Fonte: Instagram: verovolley https://www.instagram.com/p/DV4VxKljcWf/?img_index=1

Il volley è uno sport di inerzie, di momenti rubati e di risposte psicologiche. Se una settimana fa la Numia Vero Volley Milano sembrava uscita ferita dal confronto europeo contro il Vakifbank, stasera al Pala BigMat di Firenze ha dimostrato di avere la pelle dura e il cuore freddo. In poco meno di un’ora e mezza, la formazione lombarda ha ribaltato i pronostici della vigilia, espugnando la tana della Savino Del Bene Scandicci con un 3-0 (28-26, 25-20, 25-16) che pesa come un macigno nell’economia della semifinale scudetto.

Non è stata solo una vittoria, ma una dichiarazione d’intenti. Milano conduce ora la serie per 1-0, portando via alle toscane il vantaggio del fattore campo e costringendo le ragazze di Barbolini a un’impresa nel ritorno all’Allianz Cloud.

La sliding door del primo set: il muro di Danesi cambia la storia

Il match è stato, per ampi tratti, condensato nell’infuocato finale del primo parziale. Scandicci è partita con le marce alte, spinta da una Ekaterina Antropova in versione “uragano”: l’opposto azzurra ha martellato con una continuità disarmante, mettendo a referto ben 12 punti solo nel primo set. Le toscane sembravano avere in mano le chiavi della frazione, scappando più volte nel punteggio e arrivando a procurarsi un set point sul 26-25.

Qui la partita ha svoltato. Milano non ha tremato: prima ha annullato il vantaggio con un’ispirata Khalia Lanier, poi ha alzato la saracinesca. È stato il muro di Anna Danesi proprio su Antropova a suggellare il 28-26, un colpo durissimo per il morale delle padrone di casa, che fino a quel momento avevano giocato una pallavolo quasi perfetta.

Il fattore Fersino e l’ascesa del duo Egonu-Lanier

Se il primo set è stato una battaglia di trincea, il secondo ha mostrato la metamorfosi tattica di Milano. Le lombarde hanno iniziato a leggere meglio le traiettorie avversarie, trascinate da una Beatrice Fersino in stato di grazia. Il libero azzurro, premiata a fine gara come MVP, ha letteralmente calamitato ogni pallone, permettendo alla palleggiatrice di innescare le bocche di fuoco con precisione chirurgica.

Mentre Scandicci perdeva progressivamente lucidità in attacco, Milano trovava certezze nei suoi terminali offensivi. Paola Egonu e Khalia Lanier hanno iniziato a scambiarsi il testimone del comando: la potenza dell’azzurra e la varietà di colpi della statunitense (rispettivamente 17 e 18 punti a fine match) hanno scavato il solco decisivo. Un “mani out” della stessa Egonu ha gelato il Pala BigMat sul 25-20, mettendo il sigillo sul raddoppio milanese.

Terzo set: il monologo lombardo e il crollo toscano

L’ultimo atto è stato un monologo azzurro-nero. La Savino Del Bene, scossa nel morale e colpita nell’orgoglio, è rimasta negli spogliatoi all’inizio del terzo parziale. Milano ne ha approfittato con ferocia agonistica, scappando subito sull’8-1. Danesi e Lanier hanno dominato la rete, rendendo vani i tentativi di reazione di Antropova, apparsa troppo sola nel deserto offensivo toscano.

A differenza delle gare precedenti, dove Scandicci aveva brillato per il contributo di tutte le sue stelle, stasera le ali sono rimaste a terra: Franklin e Bosetti si sono fermate a quota 6 punti ciascuna, troppo poco per impensierire una Milano che in difesa non ha concesso più nulla. Il 25-16 finale, chiuso ancora da un tocco intelligente di Lanier, ha messo la parola fine a una gara che sposta violentemente gli equilibri della semifinale.

I numeri della sfida e il peso del tabellino

GiocatriceSquadraPuntiNote
Ekaterina AntropovaScandicci22Miglior marcatrice del match
Khalia LanierMilano18Top scorer Milano
Paola EgonuMilano17Decisiva nei finali di set
Beatrice FersinoMilanoMVP della gara

Verso Gara-2: Scandicci con le spalle al muro

Il verdetto di Firenze ribalta completamente i valori visti nell’ultima settimana di Champions League. Se Scandicci arrivava dal trionfo sul Fenerbahce, oggi è parsa una squadra scarica e incapace di trovare alternative al gioco su Antropova. Milano, al contrario, ha reagito alla sconfitta contro il Vakifbank con una prova di forza corale che la candida prepotentemente alla finale scudetto.

Ora la pressione si sposta interamente sulle spalle delle toscane. Gara-2 a Milano sarà un dentro o fuori senza appello: la Savino Del Bene dovrà ritrovare l’incisività delle sue schiacciatrici e una maggiore tenuta mentale, mentre la Numia Vero Volley ha l’occasione d’oro per chiudere i conti davanti ai propri tifosi.

L’Analisi: La vittoria di Milano non nasce solo dai punti di Egonu, ma dalla capacità di soffrire nel primo set. Aver vinto il parziale d’apertura dopo essere stati sotto nel punteggio ha tolto ossigeno a Scandicci e ha dato alle lombarde la consapevolezza di poter dominare la fase difensiva. In una serie così corta, l’aspetto psicologico vale quanto un ace.