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Il verdetto della Western Conference resta sospeso. Con le spalle al muro e l’obbligo assoluto di vincere, i San Antonio Spurs sfoderano la prestazione perfetta sul parquet dell’AT&T Center, schiantando gli Oklahoma City Thunder con un pesantissimo 118-91. Un successo perentorio che ristabilisce l’equilibrio sul 3-3 nella serie e rimanda l’assegnazione del titolo di campioni della Conference a una drammatica e decisiva gara-7, in programma questo sabato sera sul campo dei Thunder.

A guidare la carica dei texani è ancora una volta un celestiale Victor Wembanyama. Il fenomeno transalpino mette la firma su una prova di onnipotenza cestistica assoluta, collezionando 28 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate in un match dominato dal primo all’ultimo minuto da San Antonio.

L’impatto del fenomeno: San Antonio scappa subito via

La scoppola subita in gara-5 richiedeva una reazione d’orgoglio immediata e la risposta degli uomini di Popovich è stata encomiabile per intensità e aggressività nella propria metà campo. A incendiare la serata ci pensa proprio Wembanyama: nei primi novanta secondi di gioco la stella francese scaglia due triple consecutive e cancella al tabellone una conclusione di Shai Gilgeous-Alexander, dando un chiaro segnale psicologico all’intero incontro.

L’approccio feroce degli Spurs contagia tutto il quintetto. Oltre al totem europeo, San Antonio trova punti e sostanza dalle sue giovani leve: Dylan Harper mette a referto 18 punti, mentre Stephon Castle risponde presente con 17 lunghezze. A completare il quadro dei protagonisti ci pensa un solido Devin Vassell, autore di 12 punti e di due stoppate spettacolari che fanno esplodere di gioia il pubblico di casa.

Il blackout dei Thunder: un parziale da 22-0 chiude i giochi

La sfida si spacca definitivamente in due durante il terzo quarto, trasformandosi in un incubo sportivo per gli ospiti. I Thunder incappano in un blackout offensivo totale che dura per ben otto minuti consecutivi. Di fronte alle polveri bagnate dei campioni in carica, San Antonio ne approfitta con cinismo spietato, piazzando un devastante parziale di 22-0 che proietta il punteggio sul 92-64 e fa scorrere i titoli di coda sulla partita con un quarto d’anticipo.

Oklahoma City affonda sotto i colpi dei rivali anche a causa della serataccia delle sue stelle. Gilgeous-Alexander viene completamente disinnescato dalla difesa texana, chiudendo con appena 15 punti e un pessimo 6/18 dal campo. Non va meglio a Jalen Williams, apparso ancora arrugginito dal recente infortunio muscolare e autore di un solo punto in 10 minuti di utilizzo, mentre Chet Holmgren prova a limitare i danni firmando una doppia doppia da 10 punti e 11 rimbalzi che serve solo a rimpinguare il tabellino personale.

Gara-7 da brividi: all’orizzonte ci sono i Knicks

Per la franchigia del Texas si tratta dell’ennesima dimostrazione di maturità di un gruppo dall’età media verde ma già capace di gestire la pressione emotiva dei momenti da dentro o fuori. Nel frattempo, Wembanyama continua a riscrivere la storia del club: con la quinta prestazione da almeno 25 punti e 10 rimbalzi in questi playoff, il classe 2004 si siede ufficialmente al tavolo di due miti assoluti degli Spurs come David Robinson e Tim Duncan.

Ora la palla passa alla resa dei conti finale a Oklahoma City. Nella “bella”, le due squadre si giocheranno il tutto per tutto con un obiettivo immenso: strappare il pass per le Finals NBA, dove ad attendere la vincente ci sono già i New York Knicks.