del suo campione, la Casa di Noale ha dimostrato un’impressionante crescita di performance e affidabilità.

Gran parte di questo successo è merito di Marco Bezzecchi, che ha indossato i panni del leader del team con sorprendente maturità. Il pilota romagnolo, reduce da una vittoria autorevole nell’ultimo GP del Portogallo (una delle sue tre affermazioni in top class quest’anno, affiancata da quella di Raúl Fernández), ha capitalizzato al meglio lo sviluppo della RS-GP. Le sue performance non solo hanno consolidato la posizione dell’Aprilia, ma hanno anche portato Bezzecchi a lottare per le primissime posizioni del Campionato Piloti, un risultato che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.

Il potenziale di Martín su una moto così competitiva resta quindi un’incognita affascinante in vista del 2026. Se il campione del mondo riuscirà a ottenere il via libera per Valencia, quel weekend rappresenterà un passaggio di testimone virtuale: la fine della sfortuna per lui e la conferma che l’Aprilia è pronta per le vette più alte, con due piloti di punta affamati di vittoria.