PIACENZA – Il cielo sopra il PalaBanca si tinge di biancorosso. In una serata che rimarrà scolpita negli annali della pallavolo emiliana, la Gas Sales Bluenergy Piacenza completa l’opera iniziata in Germania e mette le mani sulla CEV Cup 2026. Non è stata solo una finale, ma una vera e propria prova di forza: i “Lupi” hanno sbranato il Luneburg con un secco 3-0 (25-20, 25-17, 25-21), bissando il successo dell’andata e regalando alla società il primo storico trofeo continentale della sua gestione.
Un trionfo che lenisce le ferite dell’eliminazione in semifinale scudetto e proietta il club di via Farnesiana in una nuova dimensione internazionale, garantendogli lo status di “defender” per la prossima stagione.
Una marcia trionfale: la legge del PalaBanca
Coach Dante Boninfante lo aveva chiesto chiaramente: nessuna distrazione. Nonostante ai padroni di casa bastassero solo due set per chiudere la pratica, Piacenza non ha voluto fare calcoli, scendendo in campo con il “killer instinct” delle grandi occasioni. Di fronte a un Luneburg apparso frastornato dal calore del pubblico italiano, il sestetto biancorosso ha dettato legge fin dai primi scambi.
La partita è stata un monologo durato poco più di un’ora. Piacenza ha preso il largo in ogni parziale, gestendo con autorità i tentativi di reazione dei ragazzi di Stefan Huebner. Il servizio è stata l’arma letale dei Lupi, capace di scardinare la ricezione tedesca e permettere a Paolo Porro di orchestrare un attacco fluido e implacabile. Con questo successo, Piacenza riporta il trofeo in Italia a tre anni di distanza dal trionfo di Modena, firmando la ventiduesima vittoria tricolore nella storia della competizione.
I protagonisti: l’ultima di Simon e il riscatto di Galassi
La serata è stata intrisa di significati che vanno oltre il semplice risultato sportivo. Gli occhi di tutti erano puntati su Robertlandy Simon: il colosso centrale cubano, alla sua ultima recita in maglia biancorossa, ha salutato il suo pubblico con una prestazione sontuosa da 11 punti (di cui 2 muri). Un addio da re per un giocatore che ha segnato un’epoca a Piacenza.
Ma la commozione più grande è arrivata per Gianluca Galassi. Il centrale azzurro, protagonista di una stagione straordinaria dopo aver vinto la battaglia più difficile contro un tumore ai testicoli, ha alzato la coppa al cielo con la grinta di chi sa cosa significhi lottare davvero. In campo, la luce è stata abbagliante anche per Alessandro Bovolenta: l’opposto ha chiuso con 12 punti, 3 ace e un sontuoso 60% in attacco, confermandosi come uno dei diamanti più lucenti del volley nostrano. Ottime anche le prove degli schiacciatori Mandiraci e Gutierrez, costantemente sopra il 55% di efficacia offensiva.
Un movimento che domina: l’Italia padrona d’Europa
Il successo di Piacenza non è un fulmine a ciel sereno, ma la conferma di un’egemonia ritrovata per la pallavolo italiana. Dopo il sigillo di Milano nella Challenge Cup, l’affermazione dei Lupi nella seconda manifestazione europea per importanza ribadisce la profondità tecnica del nostro campionato.
In attesa di vedere cosa farà Perugia nella Final Four di Champions League, l’Italia può già vantare due trofei continentali su tre in questa stagione. Per Piacenza, questa CEV Cup è il punto d’arrivo di un progetto ambizioso, ma anche il punto di partenza per una nuova era: i ragazzi di Boninfante hanno dimostrato di poter stare nell’élite, trasformando la delusione dei playoff nazionali in un trampolino di lancio verso la gloria europea.
Tabellino Finale: CEV Cup 2026 – Finale di Ritorno
| Squadra | Set 1 | Set 2 | Set 3 | Totale |
| Piacenza (ITA) | 25 | 25 | 25 | 3 |
| Luneburg (GER) | 20 | 17 | 21 | 0 |
Top Scorer Biancorossi
- Alessandro Bovolenta: 12 punti (3 ace, 60% attacco)
- Robertlandy Simon: 11 punti (2 muri)
- Josè Miguel Gutierrez: 8 punti (57% attacco)
- Ramazan Mandiraci: 7 punti (70% attacco)

