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Il fuoriclasse serbo si confessa al giornalista Piers Morgan, analizzando il suo ruolo storico, l’ascesa della Next Gen e il momento in cui ha riconosciuto la grandezza dei suoi giovani rivali.

Londra, Gran Bretagna – Nonostante la sua assenza, la decisione di Novak Djokovic di non prendere parte alle ATP Finals 2025 di Torino continua a monopolizzare l’attenzione mediatica. Il serbo, reduce dalla conquista del suo 101° titolo in carriera ad Atene, è stato protagonista di una lunga e profonda intervista con il noto giornalista britannico Piers Morgan, un faccia a faccia in cui il 24 volte vincitore Slam ha toccato argomenti che spaziano dalla sua eredità storica al futuro del tennis.

Djokovic ha offerto una prospettiva inedita sulla sua carriera e sul momento di transizione che sta vivendo lo sport, ammettendo con sorprendente onestà l’attuale superiorità della nuova generazione.

Il dibattito GOAT: “Non posso paragonare le Ere”

Interrogato, come di consueto, sul dibattito riguardante il “Migliore di tutti i tempi” (GOAT), Djokovic ha mantenuto una posizione di grande rispetto e umiltà, pur riconoscendo i suoi numeri da record.

“Questa domanda mi è stata formulata più volte negli ultimi anni. Le persone paragonano Federer e Nadal a me usando i numeri e le statistiche,” ha dichiarato. “Non dirò se sono io il migliore di tutti i tempi, non sono nella posizione di poterlo dire. È molto difficile paragonare i diversi periodi del tennis.”

Il campione ha poi spiegato come l’evoluzione del gioco lo abbia costretto a perfezionarsi: “Questo sport si è evoluto in tutti gli ambiti, è diventato più professionistico. Il tennis moderno mi ha costretto ad essere abile su tutte le superfici, ecco perché ho vinto di più. Non sono a mio agio parlando di me stesso come il migliore. Di sicuro sono un grande studente del gioco e rispetto i migliori del tennis.”

La nuova realtà: Sinner e Alcaraz al comando

La parte più sorprendente dell’intervista è arrivata quando Djokovic ha affrontato l’argomento del livello attuale del tennis e del suo futuro. Per la prima volta, il serbo ha ammesso di sentirsi “dominato” dai due astri nascenti: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner.

“Mi avvio alla fase finale della mia carriera con ancora fame di tennis. Devo fare i conti con la realtà e non è facile per me. Per anni sono stato un giocatore dominante ed ora sono dominato da Alcaraz e Sinner,” ha confessato.

Il tennista ha accettato questa dinamica come un “processo naturale nello sport”, riconoscendo l’importanza dei suoi rivali per il futuro del gioco: “La loro rivalità fa bene al tennis, la finale del Roland Garros è stata una delle partite più epiche di sempre.”

Djokovic ha anche rivelato di aver guardato quella partita in TV e di essersi trovato in una posizione inusuale: “All’inizio li stavo studiando, poi ho ammirato il loro talento. Solo vedendo Federer e Nadal mi sono sentito così.” Nonostante l’ammissione, l’istinto competitivo rimane intatto: “Non so se riuscirò a vincere ancora Slam contro Alcaraz e Sinner. Quando sono in campo punto solo a vincere, non mi importa chi ci sia dall’altro lato della rete.”

Vulnerabilità e l’eredità umana

Djokovic ha anche discusso del suo atteggiamento in campo e della sua celebre intensità emotiva. Se in passato riteneva che “la vulnerabilità ti rende debole”, ha poi compreso l’impossibilità di reprimere le proprie passioni. “Ho realizzato che non puoi nascondere le tue emozioni. Quando entro in campo sono una persona, non un giocatore. Devo preoccuparmi dei miei pensieri.”

Infine, sul tema del ritiro, il serbo ha parlato del suo desiderio di lasciare un segno che trascenda i trofei. “Sono molto soddisfatto della carriera che ho fatto e di ciò che ho vinto. Ho lavorato per tutta la vita per essere dove sono ora. Credo che le connessioni che si creano con altre persone durante la vita siano una cosa fondamentale. Il tennis viene in secondo piano, l’approccio alle persone è importante. Vorrei essere ricordato come la persona che ha toccato il cuore delle persone.”

Le parole di Novak Djokovic non fanno che accrescere l’attesa per la prossima stagione, quando dovrà affrontare la nuova realtà del tennis, ormai definitivamente nelle mani di Sinner e Alcaraz.