Si chiude con un boccone amaro, intriso di rimpianti ma anche di orgoglio, l’avventura della Nazionale femminile italiana nel Gruppo 1 di Lega A per i pass dei Mondiali 2027. Nella tana di Göteborg, la selezione guidata da Andrea Soncin mette in mostra una delle migliori versioni dell’ultimo biennio, accarezzando l’impresa storica prima di subire il prepotente ritorno scandinavo. Il 2-2 finale fotografa una partita dai due volti, che lascia in dote la certezza del secondo posto in classifica a quota 9 punti (con la Danimarca capolista a 14 dopo il 4-1 odierno). Per staccare il biglietto per la rassegna iridata, le Azzurre dovranno adesso superare lo scoglio degli spareggi post-season.
Primo tempo da favola: Oliviero dipinge, Piemonte raddoppia di testa
L’approccio tattico impostato dal commissario tecnico italiano si rivela tanto coraggioso quanto efficace: l’Italia addormenta il ritmo svedese attraverso un fraseggio pulito, impedendo alle padrone di casa di innescare le marciatrici negli ampi spazi. Nonostante un brivido iniziale generato da uno svarione in disimpegno di Arianna Caruso — su cui Stina Blackstenius non è fortunatamente riuscita ad avventarsi —, il pallino del gioco resta saldamente nelle mani delle ospiti.
Il monologo azzurro si materializza concretamente al 36′, minuto in cui Elisabetta Oliviero inventa una traiettoria balistica strabiliante che si infila proprio sotto la giunzione dei pali, lasciando di sasso l’estremo difensore svedese. Il gol dell’1-0 scioglie ogni residua tensione e, proprio a un soffio dall’intervallo, l’Italia raddoppia: splendida parabola proveniente dalle corsie laterali e incornata prepotente di Martina Piemonte, che trafigge Falk per il clamoroso 0-2 con cui le squadre guadagnano la via degli spogliatoi.
La metamorfosi scandinava nella ripresa: Rolfö cambia la storia
L’intervallo scuote l’orgoglio delle padrone di casa. Il selezionatore svedese Peter Gerhardsson ridisegna completamente l’assetto offensivo della sua squadra, gettando nella mischia forze fresche e di assoluto spessore internazionale come Fridolina Rolfö. La Svezia alza vistosamente il baricentro e la linea del pressing, trasformando la sfida in un assedio fisico fatto di traversoni continui e densità in area di rigore.
L’assetto difensivo italiano regge l’urto fino al 70′, quando la sfortuna si accanisce sulle Azzurre: una carambola confusa a pochi passi dalla linea di porta genera il rocambolesco autogol di Laura Giuliani, riaprendo di fatto la contesa. L’episodio spezza l’inerzia psicologica del match e la Svezia, spinta dal boato del pubblico locale, impiega appena centottanta secondi per impattare: al 73′ è proprio la neoentrata Rolfö a sfruttare un calcio piazzato, depositando in fondo al sacco la rete del definitivo 2-2.
Finale di trincea: Soncin blinda il pari, ora testa agli spareggi
Nel segmento conclusivo del match, Andrea Soncin ridisegna il collettivo inserendo l’esperienza e la freschezza di Lisa Boattin, Barbara Bonansea e Cristiana Girelli. L’Italia va in apnea soprattutto sui palloni alti e nelle mischie nate da palla inattiva, ma dimostra una grandissima compattezza caratteriale nel respingere gli ultimi assalti disperati delle scandinave.
Al triplice fischio del direttore di gara, il tabellone sancisce una spartizione della posta che genera sentimenti contrastanti. Resta la consapevolezza di aver giocato alla pari e a viso aperto su uno dei campi più ostici del panorama calcistico europeo, ma è impossibile non guardare ai due gol di vantaggio evaporati in soli tre minuti della ripresa. Il verdetto spedisce l’Italia ai playoff del Mondiale 2027, un percorso più tortuoso ma che queste Azzurre hanno dimostrato di poter affrontare con assoluta fiducia.

