Si chiude con un bottino trionfale la tappa capitolina della Premier League 2026. Matteo Fiore sul tetto del mondo negli 84 kg, Viola Lallo d’argento e una pioggia di bronzi confermano l’Italia ai vertici del karate internazionale.
Il tappeto del PalaPellicone di Ostia si conferma terra di conquista per la Nazionale italiana. La tappa romana della Premier League di Karate 2026 va in archivio con un bilancio che parla di eccellenza, carattere e una profondità di squadra invidiabile. Otto medaglie complessive che non sono solo numeri, ma il manifesto di un movimento che, davanti al proprio pubblico, ha saputo esaltarsi e lottare su ogni punto.
Matteo Fiore: un oro di ghiaccio e fuoco
Il momento più alto della spedizione azzurra porta la firma di Matteo Fiore. Nella categoria 84 kg, l’azzurro ha dato vita a una finale che resterà nella memoria degli appassionati per intensità e tenuta psicologica. Di fronte a lui il giovane talento russo Eduard Gasparian, un ventunenne aggressivo e tecnico. Fiore ha saputo gestire i ritmi del match con un’intelligenza tattica superiore, chiudendo i varchi e colpendo nei momenti decisivi. Un oro pesantissimo che lo consacra leader della categoria.
Poco distante dal gradino più alto è salita Viola Lallo. Nei 55 kg, l’azzurra ha accarezzato il sogno della vittoria, arrendendosi solo in finale alla bosniaca Nejra Sipovic. Per Lallo resta un argento di altissimo valore, testimonianza di un percorso netto e di una condizione fisica che fa ben sperare per i prossimi impegni stagionali.
La legge del bronzo: l’Italia domina le finaline
Se le finali per l’oro hanno regalato batticuore, quelle per il terzo posto si sono trasformate in un vero e proprio festival tricolore. La categoria dei 50 kg è stata letteralmente monopolizzata dalle atlete italiane: Erminia Perfetto ha conquistato il bronzo superando con autorità Yun-Chen Hsiao (Taipei), imitata pochi minuti dopo dalla diciannovenne Ludovica Legittimo, capace di battere l’altra rappresentante di Taipei, Hsin-Yu Chan, a conferma di un ricambio generazionale già pronto a stupire.
Non meno spettacolari i successi nel maschile. Luca Maresca ha fatto valere la sua esperienza nei 67 kg piegando il macedone Belistojanoski, mentre nei 75 kg è arrivato il ruggito di Daniele De Vivo, che ha superato il giapponese Raiki Funato in un confronto tecnico di altissimo livello.
Kata e pesi massimi: i sigilli di Ghinami e Avanzini
A completare il quadro delle meraviglie romane ci hanno pensato Alessio Ghinami e Matteo Avanzini. Nel Kata maschile, disciplina che richiede perfezione formale e potenza esplosiva, Ghinami ha superato nello scontro diretto lo spagnolo Raul Martin Romero, strappando un bronzo che vale quanto un oro per la qualità dell’esecuzione mostrata sul tatami.
Infine, nei pesi massimi (+84 kg), Matteo Avanzini ha chiuso la rassegna azzurra con una prova di forza contro il bosniaco Anes Bostandzic, mettendo il sigillo a una giornata che consacra Roma come capitale mondiale del karate. L’Italia esce da questa Premier League con la consapevolezza di essere una superpotenza, trascinata da un mix perfetto di veterani e giovani promesse.
IL MEDAGLIERE AZZURRO A ROMA
| Atleta | Categoria | Medaglia |
| Matteo Fiore | 84 kg (Kumite) | ORO |
| Viola Lallo | 55 kg (Kumite) | ARGENTO |
| Erminia Perfetto | 50 kg (Kumite) | BRONZO |
| Ludovica Legittimo | 50 kg (Kumite) | BRONZO |
| Luca Maresca | 67 kg (Kumite) | BRONZO |
| Daniele De Vivo | 75 kg (Kumite) | BRONZO |
| Alessio Ghinami | Kata maschile | BRONZO |
| Matteo Avanzini | +84 kg (Kumite) | BRONZO |

