Il capocannoniere di Verona rompe il silenzio: “Mai giocato gare ufficiali con il Mali”. La corsa alla naturalizzazione si accende, mentre la FIPAV attende il verdetto della FIVB sulle nuove norme.
Nel mondo del volley moderno, dove i confini geografici si intrecciano sempre più con il talento globale, il nome di Noumory Keita è diventato il centro di un intrigo internazionale che profuma di azzurro. Il fuoriclasse della Rana Verona, che a soli 21 anni ha già messo a ferro e fuoco le difese della Superlega conquistando il titolo di miglior marcatore dell’ultima regular season, è al centro di una complessa procedura di naturalizzazione. Ma quella che sembrava una pratica burocratica si è trasformata in un giallo regolamentare tra smentite, fake news e scadenze imminenti.
Manfredi e il nodo del 2026: “Fenomeno sì, ma servono regole certe”
La posizione della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) è chiara ma prudente. Il presidente Giuseppe Manfredi ha confermato l’interesse nel monitorare l’atleta, pur sottolineando come la burocrazia sportiva sia un campo minato. Il cuore della questione risiede nelle nuove norme FIVB che entreranno in vigore il 28 febbraio 2026, le quali potrebbero inasprire i criteri per il cambio di nazionalità sportiva.
“Ci risulta abbia presentato istanza per la cittadinanza italiana e non dovrebbero esserci ostacoli burocratici,” aveva dichiarato Manfredi al Corriere dello Sport. Tuttavia, il presidente aveva lanciato un allarme: se Keita avesse giocato con le giovanili del Mali (nello specifico l’Under 17), la sua eleggibilità per l’Italia sarebbe appesa alla retroattività o meno delle nuove regole. La visione di Manfredi è etica prima che tecnica: “Naturalizzare a oltranza rischia di impoverire le piccole federazioni. Se la regola dice che chi ha già vestito una maglia nazionale non può cambiare, deve valere per tutti”.
La smentita social: Keita chiarisce il mistero del Mali
Proprio quando il dubbio sulla sua militanza nelle selezioni giovanili maliane sembrava bloccare l’operazione, è stato lo stesso Keita a prendere la parola. Attraverso una storia su Instagram, l’attaccante ha voluto spazzare via le ombre con un messaggio diretto ai tifosi e agli addetti ai lavori.
“Vedo tanti messaggi sulla mia naturalizzazione e voglio chiarire: non ho mai giocato per l’Under 17 del Mali, semplicemente perché quella selezione non è mai esistita,” ha spiegato il giocatore. Keita ha ammesso di aver preso parte ad alcuni eventi con la Nazionale maggiore del suo paese d’origine, specificando però che si trattava di competizioni non ufficiali. “Basta ascoltare fake news,” ha aggiunto, confermando apertamente il suo desiderio di trovare una nuova casa sportiva: “Sì, sto cercando una Nazionale e ho iniziato a candidarmi, vedremo come andrà”.
Scenari azzurri: l’Italvolley sogna il colpo grosso
Se le dichiarazioni di Keita trovassero conferma nei registri ufficiali della FIVB, la strada per vederlo con la maglia dell’Italia diventerebbe improvvisamente in discesa. Senza precedenti in gare ufficiali (i cosiddetti “match vincolanti”), Keita verrebbe considerato, dal punto di vista sportivo, come un “foglio bianco”.
Per l’Italvolley di Fefé De Giorgi, l’innesto di un elemento della sua potenza fisica e precisione balistica rappresenterebbe un salto di qualità impressionante, aggiungendo una freccia devastante a un arco già competitivo. Resta da capire se la federazione accelererà le pratiche prima del “cut-off” del febbraio 2026 per evitare che il talento di Verona finisca nel mirino di altre potenze mondiali pronte a offrirgli un passaporto. La caccia al fenomeno è ufficialmente aperta.

