Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno acceso i motori anche in Val di Fiemme. Al Lago di Tesero, in una giornata baciata dal sole ma segnata dalla fatica estrema che solo le gare sprint sanno imporre, si è alzato il sipario sullo sci di fondo paralimpico. Sei titoli assegnati, sei storie di resilienza e potenza pura che hanno ridisegnato i vertici mondiali della disciplina, lasciando all’Italia il ruolo di spettatrice in un contesto internazionale dal livello tecnico mai così alto.
Mentre il medagliere azzurro brilla nello sci alpino, il fondo si conferma un terreno di caccia per le superpotenze: Stati Uniti, Cina e Norvegia hanno dettato legge, celebrando sia icone immortali che nuovi volti del podio.
Oksana Masters: la decima sinfonia di un’icona
Non si può parlare di sci di fondo senza inchinarsi a Oksana Masters. La sprint femminile categoria sitting (LW12) è stata l’ennesimo palcoscenico per la “Regina del Ghiaccio”. Con un tempo di 3’07″1, l’atleta statunitense di origini ucraine ha conquistato il suo decimo alloro paralimpico nello sci di fondo, portando il suo incredibile bottino complessivo (tra edizioni estive e invernali) a 21 medaglie.
La gara è stata un monologo di potenza: Masters ha gestito il ritmo sin dalla prima spinta, rintuzzando nel finale il tentativo di rientro della sudcoreana Yunji Kim, argento in 3’10″1. Il bronzo è andato alla cinese Shiyu Wang, a conferma di un movimento asiatico in continua espansione. Per Oksana, è l’undicesimo oro totale, una striscia di successi che dura da Londra 2012 e che oggi l’ha consacrata definitivamente come la più grande atleta multisportiva dell’era moderna.
Zixu Liu e lo tsunami cinese nel settore sitting
Se Masters è la certezza, Zixu Liu è la conferma della nuova era. Nella sprint maschile sitting, il cinese ha compiuto il salto definitivo: dopo aver dominato nel biathlon nelle precedenti edizioni, ha conquistato il suo primo oro nel fondo in 2’28″9. Una finale thrilling, decisa sul filo dei decimi, dove il brasiliano Cristian Ribera Westemaier si è dovuto arrendere per soli 7 decimi di secondo.
Per l’Italia, questa è stata la gara dei rimpianti. Gli azzurri sono rimasti tutti fuori dalla fase finale. Il boccone più amaro è per Giuseppe Romele: il 13° posto in qualificazione lo vede come primo degli esclusi dalle semifinali per un soffio. Più staccati gli altri compagni di squadra, con Michele Biglione (16°), Marco Pisani (25°) e Giuseppe Spatola (34°), che hanno pagato lo scotto di una concorrenza che non permette il minimo errore.
La prima volta di Vilde Nilsen e la sorpresa bielorussa
C’è stata gloria anche per la Norvegia grazie a Vilde Nilsen. Nella sprint femminile a tecnica classica (standing), la sciatrice norvegese ha spezzato un tabù che durava da tre Paralimpiadi, riuscendo finalmente a centrare l’oro più ambito. In 3’31″3 ha preceduto l’americana Peterson e la canadese Wilkie, in un podio che ha visto rappresentate le tre grandi scuole del Nord.
Al maschile, la gara standing ha regalato la storia più incredibile della giornata: quella di Raman Svirydzenka. Il bielorusso ha rischiato l’eliminazione immediata, qualificandosi per soli 5 centesimi di margine. Poi, il miracolo agonistico: in finale ha cambiato passo, trionfando in 2’35″4 davanti al tedesco Marburger e al francese Daviet. L’unico italiano in gara, Mattia Dal Pastro, ha chiuso la sua avventura nelle qualificazioni.
Ipovedenti: Adicoff è il re, Bagiian vince per la Russia
Le ultime due perle della giornata sono arrivate dalle categorie per atleti ipovedenti (VI). Al maschile, lo statunitense Jake Adicoff, guidato da Peter Wolter, ha confermato il suo status di fuoriclasse conquistando il suo secondo oro paralimpico (quinta medaglia totale). Una gestione magistrale dello sforzo gli ha permesso di chiudere in 2’44″7, distanziando il cinese Shuang Yu.
In campo femminile, la russa Anastasiia Bagiian (guidata da Sergei Siniakin) ha dominato la scena in 3’16″1, approfittando anche del declassamento della tedesca Leonie Maria Walter, retrocessa all’ultimo posto per un’infrazione tecnica. L’argento è andato all’altra tedesca Linn Kazmaier, mentre la Cina ha aggiunto un altro bronzo alla sua collezione con Jihong Cong.
Il bilancio: l’Italia cerca il riscatto
Il sipario cala sul Lago di Tesero con un verdetto chiaro: l’alto livello internazionale richiede una perfezione che oggi gli azzurri del fondo non sono riusciti a mettere in pista. Sebbene l’assenza di medaglie pesi, la prestazione di Romele indica che la distanza dai migliori non è incolmabile. Il programma del fondo è ancora lungo e la Val di Fiemme attende ancora l’acuto tricolore nelle gare di distanza, dove la resistenza potrebbe premiare la generosità dei nostri atleti.
RISULTATI SPRINT – MEDAGLIERE DI GIORNATA
| Categoria | Oro | Nazione | Tempo |
| Sitting F | Oksana Masters | USA | 3’07″1 |
| Sitting M | Zixu Liu | CHN | 2’28″9 |
| Standing F | Vilde Nilsen | NOR | 3’31″3 |
| Standing M | Raman Svirydzenka | BLR | 2’35″4 |
| VI F | Anastasiia Bagiian | RUS | 3’16″1 |
| VI M | Jake Adicoff | USA | 2’44″7 |

