Fonte: Instagram: federscherma https://www.instagram.com/p/DUeHguhArHQ/

TORINO – C’è un filo d’oro che in questo sabato di febbraio ha unito la Cina all’ombra della Mole. Se all’alba le spadiste azzurre avevano incantato il mondo con una tripletta storica, la serata torinese all’Inalpi Arena ha risposto con una sinfonia di fioretto che profuma di gloria olimpica. Il Grand Prix di Torino si chiude con l’Inno di Mameli che risuona due volte, celebrando i trionfi di Martina Batini e Guillaume Bianchi, punte di diamante di una spedizione capace di piazzare tre atleti sul podio.

Il ruggito di Martina: derby d’autore in finale

Il tabellone femminile è stato un crescendo rossiniano per Martina Batini. La carabiniera toscana ha approcciato la gara con una ferocia agonistica fuori dal comune, superando indenne i primi turni contro Matilde Calvanese (15-10), la rumena Candescu (15-10) e la spagnola Tucker (15-10). La vera dimostrazione di forza è arrivata però nei quarti, dove ha letteralmente demolito l’ucraina Myroniuk con un netto 15-4, prima di regolare in semifinale la giapponese Sera Azuma (15-8).

L’ultimo atto è stato un manifesto della scherma italiana: un faccia a faccia ad alta tensione contro l’immortale Arianna Errigo. In una finale giocata sul filo dei nervi e del cuore, Batini è riuscita a piazzare la stoccata decisiva, chiudendo sul 15-13 e prendendosi l’oro davanti al pubblico di casa. Un successo completato dall’ottima prova di Martina Sinigalia, che chiude al quinto posto, fermata solo dalla giapponese Ueno.

Bianchi imperiale: gli USA si arrendono in finale

Se Martina Batini ha dominato con l’esperienza, Guillaume Bianchi ha conquistato Torino con una prova di forza bruta e tecnica sopraffina. Il percorso dell’azzurro è stato un campo minato, superato con una freddezza da veterano: dopo aver regolato il polacco Wojtkowiak, Bianchi ha vinto due battaglie di nervi terminate all’ultima stoccata (15-14) contro il giapponese Kawamura e il francese Anane.

Dai quarti in poi, Guillaume ha alzato il volume del suo gioco. Ha piegato la resistenza del russo Bordachev (15-12) e ha replicato lo stesso punteggio in semifinale contro il ceco Choupenitch, bronzo olimpico in carica. In finale, contro lo spauracchio statunitense Nick Itkin, l’azzurro non ha tremato. Sostenuto dal boato dell’Inalpi Arena, Bianchi ha chiuso i conti sul 15-11, mettendo il sigillo su una giornata memorabile. Da sottolineare anche la crescita dei giovani: Tommaso Martini artiglia un eccellente settimo posto, mentre Filippo Macchi chiude la top 10.

Un’Italia formato Mondiale

I risultati di Torino, sommati alla prova magistrale delle spadiste in Cina (Rizzi, Santuccio e Fiamingo), confermano che la scherma italiana gode di una salute d’acciaio. Il fioretto, in particolare, dimostra una profondità di organico invidiabile: vincere due ori su due nel Grand Prix di casa non è solo un risultato sportivo, ma un messaggio chiaro a tutta la concorrenza internazionale in vista dei prossimi grandi appuntamenti.