SARAJEVO (Bosnia ed Erzegovina) – Cala il sipario sulla seconda fase di Europe Cup per la Pallacanestro Reggiana, e il verdetto del parquet bosniaco è di quelli che lasciano l’amaro in bocca. In un match che metteva in palio molto più di una semplice vittoria formale, la squadra di Dimitris Priftis cade sotto i colpi del Bosna Sarajevo per 85-71, cedendo il primato nel girone proprio all’ultima curva.
Se la qualificazione ai quarti di finale era già in ghiaccio per entrambe le formazioni, la posta in gioco era la leadership del raggruppamento, condizione necessaria per garantirsi un accoppiamento più morbido nel tabellone dei playoff. Invece, l’Unahotels dovrà ora affrontare un percorso ad ostacoli, consapevole di aver pagato caro alcuni passaggi a vuoto e un’indisciplina tattica che, a questi livelli, non perdona.
Equilibrio e fiammate: Barford illude i biancorossi
L’avvio del match alla Mirza Delibasic Hall è una scacchiera vivente. Le due squadre si studiano, rispondendo colpo su colpo in un primo quarto vissuto sul filo del rasoio. Sarajevo prova a scappare per prima con un mini-parziale di 7-0 che vale il +5, ma Reggio Emilia dimostra di avere carattere.
La reazione emiliana è corale e trova il suo culmine nel finale di frazione: è Jaylen Barford a incendiare la retina con una tripla a soli 17 secondi dalla prima sirena, siglando il sorpasso che vale il 21-23. Sembra il preludio a una serata di gloria, ma è solo l’ultimo sprazzo di controllo biancorosso prima della tempesta bosniaca.
Il blackout del secondo quarto: Sarajevo scava il solco
Il ritorno in campo dopo il primo mini-riposo è traumatico per gli uomini di Priftis. Il Bosna Sarajevo cambia marcia e intensità difensiva, piazzando un parziale devastante di 12-2 che ribalta completamente l’inerzia della sfida. Reggio barcolla ma prova a restare aggrappata al match grazie alla presenza fisica di Jaime Echenique, l’ultimo a mollare nel pitturato.
Tuttavia, i padroni di casa sono in serata di grazia e volano sulla doppia cifra di vantaggio. Uno squillo di Brown dalla lunga distanza riduce lo strappo a sei lunghezze a un minuto dall’intervallo lungo, ma è un fuoco di paglia: Sarajevo riaccelera immediatamente, chiudendo la prima metà di gara su un rassicurante 47-37.
L’illusione della rimonta e il peso dei falli
Nella ripresa, la Pallacanestro Reggiana prova a scuotersi. Il parziale di 7-0 in apertura di terzo quarto riporta gli ospiti a contatto, e quando Thor e Williams decidono di salire in cattedra, la rimonta sembra quasi completata: Reggio arriva a un possesso di distanza (-2).
È qui che l’esperienza di Dontay Latrai Caruthers sale in cattedra, ricacciando indietro i tentativi di Rossato e Barford. A condannare definitivamente Reggio è però la mancanza di disciplina: falli ingenui e qualche palla persa di troppo permettono al Bosna di gestire l’elastico del punteggio, presentandosi all’ultimo atto sul 68-57.
Finale amaro: Echenique non basta, ora i playoff
L’ultimo quarto è una lenta gestione del cronometro da parte dei bosniaci. La squadra di Priftis non riesce mai a trovare il guizzo per riportarsi sotto la doppia cifra di svantaggio, sbattendo contro la difesa organizzata di Sarajevo. Il finale recita 85-71, un punteggio che premia la maggiore solidità dei padroni di casa.
A Reggio non bastano i 17 punti di Jaime Echenique, top scorer dell’incontro e unica vera costante offensiva di una serata difficile. La sconfitta pesa soprattutto in ottica futura: chiudere al secondo posto significa incrociare una testa di serie ai quarti di finale, rendendo il sogno della finale europea decisamente più complicato.
Tabellino Bosna Sarajevo – Pallacanestro Reggiana 85-71
| Squadra | 1°Q | 2°Q | 3°Q | 4°Q | Finale |
| Bosna Sarajevo | 21 | 26 | 21 | 17 | 85 |
| Pallar. Reggiana | 23 | 14 | 20 | 14 | 71 |

