Fonte: Instagram: federnuoto https://www.instagram.com/p/DIyRPVWoKKV/

Il bilancio della seconda tappa di Coppa del Mondo in Spagna promuove il settore maschile e accende un campanello d’allarme tra le donne. Mentre Paltrinieri ritrova smalto nella knockout, il fondo italiano si prepara alla rivoluzione: a Golfo Aranci riflettori puntati sull’esordio di Alberto Razzetti.

Le acque cristalline di Santa Eulària des Riu, a Ibiza, hanno emesso i loro verdetti. La seconda tappa della Coppa del Mondo di nuoto in acque libere 2026 non è stata solo una passerella di stelle, ma un laboratorio tecnico a cielo aperto che ha fotografato un’Italia a due velocità. Se il settore maschile festeggia una ritrovata profondità di squadra, quello femminile si scopre ancora troppo dipendente dai guizzi della sua punta di diamante.

Il “muro” Azzurro e il ruggito di Betlehem

Nella 10 km maschile, il dominio dell’ungherese David Betlehem è stato messo seriamente in discussione dalla compattezza della muta italiana. Andrea Filadelli ha conquistato un terzo posto di autorità, dimostrando che il ricambio generazionale dietro i grandi nomi è ormai una realtà consolidata. La “valanga azzurra” del fondo ha piazzato un quartetto d’archi nei primi dieci: Marcello Guidi (quarto), Pasquale Giordano (quinto) e Ivan Giovannoni (settimo) hanno trasformato la gara olimpica in un affare quasi privato della Nazionale, confermando una densità di rendimento che pochi altri paesi possono vantare.

Paltrinieri: il campione si rigenera nello sprint

In questo scenario, la prova di Gregorio Paltrinieri nella 10 km (fuori dai primi dieci) non deve trarre in inganno. Il campione emiliano sta attraversando una fase di trasformazione tecnica, dosando le energie tra le corsie della piscina e i marosi. La vera risposta del “Re” è arrivata infatti nella 3 km knockout: un secondo posto brillante, condito da una gestione tattica dei ritmi e delle scie che ha ribadito la sua eterna capacità di adattamento ai nuovi format internazionali. Dietro di lui, la solidità di Diodato (sesto) conferma che l’Italia ha imparato a nuotare veloce anche sulle distanze brevi.

Donne: Taddeucci sola contro le onde

Al femminile, la situazione appare più complessa. L’australiana Moesha Johnson ha imposto una legge durissima, siglando una doppietta (10 km e knockout) che la pone attualmente su un piano superiore. In questo contesto, Ginevra Taddeucci si è confermata l’unico baluardo azzurro: il suo sesto posto nella distanza olimpica, dopo aver lottato gomito a gomito con le leader per gran parte della gara, è un risultato di spessore. Tuttavia, dietro la fiorentina il vuoto preoccupa: i ritiri e i piazzamenti nelle retrovie delle compagne di squadra indicano la necessità di ritrovare al più presto una seconda linea capace di dare manforte nei grandi appuntamenti.

Golfo Aranci: l’ora del “Razzo” e il ritorno di Detti

L’attenzione si sposta ora sulla Sardegna. Il weekend del 1 e 2 maggio a Golfo Aranci sarà lo scenario della terza tappa, dove l’Italia schiererà una flotta record di oltre trenta atleti. Se il ritorno del veterano Gabriele Detti aggiunge peso specifico e leadership al gruppo, la vera attrazione sarà il debutto assoluto di Alberto Razzetti.

Il ligure, polivalente dei misti in piscina, ha scelto la knockout sprint per testare le proprie qualità nel fondo. Una scommessa affascinante: la sua esplosività e la capacità di gestire i cambi di ritmo tipici dei 200 farfalla potrebbero renderlo l’arma segreta in un format che premia la velocità pura e il coraggio nel corpo a corpo.

IL BILANCIO AZZURRO A IBIZA

  • Podio maschile (10 km): Andrea Filadelli (3°)
  • Piazzamenti Top 10 maschili: Guidi (4°), Giordano (5°), Giovannoni (7°)
  • Risultato Knockout (3 km): Gregorio Paltrinieri (2°)
  • Miglior azzurra: Ginevra Taddeucci (6ª nella 10 km)