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Archiviata la polvere del velodromo di Roubaix, il grande ciclismo non concede pause e si sposta nell’estremo nord-ovest della penisola iberica. Da domani, martedì 14 aprile, prende il via la quinta edizione di O Gran Camiño, una corsa che in pochi anni ha saputo ritagliarsi un ruolo di prestigio nel calendario internazionale, quest’anno impreziosito da un cambio di collocazione temporale che promette scintille e temperature più miti.

Addio ai venti gelidi di fine febbraio: la Galizia accoglie il gruppo a metà aprile, inserendosi perfettamente in quel magico incastro tra le Classiche del Nord e l’avvicinamento ai grandi giri. Un percorso di 663 chilometri totali, distribuiti in cinque tappe che sono un inno alla varietà del territorio galiziano: dalle scogliere sferzate dall’Atlantico alle vette impervie che profumano di leggenda.

Lo scacchiere del “Camiño”: cronometro e salite decisive

Il successore di Derek Gee, trionfatore dell’edizione 2025, dovrà essere un atleta completo. Il tracciato disegnato per il 2026 non lascia spazio all’improvvisazione. Si parte subito forte con una sfida contro le lancette ad A Coruña, una cronometro individuale di quasi 15 chilometri che, sebbene non lunghissima, inizierà a delineare i primi distacchi reali tra i pretendenti alla maglia gialla.

Le due tappe centrali sembrano strizzare l’occhio alle ruote veloci o ai “finisseur” coraggiosi, ma è nel gran finale di venerdì e sabato che la corsa esploderà. Gli arrivi in quota a Cabeza de Meda e sul mitico Monte Trega saranno i tribunali supremi di questa edizione, dove i “big” del gruppo si daranno battaglia su pendenze che superano spesso il 9%.

Il dettaglio delle tappe: un crescendo rossiniano

Il prologo: la Torre de Hércules decide i primi distacchi

La frazione inaugurale di domani sarà un omaggio alla storia. Con partenza e arrivo presso la Torre de Hércules, la crono di 14,8 km metterà subito alla prova il ritmo dei corridori. L’unica insidia è rappresentata dall’Alto de San Pedro, una ascesa di quarta categoria che spezzerà il ritmo prima della picchiata finale verso il traguardo. Chi uscirà da qui con la maglia di leader dovrà faticare molto per difenderla nelle giornate successive.

Trappole per sprinter e colpi di mano

La seconda e la terza tappa (Vilalba-Barreiros e Carballo-Padrón) rappresentano la fase di transizione della corsa. Sebbene i velocisti abbiano messo nel mirino questi traguardi, la Galizia non è mai piatta. L’Alto de Noceda nella seconda tappa, con le sue pendenze medie dell’8,4%, potrebbe essere il trampolino ideale per una fuga a lunga gittata o per tagliare fuori gli sprinter meno resistenti. Giovedì, invece, sarà l’Alto Pico Muralla a testare i polmoni del gruppo prima della discesa verso Padrón.

Il venerdì nero: la doppia scalata a Cabeza de Meda

Venerdì 17 aprile i giochi si faranno seri. Negli ultimi 35 chilometri della quarta tappa non ci sarà un attimo di respiro. I corridori affronteranno un trittico di ascese mozzafiato, culminando con il versante più duro dell’Alto Cabeza de Meda: 5,1 chilometri al 9,4% di pendenza media. Qui non si vincerà solo la tappa, si inizierà a scrivere il nome del vincitore finale del Gran Camiño.

Il gran finale sul Monte Trega

La parola fine verrà scritta sabato sul Monte Santa Trega. Una tappa breve ma intensissima (154,7 km), caratterizzata da un doppio passaggio sull’Alto da Valga prima dell’ascesa finale. Il Monte Trega, con i suoi 3,6 km al 7,5%, è una salita iconica che regalerà immagini spettacolari e l’incoronazione ufficiale del nuovo re di Galizia.

Programma e Tappe O Gran Camiño 2026

Di seguito il dettaglio completo delle frazioni che compongono la corsa galiziana:

TappaDataPercorsoLunghezzaCaratteristica
Mar 14/04Torre de Hércules (A Coruña) – Torre de Hércules14,8 kmCronometro Ind.
Mer 15/04Vilalba – Barreiros148,6 kmOndulata
Gio 16/04Carballo – Padrón169,0 kmMedia montagna
Ven 17/04Xinzo de Limia – Cabeza de Meda145,7 kmAlta montagna
Sab 18/04As Neves – Monte Trega (A Guarda)154,7 kmArrivo in salita

Oltre la corsa: il significato del cambio data

Lo spostamento ad aprile è un segnale chiaro degli organizzatori: O Gran Camiño vuole diventare un crocevia fondamentale per chi punta alle grandi corse a tappe estive. Con un lotto di partenti sempre più qualificato e un tracciato che ricalca spesso le strade della Vuelta a España, la Galizia si conferma terra benedetta per il ciclismo, capace di offrire spettacolo tecnico e panorami mozzafiato. Chi riuscirà a domare le pendenze del Monte Trega sabato pomeriggio non avrà vinto solo una corsa, ma avrà dimostrato di avere le gambe per sognare in grande per il resto della stagione.