Fonte: Instagram: warriors https://www.instagram.com/p/DTj3tECEj8O/

La notte NBA del 16 gennaio 2026 passerà agli annali come il martedì nero delle grandi metropoli. Mentre i riflettori erano puntati sulle corazzate di Los Angeles e New York, il verdetto del campo ha emesso sentenze inappellabili, premiando la sfrontatezza delle cosiddette “piccole” e la capacità di soffrire delle big in missione. Dallo shock della Crypto.com Arena alla storica trasferta europea in Germania, ecco il resoconto di una giornata folle.

Il naufragio dei Lakers: Luka e LeBron non bastano contro l’uragano Ball

C’è un silenzio surreale a fine gara nella Crypto.com Arena. I Los Angeles Lakers incassano una sconfitta umiliante (117-135) contro gli Charlotte Hornets, un KO che apre ufficialmente la crisi per i gialloviola, alla quarta caduta nelle ultime cinque uscite. La serata era iniziata sotto i migliori auspici, con Luka Dončić (39 punti) e LeBron James (29) capaci di produrre numeri da capogiro, ma la difesa di LA è evaporata sotto i colpi di un LaMelo Ball in stato di grazia.

Ball ha firmato una ripresa fantascientifica, segnando 27 dei suoi 30 punti totali nel secondo tempo e martellando il canestro con 9 triple. Charlotte è scappata via dopo l’intervallo, banchettando sulle transizioni difensive pigre dei padroni di casa e rendendo vano ogni tentativo di rimonta delle due superstar californiane.

Berlino ai piedi di Banchero: Orlando vince la “German Game”

Spostandoci dall’altra parte dell’Oceano, l’NBA ha celebrato un capitolo storico della sua espansione globale. Nella Uber Arena di Berlino, gli Orlando Magic hanno domato i Memphis Grizzlies 118-111 nel primo match di regular season giocato in terra tedesca. L’idolo di casa, Franz Wagner, ha onorato il ritorno davanti al suo pubblico con 18 punti e giocate glaciali nel finale, ma l’MVP della serata è stato ancora una volta Paolo Banchero.

L’azzurro ha dominato i tabelloni con una doppia doppia da 26 punti e 13 rimbalzi, guidando i suoi nella rimonta del quarto periodo. Memphis, trascinata dai 30 punti di Jaren Jackson Jr., ha accarezzato il colpaccio fino a cinque minuti dalla sirena, prima di soccombere alla maggiore lucidità fisica dei Magic, apparsi più pronti a gestire la pressione dell’evento internazionale.

Celtics e Pistons: l’arte della rimonta impossibile

Se il basket è un gioco di parziali, Boston e Detroit ne sono diventate oggi i maestri assoluti. A Miami, i Celtics hanno completato un capolavoro di resilienza: sotto di 19 lunghezze contro gli Heat, i campioni in carica hanno ribaltato il tavolo con un quarto periodo da 36-21. Il protagonista inatteso è stato Anfernee Simons, che partendo dalla panchina ha incendiato la retina con 39 punti (18 nell’ultimo quarto), spalleggiato da un Jaylen Brown (27 punti) autore della tripla del sorpasso decisivo a 4 minuti dal termine.

Non da meno i Detroit Pistons, che hanno gelato i Phoenix Suns 108-105. Privi di Devin Booker, i Suns si sono illusi di avere la gara in pugno dopo il +16 iniziale, ma hanno subito il ritorno fisico di Jalen Duren (16 punti e 18 rimbalzi) e l’esperienza di Tobias Harris, autore del jumper della staffetta. Per Phoenix non sono bastati i 33 punti di un ispirato Grayson Allen.

Wembanyama spaventa e poi domina; Klay Thompson riscrive la storia

A San Antonio, il fiato è rimasto sospeso per qualche minuto quando Victor Wembanyama è andato a terra per un contatto al ginocchio. Il francese però è tornato in campo più forte di prima, chiudendo con 22 punti e 10 rimbalzi il successo sui Milwaukee Bucks (119-101). Per Antetokounmpo e soci è notte fonda: terza sconfitta di fila e un divario arrivato anche a 39 punti, mitigato solo nel finale.

A Dallas, invece, si è celebrata la leggenda di Klay Thompson. In una serata priva del talento di Cooper Flagg (caviglia), l’ex Warriors ha preso per mano i Mavs nel 144-122 contro Utah. Con le sue sei triple (26 punti totali), Thompson è salito al quarto posto di sempre nella classifica dei migliori tiratori da tre della storia NBA, trasformando la sfida con i Jazz in una passerella celebrativa.

Golden State affonda i Knicks; Oklahoma City spietata nel finale

Infine, il capitolo New York. I Knicks, orfani del leader Jalen Brunson, hanno mostrato tutti i loro limiti offensivi contro i Golden State Warriors. Il trio composto da Jimmy Butler (32 punti), Steph Curry (27) e un infallibile Moses Moody ha piegato la resistenza di McBride e Anunoby, condannando i Knicks alla settima sconfitta nelle ultime nove.

Sorte simile per gli Houston Rockets, che hanno resistito per tre quarti contro Oklahoma City prima di sciogliersi sotto un parziale di 34-16 nell’ultimo periodo. Shai Gilgeous-Alexander (20) e Chet Holmgren (18) hanno gestito il traffico, mentre i 19 punti di un opaco Kevin Durant non sono serviti a evitare un pesante 91-111. Chiudono il quadro i Portland Trail Blazers, che al Moda Center hanno superato gli Atlanta Hawks 117-101 grazie alla freschezza atletica di Shaedon Sharpe (24).


I Risultati NBA della Notte (16 Gennaio 2026)

MatchRisultato FinaleTop Scorer
Orlando Magic – Memphis Grizzlies118 – 111Banchero (26)
Detroit Pistons – Phoenix Suns108 – 105Allen (33)
Miami Heat – Boston Celtics114 – 119Simons (39)
Houston Rockets – OKC Thunder91 – 111SGA (20)
San Antonio Spurs – Milwaukee Bucks119 – 101Wembanyama (22)
Dallas Mavericks – Utah Jazz144 – 122Sensabaugh (27)
Portland T. Blazers – Atlanta Hawks117 – 101Okongwu (26)
Golden State Warriors – NY Knicks126 – 113Butler (32)
LA Lakers – Charlotte Hornets117 – 135Dončić (39)