Notte leggendaria oltreoceano: Gilgeous-Alexander abbatte il record di Wilt Chamberlain che resisteva dal 1963. Luka Magico ne mette 51 al debutto in maglia Lakers, mentre Denver e Phoenix confermano lo status di corazzate.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che stiamo vivendo l’epoca d’oro del talento individuale nella NBA, la notte tra il 12 e il 13 marzo 2026 ha fornito prove schiaccianti. Tra record storici polverizzati, cinquantelli d’autore e rimonte da capogiro, i nove match in programma hanno ridisegnato le gerarchie e le narrazioni di una stagione che non smette di stupire.
L’erede di Wilt: Shai Gilgeous-Alexander entra nel mito
Il palcoscenico principale non poteva che essere il Paycom Center di Oklahoma City. La sfida tra i Thunder e i Boston Celtics non era solo un big match d’alta classifica, ma l’appuntamento con la storia per Shai Gilgeous-Alexander. Con i 35 punti messi a referto nella vittoria per 104-102, la stella canadese ha raggiunto quota 127 gare consecutive con almeno 20 punti.
Numeri che fanno venire le vertigini: Shai ha ufficialmente superato il primato di Wilt Chamberlain risalente al 1963. Superare il “Golia” del basket in una statistica di continuità realizzativa significa entrare in una dimensione riservata agli immortali. La partita, peraltro, è stata un thriller: risolta a meno di un secondo dalla fine da Chet Holmgren, glaciale dalla lunetta dopo un rimbalzo d’astuzia. Il ferro ha poi sputato la tripla della disperazione di Pritchard, regalando ai Thunder una notte che resterà negli annali.
Hollywood ha un nuovo Re: Dončić debutta con 51 punti
Dall’Oklahoma alla California, il copione non cambia: dominio assoluto. I Los Angeles Lakers hanno travolto i Chicago Bulls 142-130, ma il punteggio è quasi un dettaglio di fronte alla prestazione di Luka Dončić. Lo sloveno, in uno stato di grazia che rasenta l’irreale, ha griffato la sua serata con 51 punti, 10 rimbalzi e 9 assist.
Vedere Dončić con la canotta gialloviola è un’immagine che sta ancora scuotendo la lega, e i risultati sono immediati. Con LeBron James al rientro (18 punti tattici per gestire i ritmi), Luka ha avuto carta bianca per smantellare la difesa dei Bulls. Chicago ha provato a restare a galla con l’ex di turno Josh Giddey (27 punti), ma contro questo Dončić servirebbe un regolamento diverso. La Crypto.com Arena ha trovato il suo nuovo idolo, capace di segnare da ogni posizione e di far sembrare facili tiri che per altri sarebbero preghiere.
Rimonte e strisce: Denver soffre, Atlanta non si ferma
Mentre le stelle individuali brillavano, i campioni in carica dei Denver Nuggets hanno dovuto faticare sette camicie per espugnare San Antonio. Sotto di 20 lunghezze contro gli Spurs orfani di Wembanyama, i Nuggets si sono aggrappati ai loro totem. Jamal Murray (39 punti) e un Nikola Jokic mostruoso da 31 punti, 20 rimbalzi e 12 assist hanno orchestrato una rimonta chirurgica nel quarto periodo, rovinando la serata da sogno del rookie Stephon Castle.
Continua invece il volo ad alta quota degli Atlanta Hawks, che battendo i Nets hanno toccato quota otto vittorie consecutive, la striscia più lunga attualmente aperta in NBA. La forza degli Hawks risiede in un collettivo che gira a memoria: Jalen Johnson sfiora la tripla doppia (21-9-9), supportato dall’energia di Risacher e Alexander-Walker. Atlanta non è più una sorpresa, ma una minaccia reale per i piani alti della Eastern Conference.
I verdetti dagli altri campi: Suns e Heat in risalita
A Indianapolis, i Phoenix Suns hanno banchettato sulle macerie dei Pacers (11ª sconfitta di fila) trascinati dai 43 punti di un Devin Booker implacabile. Insieme a lui, un Jalen Green da 36 punti sta rendendo l’attacco dell’Arizona uno dei più difficili da contenere per chiunque.
A Est, i Miami Heat confermano il loro “DNA” da combattimento: settima vittoria di fila ai danni dei Bucks di un Antetokounmpo solitario. Decisivo l’apporto di Pelle Larsson (28 punti) e la solita solidità di Bam Adebayo. Per l’Italia, da segnalare i 15 minuti di Simone Fontecchio con i Bucks, conditi da 8 punti in una serata difficile per la franchigia del Wisconsin.
Infine, boccata d’ossigeno per i Dallas Mavericks che interrompono un’emorragia di otto sconfitte superando i Grizzlies grazie a un Khris Middleton vintage da 35 punti (22 nel solo ultimo quarto).
RISULTATI NBA SESSIONE 13 MARZO 2026
| Incontro | Risultato Finale | Top Scorer / Note |
| Detroit Pistons – Philadelphia 76ers | 131-109 | Robinson (19 pts), Cunningham (13 ast) |
| Orlando Magic – Washington Wizards | 136-131 (OT) | Suggs (28 pts), Coulibaly (29 pts) |
| Indiana Pacers – Phoenix Suns | 108-123 | Booker (43 pts), Green (36 pts) |
| Miami Heat – Milwaukee Bucks | 112-105 | Larsson (28 pts), Giannis (31 pts) |
| Atlanta Hawks – Brooklyn Nets | 108-97 | Jalen Johnson (21 pts, 9 reb, 9 ast) |
| Memphis Grizzlies – Dallas Mavericks | 112-120 | Middleton (35 pts), Gafford (22 pts, 14 reb) |
| Oklahoma City Thunder – Boston Celtics | 104-102 | Gilgeous-Alexander (35 pts – RECORD) |
| San Antonio Spurs – Denver Nuggets | 131-136 | Murray (39 pts), Jokic (Tripla Doppia) |
| Los Angeles Lakers – Chicago Bulls | 142-130 | Dončić (51 pts, 10 reb, 9 ast) |

