Losanna/Roma. Dopo una lunga e complessa battaglia legale durata oltre un anno, il paracanottaggio italiano può finalmente celebrare un successo non sul campo di regata, ma nelle aule del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna. Il massimo organo di giustizia sportiva ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), annullando la controversa squalifica comminata a Giacomo Perini durante i Giochi Paralimpici di Parigi 2024.
Di conseguenza, all’atleta azzurro è stata ufficialmente riassegnata la medaglia di bronzo ottenuta nella finale del PR1 M1x (singolo maschile). Un epilogo atteso che restituisce dignità e gioia a una delle storie più assurde della rassegna paralimpica francese.
Il caso: un cellulare e una squalifica assurda
La vicenda risale all’immediatezza della gara di Parigi 2024. Perini era stato escluso dalla classifica finale dalla Federazione Internazionale di Canottaggio (World Rowing) per il possesso di un telefono cellulare a bordo della sua imbarcazione.
La rigida normativa sportiva non ammette la presenza di dispositivi di comunicazione non autorizzati in gara, ma la difesa italiana e l’atleta hanno sempre sostenuto l’assoluta buona fede e la totale inutilità del dispositivo ai fini della competizione.
Nelle sue dichiarazioni subito dopo il provvedimento, Perini aveva chiarito: “La squalifica è nata da una dimenticanza: non me ne ero minimamente accorto. Il telefono non è stato usato, basta controllare. Gli ultimi messaggi risalgono a prima del riscaldamento in acqua, l’ultima chiamata ieri sera con lo psicologo”. Una versione che, supportata dalle prove e dall’insussistenza di un reale vantaggio competitivo, è stata ritenuta valida dal TAS.
Pancalli (CIP): “Lieto fine di una storia assurda”
La notizia della riassegnazione del bronzo è stata accolta con grande entusiasmo dai vertici dello sport paralimpico italiano. Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, ha espresso profonda soddisfazione per la sentenza, definendola un “lieto fine di questa storia assurda”.
“Abbiamo esultato insieme per questo bronzo strameritato,” ha dichiarato Pancalli. “La sentenza TAS ha finalmente ristabilito la verità sulla sua gara ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024. Sin dal primo minuto, e con l’allora Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Beppe Abbagnale, abbiamo sempre creduto in questa medaglia.”
Pancalli ha sottolineato l’impegno del CIP nel sostenere la battaglia legale di Perini: “Insieme alla Giunta Nazionale del CIP, abbiamo offerto tutto il nostro supporto per far valere le ragioni di Giacomo, presentando il ricorso e sostenendo le spese legali. Giacomo ha dimostrato di essere uno straordinario campione in gara e nella vita. Oggi gli viene restituita la gioia di una vittoria che purtroppo non ha potuto festeggiare a Parigi ma che saprà apprezzare anche oggi, dopo una battaglia legale.”
Un risultato che scrive la storia Azzurra
Il successo di Giacomo Perini nelle aule del TAS non è solo un trionfo personale, ma ha un impatto diretto sul bilancio complessivo della spedizione azzurra. Con l’aggiunta di questo bronzo, l’Italia chiude ufficialmente la sua partecipazione ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 con un totale di 72 medaglie.
Questo numero rappresenta il record assoluto dell’era moderna per l’Italia paralimpica, consolidando una performance storica. Il Presidente Pancalli ha concluso con un ringraziamento agli attori chiave della vicenda, tra cui l’avvocato Federico Venturi Ferriolo e l’allora Segretario Generale del CIP, Avv. Juri Stara, Capo Missione a Parigi, che ha curato l’istruttoria.
La medaglia di Giacomo Perini, ottenuta con fatica in acqua e difesa con tenacia fuori, segna un momento di giustizia sportiva e chiude il capitolo Paralimpiadi 2024 con una celebrazione ritardata, ma non meno significativa.

