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Il Re ha cambiato pelle, ma non l’abitudine di toccare per primo la piastra. A Riccione è andato in scena un capitolo inedito, quasi spiazzante, della leggendaria carriera di Gregorio Paltrinieri. Il campione carpigiano, che dopo le fatiche di Parigi 2024 aveva annunciato un divorzio — almeno parziale — dalle corsie per sposare la causa delle acque libere in vista di Los Angeles 2028, è tornato nella “sua” piscina. E lo ha fatto stravolgendo il copione: non con una cavalcata solitaria contro il cronometro, ma con un guizzo da velocista puro.

La nuova filosofia di Greg: la vasca come palestra per il fondo

Vederlo sui blocchi dei 1500 stile libero fa sempre un certo effetto, ma gli obiettivi oggi sono diversi. Per Paltrinieri, la piscina non è più il fine ultimo, bensì il mezzo: un laboratorio d’allenamento funzionale alla resistenza e ai ritmi richiesti dal nuoto di fondo. Meno ossessione per il record del mondo, più attenzione alla gestione strategica dei duelli.

Questa versione “ibrida” di Greg ha prodotto una gara tattica, nervosa, lontana dai tempi siderali a cui ci aveva abituato, ma carica di un pathos agonistico raramente visto in una competizione nazionale sulla distanza più lunga.

Battaglia a tre: il finale che non ti aspetti

La gara è stata un manifesto del nuoto di fondo “prestato” alla vasca. Per lunghi tratti, il ritmo è stato dettato da un insolito equilibrio, con tre attori protagonisti a contendersi il palcoscenico. Attorno ai 1100 metri, Ivan Giovannoni ha provato a scuotere le acque con un attacco deciso, venendo però prontamente riagganciato da Marcello Guidi.

Paltrinieri è rimasto lì, sornione, a studiare i movimenti dei compagni di allenamento in mare aperto. Quando Guidi ha tentato l’allungo decisivo, Greg ha risposto colpo su colpo, dando vita a un corpo a corpo entusiasmante. La vera sorpresa è arrivata però nell’ultima vasca: Paltrinieri, storicamente sprovvisto di un cambio di passo bruciante, ha innestato una marcia superiore, chiudendo in 14’58”03. Un successo di soli 27 centesimi su Guidi e poco più di un secondo su Giovannoni.

Pass europeo in tasca, ma la testa è altrove

Il crono fatto registrare a Riccione gli varrebbe di diritto la qualificazione per i prossimi Campionati Europei in vasca di Parigi. Tuttavia, il podio odierno — completato dal quarto posto di un opaco Luca De Tullio — non cambierà i piani del campione.

Le gerarchie di Paltrinieri sono scolpite nella roccia: il mare è la priorità, Los Angeles l’orizzonte. La vittoria di oggi è “solo” la conferma che l’orgoglio del fuoriclasse non si è spento e che, anche quando decide di non spingere al massimo, Gregorio resta l’uomo da battere. La vasca lo saluta, il grande blu lo aspetta.

IL PODIO DEI 1500 STILE LIBERO – ASSOLUTI 2026

PosizioneAtletaTempoDistacco
1° (Oro)Gregorio Paltrinieri14’58”03
2° (Argento)Marcello Guidi14’58”30+0”27
3° (Bronzo)Ivan Giovannoni14’59”21+1”18
Luca De Tullio15’03”85+5”82